Heavenly Bodies a New York, la mostra tra moda e cattolicesimo con presentazione surreale a Roma

A Palazzo Colonna l’anteprima mondiale della mostra “Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination”, dedicata al rapporto tra moda e immaginario cattolico. Si svolgerà a maggio al Met Fifth Avenue e a Met Cloisters.

Alcune immagini dalla presentazione di Heavenly Bodies a Roma. ph. Alejandro Otero
Alcune immagini dalla presentazione di Heavenly Bodies a Roma. ph. Alejandro Otero

“L’uomo è ciò che mangia, potremmo anche dire che l’uomo è ciò che veste” ha esordito il Monsignor Cardinal Ravasi, citando il filosofo tedesco Feuerbach. Proprio così è iniziata questa incredibile quanto surreale conferenza stampa in un Palazzo Colonna a Roma di una bellezza strabiliante, avvolto di luce. Fuori la neve inizia a sciogliersi e riprende il flusso del traffico, ma tanti sono i giornalisti e addetti ai lavori in arrivo da Milano, bloccati in treno o in aeroporto. L’occasione è la presentazione in anteprima mondiale della mostra del Costume Institute prevista per la primavera 2018 al Met Fifth Avenue e a Met Cloisters, dedicata alla Moda e all’immaginario cattolico, Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination.

HEAVENLY BODIES
Alcune immagini dalla presentazione di Heavenly Bodies a Roma.

L’ABITO NELLA STORIA DEL CRISTIANESIMO

“Il vestito da sempre ha un significato simbolico, in tutte le culture ha lo scopo di proteggere e coprire il corpo, custodire il mistero della vita. Si riconduce ad una dimensione fisica, corporea e misteriosa. Tutte le religioni hanno dei loro abiti liturgici, che rimangono invece sempre nello spazio del trascendente.” ha continuato il Cardinal Ravasi, raccontando il significato dell’abito nella storia della cristianità e del cattolicesimo. In mostra alcuni preziosissimi pezzi delle collezione vaticane che saranno al MET solo per pochi giorni, come la due tiare di Pio IX tempestate di pietre preziose, l’incredibile Piviale di Benedetto XV interamente ricamato in filo d’oro. Paramenti sacri dall’incredibile significato religioso, simbolico, ma anche dal grande valore storico ed artistico. In prima fila l’iconico direttore di Vogue America, Anna Wintour – a cui lo stesso Costume Center è dedicato per la sua attività filantropica di fundraising che ne ha permesso il restauro – accanto a Donatella Versace che è una dei sostenitori della mostra, ma anche Pierpaolo Piccoli, direttore creativo di Valentino, e naturalmente la stampa internazionale accorsa a Roma per l’evento.

HEAVENLY BODIES
Alcune immagini dalla presentazione di Heavenly Bodies a Roma.

LA MOSTRA

È il curatore responsabile del Costume Institute, Andrew Bolton a raccontare il percorso tematico della mostra, partendo dalla scena del film Roma di Federico Fellinicon la sfilata di abiti sacri. Per la prima volta nelle sale dell’ Anna Wintour Costume Center saranno esposti capolavori di arte ecclesiastica provenienti dalla sacrestia della Cappella Sistina, molti dei quali mai visti prima d’ora fuori dal Vaticano. La mostra ha lo scopo di creare un dialogo tra il mondo della moda e l’arte medioevale della collezione del Met, al fine di analizzare il continuo legame tra moda, pratiche devozionali e tradizioni del Cattolicesimo. Paramenti, accessori papali, risalenti a un periodo compreso tra il 1700 e l’inizio del 2000 dialogheranno con abiti e accessori di Alaïa, Balenciaga, Capucci, Chanel, Ann Demeulemeester, Sorelle Fontana, Dolce & Gabbana, John Galliano, Gattinoni, Jean Paul Gaultier, Craig Green, Valentino, Versace, solo per citarne alcuni. “Moda e religione sono da sempre in stretta correlazione, ispirandosi e influenzandosi a vicenda. Sebbene questo rapporto sia complicato e talvolta contrastato, ha dato vita ad alcune delle più originali e innovative creazioni nella storia della moda” ha dichiarato in chiusura Bolton. La mostra aprirà con il tradizionale Met Gala, forse l’evento glamour e più atteso al mondo, il prossimo 7 Maggio 2018, presieduto da Amal Clooney, Rihanna, Donatella Versace e Anna Wintour. L’evento rappresenta la fonte principale del Costume Institute per la raccolta di fondi annuale destinata al dipartimento curatoriale, a favore di mostre, pubblicazioni e acquisizioni.

 Alessio de’Navasques

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