Venezia: non solo marchi di lusso. Artigianato e design al Fondaco dei Tedeschi per ripartire

Prima del lockdown location per marchi di lusso, oggi anche casa delle botteghe di artigiani e nuovi creativi. Così Venezia ripensa il Fondaco dei Tedeschi, Palazzo a pochi passi del ponte di Rialto recuperato da Rem Koolhas e anche il proprio modello di sviluppo

Abituata da tempo a convivere con il turismo di massa e i suoi effetti, Venezia vive un periodo strano. Con la ripresa delle attività dopo la lunga pausa imposta dall’emergenza sanitaria, ma senza le folle in gita giornaliera e l’effetto Disneyland, può essere il momento ideale per volgere lo sguardo alle eccellenze creative sul territorio: la congrega degli artigiani e dei designer che abita storiche botteghe dove mani sapienti portano avanti tecniche tradizionali o in più moderni laboratori e che trova nella città e nella Laguna fonti sempre nuove di ispirazione. Tra i tanti creativi presenti sul territorio, dodici, veneziani di nascita o d’adozione, sono stati scelti per ripopolare con i loro lavori le vetrine del Fondaco dei Tedeschi, l’imponente palazzo sul Canal Grande, a pochi passi dal Ponte di Rialto, trasformato in un emporio di lusso nel 2016 con un recupero architettonico firmato da Rem Koolhas. Gli artigiani, designer e artisti selezionati hanno in comune il legame con la storia gloriosa della Serenissima, esplicitato attraverso il recupero di materiali e tecniche tradizionali oppure di motivi grafici presi in prestito alle architetture veneziane, e la volontà di difendere il potenziale creativo della città, anche ponendosi in maniera critica rispetto all’idea di una città a sola trazione turistica. Ecco il loro lavoro.

Giulia Marani

www.piecesofvenice.com

1. ANDREINA BRENGOLA, BIJOUX TRA STORIA E INDUSTRIA

Andreina Brengola

Molle d’acciaio, catene, fili di silicone, frammenti di plexiglass… la designer di gioielli Andreina Brengola predilige i materiali industriali, che nelle sue mani, combinati tra loro o con ingredienti più classici come le pietre dure semi preziose, danno vita a collane, bracciali e orecchini dall’estetica sorprendente. Pezzi che raccolgono ispirazioni diverse, dalle architetture veneziane – è il caso dell’orecchino Quadrilobo, ispirato all’alternanza di pieni e vuoti del colonnato di Palazzo Ducale – alla storia – il bracciale 6 fili, per esempio, riprende il motivo della cotta di maglia dei cavalieri medievali.

www.andreinabregola.com

2. GAETANO DI GREGORIO, DA CALTAGIRONE A VENEZIA NEL SEGNO DELLA CERAMICA

Gaetano Di Gregorio

Architetto, ceramista e designer, Gaetano di Gregorio riunisce nel suo lavoro le tradizioni di due luoghi del cuore, la Sicilia dove è nato (a Caltagirone, terra di maestri della ceramica) e Venezia, dove si è laureato in Architettura e dove vive. L’anno scorso ha presentato a Edit Napoli, la neonata fiera di design editoriale della città partenopea, Lapidea, un progetto che tratta l’argilla come la pietra, partendo da scarti e semilavorati industriali e lasciandoli aggregare e combinare tra loro in una sorta di sedimentazione guidata.

www.gaetanodigregorio.com

3. KANZ ARCHITETTI, DALL’OGGETTO ALLA CITTÀ

Kanz Architetti, Vaso Soufflé

Fondato da Mauro Cazzaro e Antonella Maione, Kanz Architetti è uno studio di progettazione multidisciplinare impegnato in lavori su scale diverse, dall’architettura all’interior design e al prodotto. Tra i loro materiali di predilezione c’è il vetro, declinato in serie di bicchieri che sfidano la gravità e contestano l’ideale di perfezione collegato al prodotto industriale o in contenitori in cui la leggerezza del vetro borosilicato soffiato incontra la solidità del legno (come il vaso Primitivi, presentato alla Design Week 2019 nell’ambito del progetto collettivo Hybritèque, allestito negli spazi della Biblioteca S.I.A.M. in via Santa Marta).

www.kanzarchitetti.com

4. VENICE FACTORY, TRADIZIONE E IRONIA

Venice Factory

Creato da Eliana Girotto con le sorelle Anna e Martina, il brand Venice Factory ha come emblema il non plus ultra della venezianità, la gondola del Settecento raffigurata in un’antica murrina. I progetti delle tre sorelle (gioielli, t-shirt, vasi e oggetti in vetro) sfruttano in chiave contemporanea materiali tradizionali come il vetro di Murano, la carta marmorizzata o il pizzo e attingono a un immaginario locale, spesso a partire da un singolo dettaglio (per esempio, la murrina) che viene studiato e reinterpretato con u n pizzico di ironia.

www.venicefactory.com

5. STUDIO SAOR, LA CARTA E IL TERRITORIO

Studio Saòr

Il progetto di “architettura illustrata” di Studio Saòr prende le mosse dalla passione dei due fondatori, Cristina Cappellari e Ferruccio Costantini, per le mappe e la rappresentazione cartografica, anche sulla scia di pubblicazioni come L’atlante delle isole remote di Judith Schalansky. Il primo passo, nel 2014, è stata la creazione di poster che raffiguravano la cartografia di alcune isole veneziane, da appendere come quadri. Poi, i due architetti trentenni hanno cominciato a mappare la città attraverso diversi tipi di elementi urbani, dalle chiese ai ponti, con una serie di progetti editoriali dallo stile grafico minimalista e molto riconoscibile.

Liktre.ee/studiosaor 

6. LORENZO PASSI, SCULTURE IN VETRO E METALLO

Lorenzo Passi

Milanese trapiantato a Venezia, classe 1985, Lorenzo Passi combina il vetro soffiato con elementi in ferro, scarti metallici e frammenti recuperati in diversi contesti. Dopo un passaggio in Finlandia, ha affinato le sue abilità di artigiano a Murano, dove ha lavorato in Fornaci di altissimo livello (Archimede Seguso, Antonio Seguso e Zanetti Murano) e al fianco del maestro vetraio Lino Tagliapietra.

www.lorenzopassi.com

7. EAT AND RUN, ARCHITETTURE DA MORDERE

Eat&Run

Con il suo progetto di architettura commestibile Eat and Run, la giovane artista Michela Bortolozzi denuncia in maniera originale le derive del turismo “mordi e fuggi” e la caccia al souverir, che spesso si risolve per il turista con l’acquisto di paccottiglia di dubbia provenienza. Gli elementi architettonici di Venezia, come le trifore, diventano lecca lecca di zucchero da passeggio che possono essere desiderati, acquistati e consumati velocemente stimolando – è la speranza – la riflessione sui ritmi sempre più forsennati con cui il patrimonio culturale e artistico della città viene fruito e “digerito” dai visitatori.

www.eat-and-run.com 

8. GIULIA BEVILACQUA, IL VELLUTO SERICO DAGLI ARREDI DEI PALAZZI NOBILIARI ALLE PASSERELLE

Sunset Yogurt + BVL

Nel 1989, Giulia Bevilacqua rappresenta l’ultima generazione della famiglia Bevilacqua, che dal XVI secolo “veste” le residenze del bel mondo veneziano, prima, e internazionale, poi, con i suoi sontuosi tessuti realizzati secondo antiche tecniche artigianali. Il suo brand BVL porta avanti la tradizione del velluto serico, un’eredità che reinterpreta in maniera contemporanea – ma con un chiaro richiamo all’opulenza della Serenissima – creando borse preziose intrecciate con pellami di qualità e ricamate con pietre, cristalli, oro e argento.

9. SUNSET YOGURT, GIOIELLI CONTEMPORANEI ISPIRATI AL CORPO

Sunset Yogurt

Nata e cresciuta tra calli e campielli, poi formatasi come artista visiva alla Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam, Cosima Montavoci ha cominciato a lavorare il vetro molto giovane aprendo il suo primo laboratorio a soli diciott’anni. Dal 2016 è l’anima di Sunset Yogurt, un brand di gioielleria artigianale il cui nome allude a una fase della lavorazione del vetro, il “momento magico” in cui il materiale acquista i colori del tramonto e la consistenza pastosa dello yogurt. Ironiche e audaci, le sue creazioni giocano con temi come la femminilità o la caducità del corpo umano riproducendo dettagli solitamente ritenuti irrappresentabili in gioielleria, come i seni (ispirazione per una serie di bijoux in perle di vetro) o le gengive (in resina rosa, insieme a denti in vetro di Murano nella collezione Meaty). Sunset Yogurt divide la vetrina al Fondaco dei Tedeschi con BVL di Giulia Bevilacqua.

www.sunsetyogurt.com

10. ADL CERAMICS, SEMPLICITÀ E LEGGEREZZA

Daniela Levera ADL Ceramics

Italo-cilena nata in Brasile, Daniela Levera si trasferisce a Venezia a 19 anni per studiare design industriale alla IUAV. Dopo essersi specializzata nella lavorazione della ceramica a Faenza, ha fondato il suo atelier, ADL Ceramics, che produce oggetti funzionali (tazze, vasi, piatti…) e decorativi dallo stile minimal utilizzando diverse tecniche artigianali. La sua missione? Ridare valore alla lentezza, ai tempi dilatati del fatto a mano, privilegiando la leggerezza di linee e materiali.

www.danielalevera.wordpress.com

11. IL FORCOLAIO MATTO: DALLE STELLE AI REMI

Forcolaio Matto

“Il forcolaio matto” è Piero Dri, veneziano innamorato della laguna e dell’artigianato locale e remèr contemporaneo. Dopo la laurea in astronomia ha cambiato strada per dedicarsi alla sua vera passione. Nel suo laboratorio, dove dal 2013 convivono produzione e vendita, si trovano tutti gli strumenti, alcuni dei quali molto antichi e usati da generazioni di artigiani, per la lavorazione dei remi, attrezzi indispensabili alla vita in laguna. Oltre ai remi e alle forcole, realizza anche gioielli in legno, taglieri e mestoli lavorati a mano.

www.ilforcolaiomatto.it

12. PIECES OF VENICE, RIUSO CREATIVO E INCLUSIONE

Pieces of Venice

Salvare Venezia un pezzo alla volta: è l’obiettivo di Pieces of Venice, il progetto portato avanti da Luciano Marson e Karin Friebel e selezionato dall’ADI Design Index 2019 nella categoria Design per il Sociale. In un’ottica di sostenibilità ambientale, gli oggetti di design – soprattutto giocattoli e oggetti utili (bastoni, calzascarpe) pensati per venire incontro ai bisogni di due categorie di persone, i bambini e gli anziani – vengono realizzati con materiali di riuso tipicamente veneziani, dal rovere delle vecchie bricole di segnalazione dei canali al larice di passerelle e pontili dismessi. All’attenzione per l’ambiente si affianca un intento sociale, poiché la maggior parte delle lavorazioni vengono affidate a cooperative con finalità di riscatto e di inclusione.

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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.