Fendi celebra a Milano la collaborazione con Karl Lagerfeld. Le immagini

L’ultima sfilata Fendi celebra la collaborazione con Karl Lagerfeld. Ecco le immagini

Un segno della presenza assente di Karl Lagerfeld: nell’ultima collezione presentata a Milano alla ricercatezza, all’eleganza composta che non cerca facili attenzioni, allo stile perfetto di forme, tessuti e colori degli outfit in sfilata, si aggiunge un nastro, un fiocco lento e dolcemente asimmetrico. Un segno libero come una firma su un testo storico, l’ultima firma di Karl Lagerfeld e Silvia Fendi, in un lavoro a quattro mani eseguito con la maestria di chi si conosce bene e si stima reciprocamente. Una sigla che li unisce che compare anche come segno di romantica libertà sulla collezione stessa. D’altra parte è la stessa Silvia Venturini Fendi a tracciare un ricordo di questa prolifica collaborazione:  “il legame tra Karl Lagerfeld e FENDI”, spiega, “è la storia d’amore più lunga della moda, che continuerà a toccare la nostra vita per gli anni a venire. Sono profondamente addolorata dalla sua scomparsa e estremamente commossa dalla sua dedizione e perseveranza profuse sino alla fine. Quando ci siamo sentiti, alcuni giorni prima della sfilata, i suoi unici pensieri erano dedicati alla ricchezza e bellezza della Collezione. È una vera testimonianza della sua personalità. Mancherà moltissimo”.

LA SFILATA

L’ultimo lavoro insieme, giustamente accompagnato in passerella dalla cerimonia degli addii, un video che riassume 54 anni di collaborazione, l’uscita finale di Silvia Fendi da sola che non lascia dubbi sulla sua forza di regina: tutto commuove ma fa capire anche che tutto andrà avanti con lo stesso spirito. Fendi chiude e riapre la sua storia cosi, a Milano e per tutta la moda internazionale si delinea un cambiamento: se fossimo su Netflix questa sarebbe sicuramente la fine della prima serie, se fossimo in un fantasy saremmo nel momento in cui muore un saggio, come Gandalf che ne Il Signore degli Anelli è la guida per i protagonisti della storia. È l’ultima, ma è anche una prima. La perenne ricerca della bellezza, intesa come dedizione ad un’espressione artistica e artigianale, continuerà con la stessa dedizione e devozione incarnata dagli schizzi per questa collezione, fino alla traccia romantica di un foulard di seta. Abbiamo visto tutti le immagini che in questi giorni ritraevano Karl Lagerfeld attorniato da libri, messi in orizzontale o in verticale in numero incalcolabile, sappiamo quanto il suo sapere fosse parte del suo fare a dispetto dell’insensata convinzione contemporanea che sia sufficiente essere creativi più che colti, e la chiara e netta sensazione che sia scomparso l’ultimo saggio. Ci guardiamo intorno e non vediamo nessun varco sicuro per allontanarci dalle mortifere banalità manieriste del fashion, ci attacchiamo a soluzioni etiche e tecnologiche, alla produzione consapevole e attenta al bene del pianeta perché i cappotti sono sempre quelli, le maniche sono ancora allungate e spostate da dove dovrebbero stare e tutto sembra la parodia di quello che era.

RICORDANDO LAGERFELD

Ecco perché la sfilata di Fendi è bella: le cose stanno esattamente dove devono stare con la certezza dell’esecuzione di un tema immortale reso attuale dalle mani dei designer e dalla loro esperienza colta. Contemporanea, con una classe eternamente proiettata in avanti che esalta la silhouette nella sua raffinata e maestosa semplicità, grazie all’uso architettonico della struttura: spalle a pagoda, doppiopetto stretto in vita, pantaloni plissé e giacche con tasche a risvolti asimmetrici per creare ombre sulle geometrie delle sovrapposizioni, pelle tagliata al laser e pellicce intarsiate e quei colletti a punta un pò alti nello stile Karl. Tonalità cromatiche ma anche materiche, il tulle avorio chiaro accostato alla vernice color cognac, la pelle di vitello terracotta sulla quale fioriscono nuance serene narciso, verde mare, mandarino e azzurro. Le stampe wallpaper diventano texture su cloqué, organze e satin. Gli accessori eseguono la loro partitura sempre con variazioni su un tema ormai consolidato: la Baguette è trasformata in vernice goffrata e pelle vegetale impunturata, la Peekaboo richiama le tecniche d’intaglio della collezione, le flat a tacco quadrato e gli stivali a punta con tacco alto in neoprene brillante e maglia confermano le sovrapposizioni materiche e cromatiche. Una sfilata che ci consente di parlare di rispetto per chi disegna, chi realizza e chi indosserà: la rappresentazione di uno stile che si è consolidato in più di 50 anni che si è rinnovato ad ogni step, soprattutto nell’unione tra Silvia e Karl. Così quella figura enorme ma mai ingombrante, lascia a Silvia Fendi la guida completa, sereno di sapere che lei è assolutamente in grado di continuare un lavoro di coppia straordinario, così come avviene per Chanel dove il testimone passa a Virginie Viard sua collaboratrice per 30 anni.

Clara Tosi Pamphili

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Clara Tosi Pamphili

Clara Tosi Pamphili

Clara Tosi Pamphili si laurea in Architettura a Roma nel 1987 con Giorgio Muratore con una tesi in Storia delle Arti Industriali. Storica della moda e del costume, ha curato mostre italiane e internazionali, cataloghi e pubblicazioni. Ideatrice e curatrice…

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