Dolce&Gabbana sfila a Palermo tra lusso, entusiasmo e polemiche

Si è appena conclusa la cinque giorni di eventi, sfilate e party che la nota maison ha organizzato nel capoluogo siciliano. Una collezione ispirata all’iconografia siciliana ha sfilato tra i monumenti della città, trasformata per l’occasione in passerella en plein air

Sfilata di Dolce&Gabbana a Piazza Pretoria, Palermo. Ph. Comune di Palermo
Sfilata di Dolce&Gabbana a Piazza Pretoria, Palermo. Ph. Comune di Palermo

Party blindatissimi, red carpet e giochi artificiali. E poi sontuosità, vanità, bellezza. È il report di quello che è stato definito uno degli appuntamenti più glamour ed esclusivi dell’anno nel mondo della moda, ovvero Alte Artigianalità, l’evento a cadenza annuale organizzato dalla maison Dolce&Gabbana e che negli ultimi giorni ha visto Palermo passerella d’eccezione per le loro collezioni. Mentre Roma era nel pieno di AltaRoma, Palermo per cinque giorni, dal 6 al 10 luglio, è stata sotto i riflettori della stampa nazionale ed internazionale, inclusa la vicina Monreale, dove si è svolta una delle sfilate in programma. Tra gossip, lusso sfrenato e la meraviglia dei palermitani, come sempre in questi casi non sono mancati commenti entusiastici e dure polemiche.

UNA COLLEZIONE ISPIRATA ALL’ICONOGRAFIA SICILIANA

È una dichiarazione d’amore alla Sicilia e alle sue bellezze la collezione creata da Domenico Dolce e Stefano Gabbana in occasione dell’evento palermitano, che rappresenta inoltre un ritorno alle origini per Dolce, nato a Polizzi Generosa, un piccolo centro in provincia di Palermo. Ghirigori barocchi, carretti siciliani, cannoli, cassate, effigie di santi, scenari dell’isola, i due stilisti si sono ispirati e hanno attinto senza freni dal corredo iconografico tradizionale, e anche pop, siciliano per le loro realizzazioni sartoriali e di oreficeria. Diverse le location interessate, tutte in linea con quell’immaginario letterario e cinematografico che ruota intorno alla città, un mix tra mood nostalgico della magnificenza delle epoche passate e la sempre più crescente consapevolezza del suo odierno potenziale.

LE SFILATE DI PALERMO E MONREALE

La prima sfilata, Alta Gioielleria per donna, si è emblematicamente svolta a Palazzo Gangi, negli stessi saloni in cui Luchino Visconti nel 1963 girava la celeberrima scena di ballo del film Il Gattopardo, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Alte Artigianalità non poteva non toccare anche una delle tappe più note dell’itinerario arabo-normanno: a Monreale è stata la volta della collezione per uomo, ispirata ai mosaici del noto Duomo patrimonio Unesco. Ma la passerella che più ha stregato gli ospiti internazionali – più di quattrocento per tutta la durata dell’evento, e sui cui nomi naturalmente si è mantenuto il massimo riserbo – è stata quella di Piazza Pretoria, nel centro storico di Palermo: modelle in abiti preziosi e barocchi hanno sfilato ai bordi della omonima fontana rinascimentale, in un tripudio di colori e luci.

PALERMO SEMPRE PIÙ CAPITALE TRA ENTUSIASMO E POLEMICHE

“Ringrazio Dolce&Gabbana per avere raccontato la nostra Palermo attraverso gli abiti di questa sfilata. 400 fra stakeholder nazionali e internazionali hanno ammirato la nostra splendida Piazza Pretoria, la nostra Palermo e le nostre bellezze, narrate da chi, come Domenico Dolce, è andato via e oggi fa ritorno in una Palermo rinnovata e di cui andare fieri”. È il commento del sindaco Leoluca Orlando alla sfilata a Piazza Pretoria. Un successo per la città e per il lavoro svolto dall’amministrazione per rendere Palermo sempre più protagonista sulla scena internazionale.  “Palermo si conferma palcoscenico della grande moda internazionale”, continua Orlando. “Un risultato frutto della sensibilità di Dolce e Gabbana che con entusiasmo hanno accolto la proposta dell’amministrazione comunale. Una scommessa vinta, segno del ritrovato appeal della città e fautrice di nuova visibilità e nuova attrattività turistica”. Ma se buona fetta dei palermitani hanno visto in questo evento un’ulteriore opportunità per lo sviluppo economico e per l’immagine della città all’estero, in tanti, sui social network, criticano l’evento recepito da alcuni come “una forma di occupazione”, “una cosa solo per ricchi e che invece dovrebbe essere aperta al pubblico, visto che stanno approfittando delle nostre bellezze”. C’è poi chi salomonicamente spiega che queste reazioni sono causate dal fatto che “non siamo abituati a questi eventi” e “i palermitani si lamentano sempre”.

CORSI E RICORSI STORICI: LA SFILATA DELLO SCORSO ANNO A NAPOLI

Sembra essersi ripetuto anche a Palermo il leit motiv che ha caratterizzato l’evento organizzato dai due stilisti lo scorso anno a Napoli, in occasione del loro trentesimo anniversario di attività. Anche in quel caso, l’inusuale e glamour mix tra lusso e popolare che contraddistingue la cifra stilistica della maison è stato il concept su cui si è costruita l’immagine e la comunicazione della sfilata, dividendo l’opinione pubblica tra favorevoli e contrari. Sono abbondate le polemiche per la scelta del Comune di Napoli di concedere agli stilisti l’occupazione del suolo pubblico a titolo gratuito, per la chiusura del traffico e i divieti di transito. Ma soprattutto, c’è chi ha criticato Dolce e Gabbana di avere sfruttato l’immagine della città a fini promozionali. Ma resta che, anche se per pochi giorni, Napoli e Palermo si sono trasformate in capitali della moda.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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