I Gonzaga, icone di stile tra Mantova e l’Europa: se ne è parlato in un convegno a Palazzo Te

Arte e moda ai tempi dei Gonzaga: se ne è parlato nella quinta edizione del convegno I Gonzaga digitali. I Gonzaga e la moda tra Mantova e l’Europa, a cura di Marco Carlo Belfanti

Abito dei Gonzaga
Abito dei Gonzaga

Se già nel XV secolo le principali città d’Europa avessero ospitato una Fashion Week, la stampa internazionale life-style avrebbe scritto della famiglia Gonzaga come fa oggi su François Pinault. Per citarne uno. Tra Cinque e Seicento, nell’Italia delle corti, Mantova è una capitale europea della moda dove convergono le materie prime più pregiate e i più preziosi prodotti della sartoria artigiana. Roma è la piazza ideale per acquistare guanti e colletti in pelle; Venezia per i gioielli, le pellicce e le penne ornamentali; Genova per la seta d’Oriente; Firenze per i cappelli di paglia; Milano per i broccati, le passamanerie e le trine ricamate. E ancora Bruxelles e Anversa: qui i Gonzaga trovano botteghe di artigiani e “rarità di ogni genere per dame e cavalieri”.

Abito dei Gonzaga
Abito dei Gonzaga

MODA E MADE IN ITALY

Un sistema della moda mainstream e dell’eccellenza Made in Italy dove agiscono buyer, stylist e influencer ante litteram. Senza nulla invidiare alla piazza “glocal e 2.0. dell’industria della moda contemporanea. Come è emerso dalla quinta edizione del convegno I Gonzaga digitali. I Gonzaga e la moda tra Mantova e l’Europa, a cura di Marco Carlo Belfanti (Università degli Studi di Brescia) e Daniela Sogliani (Fondazione Palazzo Te), svoltosi il 23 e il 24 novembre, a Mantova, presso l’Archivio di Stato di Fondazione Palazzo Te. Illustri ricercatori di storia del costume di alcune delle più importanti università italiane hanno indagato le dinamiche di acquisto e consumo dei beni di lusso sui carteggi, i registri e gli inventari conservati presso l’Archivio di Stato, documenti oggi digitalizzati e liberamente accessibili grazie al portale Banche Dati Gonzaga.

I PERSONAL SHOPPER DEL PASSATO

Dalla corrispondenza della famiglia Gonzaga emergono informazioni curiose che confermano le regolari commissioni di abiti da parte della corte che giungevano nelle sartorie tramite intermediari, figure ibride tra buyer e stylist. Come accadeva per i connoisseurs nell’acquisto di opere d’arte, all’intermediario il compito di farsi interprete del gusto della corte, contattare gli artigiani e sperimentare strategie di approvvigionamento, valutare i modelli, scegliere i tessuti, conoscere le novità sul mercato, in Italia e in Europa, ragionare il prezzo e i tempi di consegna. Oltre alla figura di Vincenzo I Gonzaga (1562 – 1621), ritratto nella pala della Santissima Trinità di Pietro Paolo Rubens (1600), a Palazzo Ducale, che sarà possibile visitare durante una visita guidata nel corso della due giorni di studi, Isabella d’Este (1474-1539), giovane estense divenuta signora di Mantova, assurge a icona di stile. Nel 1523 la duchessa sostiene in città una fabbrica di velluti, damaschi e broccati. Detta le regole della moda dell’epoca con i propri abiti, facendo diventare “virali” i simboli che la caratterizzano attraverso la circolazione, nelle corti, di bambole che indossano i modelli da lei disegnati. Come scrive Bonsa Sforza, Isabella d’Este è “fonte e origine di tutte le belle fogge d’Italia”.

Giusi Affronti

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Giusi Affronti
Giusi Affronti (Palermo, 1985) è storico dell’arte e curatore; vive a Milano e Palermo e lavora nella ricerca su linguaggi e fenomenologie della cultura visiva contemporanea. Si laurea a Palermo e, poi, trascorre due anni tra Milano e Roma per un master in Museologia, Museografia e Gestione dei Beni Culturali, dove impara a sperimentare pratiche di project management e strategie di comunicazione, marketing e fundraising applicate alla cultura. Dal 2011 si occupa di progettazione e curatela di arte contemporanea presso musei, fondazioni, gallerie e spazi indipendenti; ha collaborato con RISO. Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia (Palermo), Farm Cultural Park (Favara), Fondazione VOLUME! (Roma), Nuvole, Galleria X3, neu [nòi] - spazio al lavoro (Palermo). Ha pubblicato saggi e testi in cataloghi e pubblicazioni indipendenti. Oggi è redattore per le testate Artribune e Q Code Magazine, dove è autore di un blog di critica d’arte narrativa, “So Contemporary!”. Di un’isola (panama sulla testa e sandali ai piedi) ha sempre necessità, ché - come scrive Gesualdo Bufalino – “l’insularità, voglio dire, non è una segregazione solo geografica, ma se ne porta dietro altre: della provincia, della famiglia, della stanza, del proprio cuore”.