Moda. Le sculture gioiello di Margherita Marzotto

Tra lusso e creatività, i gioielli ideati da Margherita Marzotto mescolano storie, tradizioni e linguaggi diversi. Senza dimenticare un approccio eticamente responsabile al recupero delle pietre preziose.

Margherita Marzotto
Margherita Marzotto

Un oggetto è “di lusso” se racconta una storia, se è davvero esclusivo, realizzato solo per noi. Ed è proprio l’idea di esclusività, e anche in qualche modo di segretezza, che ha ispirato la collezione Santa Marta disegnata da Margherita Marzotto per Ollone & Ollone.
Margherita è una giovane artista che da anni porta avanti una ricerca sulla pittura con mostre tra Salisburgo, Miami, Londra, Parigi, New York, Mosca e Los Angeles. Lo studio e il fascino per grandi maestri dal Medioevo al Barocco l’ha avvicinata alla sensualità del corpo, come espressione più profonda della natura umana. Durante un viaggio in Africa con gli amici esploratori e cacciatori di pietre preziose Barthelemy e Melchior d’Ollone, ha scoperto la forza magica e il magnetismo delle gemme. Il fascino delle pietre grezze, come rocce rotte e irregolari, l’ha ispirata nel creare gioielli che conservassero la forza di quella luce naturale. Ha pensato forme scultoree che restituissero quell’energia che solo la natura riesce a dare. Nelle lavorazioni ha reso omaggio alle opere di Bernini, alternando superfici rugose e incise a levigate e lisce, disseminate di diamanti anche negli anfratti più segreti. L’oro è lavorato a vivo, al momento della sua metamorfosi, imitando l’aspra freschezza del fogliame della scultura di Apollo e Dafne, nello stesso modo in cui le mani della ninfa si trasformano in alloro. In un’armonia sensuale di luci e ombre, il metallo avvolge il purissimo corpo delle pietre, proprio come il corpo di Dafne è catturato dalla vegetazione.

Le pietre di Ollone & Ollone dal Madgascar
Le pietre di Ollone & Ollone dal Madgascar

A CACCIA DI PIETRE PREZIOSE

Anche le pietre scelte sono speciali: tormaline paraiba, rubini birmani, smeraldi del Madagascar, tsavorite del Kenya e tante altre. Gemme rare e anche poco conosciute, che i fratelli d’Ollone da dodici anni selezionano per le maison di alta gioielleria parigina, attraverso una rete di cacciatori di pietre in tutto il mondo. Questa ricerca viene fatta in modo etico, con un percorso di approvvigionamento responsabile: regolato dal Responsible Jewellery Council, rispettoso dei diritti umani, delle regolamentazioni locali in materia di diritto del lavoro e attento all’impatto ambientale.
Ogni pezzo è un mondo, che nasce dal colore e dall’anima della pietra, e che l’artista interpreta attraverso pitture, disegni e collage per arrivare alla definizione della scultura in oro che sosterrà la gemma. Tanti pezzi vengono realizzati custom-made. Fuori da ogni trend, questo progetto racconta quello che può essere il lusso oggi, partendo dal suo speciale packaging con una scatola dipinta a mano con grottesche pompeiane dalla stessa Margherita, che racchiude un prezioso involucro in razza, scrigno del gioiello. Napoli infatti rappresenta la genesi e il punto ideale d’incontro e partenza del progetto, dove si incrociano le storie di vita e di famiglia di Margherita Marzotto e dei fratelli d’Ollone.

Alessio de’ Navasques

www.olloneandollone.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #40

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