Furto alla Reggia di Venaria: trafugata una collezione di orologi antichi (i ladri entrati dal bar)
La residenza sabauda alle porte di Torino è stata violata da tre ladri professionisti nella notte tra il 18 e il 19 ottobre. Ai malviventi è stato sufficiente un tempo brevissimo per rubare i 26 orologi da taschino donati al museo dagli eredi di Giorgio Accornero nel 2012. Con i sistemi di sicurezza e sorveglianza tutti funzionanti
Un minuto per compiere il furto e dileguarsi con il bottino. In soli sessanta secondi, gli autori del blitz alla Reggia di Venaria che nella notte tra il 18 e il 19 ottobre scorsi ha fruttato un tesoretto del valore di 150mila euro hanno forzato una porta laterale del Caffè degli Specchi (il bar del museo), attraversato i corridoi e saccheggiato la vetrina degli orologi antichi.
Il furto di orologi antichi alla Reggia di Venaria
Per la residenza sabauda alle porte di Torino, musealizzata a seguito di un complesso intervento di riqualificazione conclusosi 19 anni fa, si tratta del primo furto subìto. Probabilmente un colpo su commissione, si sbilanciano i Carabinieri del comando territoriale di Ivrea e del comando tutela patrimonio culturale, impegnati nelle indagini. L’abilità dei tre uomini incappucciati, vestiti di nero e con le mani coperte dai guanti, ripresi dalle telecamere di sorveglianza regolarmente in funzione, oltre alla difficoltà di piazzare sul mercato pezzi facilmente tracciabili – elemento comune agli ultimi, clamorosi furti d’arte messi a frutto nell’ultimo anno, dal Louvre al Museo Regionale di Messina – fanno infatti propendere per un raid pianificato nei minimi dettagli su richiesta di un collezionista intenzionato a tenere per sé il bottino.
La collezione di 26 orologi da taschino donata dagli eredi di Giorgio Accornero
Che nello specifico consta di 26 orologi da taschino del Settecento, di manifattura inglese e francese, realizzati in oro e smalto, donati nel 2012 al Consorzio delle Residenze Reali Sabaude dagli eredi del noto collezionista d’arte e d’antiquariato Giorgio Accornero. La raccolta comprende anche 24 tabacchiere d’epoca, poste in una teca dedicata, che però non sono state coinvolte nel furto. Mentre l’intera collezione di orologi, custodita in una teca antisfondamento nella Camera d’Udienza del Duca di Savoia, lungo il percorso di visita del Piano Nobile (la sala violata si incontra subito dopo la Galleria Grande progettata da Filippo Juvarra) è stata trafugata rompendo con un martello il vetro di protezione.
La dinamica del furto. Un’operazione da professionisti
I ladri, che secondo gli inquirenti potrebbero aver effettuato una serie di sopralluoghi nei giorni precedenti al furto fingendosi visitatori, avrebbero colpito nella notte tra domenica e lunedì anche per sfruttare il giorno di chiusura settimanale (lunedì) del museo. Sono ora al vaglio le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza, attivi e funzionanti al momento dell’incursione, come pure l’impianto di allarme, sottoposto a manutenzione e a controlli periodici, riferisce il Consorzio. Operativo era anche il servizio di guardiania armata affidato all’istituto di vigilanza Allsystems, eppure i malviventi sono riusciti ad accedere al cuore della Reggia, uscendo poi indisturbati con il bottino: l’antifurto, scattato correttamente, ha comunque lasciato il tempo ai ladri di scappare prima dell’arrivo dell’addetto alla sicurezza.
Anche i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale sono stati allertati, sebbene sia improbabile, al momento, un’eventuale operazione di ricollocamento sul mercato degli orologi, tutti assicurati e molto riconoscibili.
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