#GucciShowtime: la campagna primavera/estate di Gucci guarda al musical americano

È l’ultima follia dell’art director Alessandro Michele: la campagna Gucci primavera estate 2019 guarda al musical americano

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I musical americani quelli dove gli attori sono veri quando ballano e cantano ed esprimono la voglia di essere personaggi, i colori, le scenografie più spettacolari di un mondo magico e immortale come quello delle favole: svelato lo scenario della campagna primavera estate 2019 di Gucci.
Un inno agli inizi della “celebrity culture” diretto e fotografato, sotto la direzione artistica dello stesso Alessandro Michele, da Glen Luchford: ispirati da film degli anni ’50 come “Un Americano a Parigi”, “Spettacolo di Varietà”, “Fascino”, “Follie dell’anno”, “Gli uomini preferiscono le bionde” e “Cantando sotto la pioggia”.

LA CAMPAGNA

Si rimanda a quando il technicolor cambia totalmente la visione del cinema che magicamente prende anima e rivoluziona lo stile degli abiti, alle forme che prendono vita e si muovono come se fossero state colpite da raggi di luce rossa, gialla, verde, d’oro e d’argento. Gucci rilegge quel mondo, nuovo rispetto al bianco e nero del dopoguerra, quella voglia di rinascere diversi e gioiosi, felici di poter cantare e ballare per uscire dalla malinconia postbellica. Un invito a superare anche ora le crisi, economiche e storiche, con il coraggio di vestirsi da personaggi con sfarzo e glamour sempre più artistico. La vita viene così rivissuta come spettacolo e messa in scena, allora come oggi: dalle citazioni dei film ai redcarpet, dove le stesse figure surreali esprimono follia vitale e annullano la paura di esistere con strumenti estetici fondamentali.
Gucci ci esorta ad essere coreografi della nostra vita, a cercare un senso per chi ha perso l’orientamento, dicendo che basta continuare a danzare, come diceva Haruki Murakami nel suo bel libro “Dance dance dance”.

RIPENSARE IL MUSICAL

Il Tip Tap, il ballo sincronizzato e altri omaggi, realizzati dai personaggi vestiti Gucci, rievocano un genere cinematografico dove l’abito e il costume di scena perdono ogni definizione e si mischiano come non era mai accaduto prima e come solo Alessandro Michele sa fare oggi.
Uno spettacolo di cui Gucci propone anche gli intervalli dove vediamo la troupe cinematografica e i tecnici in un backstage che ironizza sul mondo dei musical, un’invenzione che genera altri personaggi della campagna che interpretano produttori e agenti. Il tempo si confonde fra quegli anni e il red carpet di oggi, in un frullatore geniale che opera sulla sceneggiatura come sugli outfit: altri protagonisti della campagna appaiono in una serie di video, intervistati sul tappeto rosso giunti all’immaginaria prima del musical Gucci, dove rispondono a domande personali ma commentano anche i loro abiti.
Ultima citazione colta e spettacolare, questa volta in bianco e nero, per un’altra serie di personaggi ritratti in versione cinematografica, con una luce teatrale nello stile delle foto iper-stilizzate create dalle case cinematografiche degli anni 40 per proporre al pubblico le loro star come perfetti modelli a cui ispirarsi. Uno spettacolo messo in scena anche grazie all’art director Christopher Simmonds, l’hair stiling di Paul Hanlon e il make-up artist di Isamaya Ffrench. L’ennesima dimostrazione da parte di Gucci di quanto la moda abbia un senso se portatrice di emozione e di sogni realizzabili.

Clara Tosi Pamphili

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Clara Tosi Pamphili
Clara Tosi Pamphili si laurea in Architettura a Roma nel 1987 con Giorgio Muratore con una tesi in Storia delle Arti Industriali. Storica della moda e del costume, ha curato mostre italiane e internazionali, cataloghi e pubblicazioni. Ideatrice e curatrice di A.I.artisanal intelligence, evento che si svolge due volte l'anno per promuovere nuovi designer di moda in collaborazione con gallerie di arte contemporanea. Svolge attività di ricerca delle arti applicate nella moda collaborando con le più importanti sartorie teatrali e di moda italiane e internazionali. Ha diretto didatticamente l'Accademia di Costume e di Moda dal 2005 al 2007. Ha insegnato Storia del Design di Moda e Tecniche di Ricerca all'Accademia di Costume e di Moda e alla Facoltà di Architettura di Roma Ludovico Quaroni fino al 2011. Attualmente è consigliere di amministrazione di Altaroma, dove si occupa di progetti di ricerca e sviluppo delle nuove tendenze con particolare attenzione al legame fra moda e arte. Collabora con il Maxxi e altre istituzioni per la creazione di eventi culturali sulla moda. Risiede e lavora a Roma.