10 mostre di design da vedere nel 2020

Tutto il design da non perdere nel 2020. Attraverso 10 mostre in Italia e all’estero. Da New York a Milano, da Helsinki a Holon. La lista

Finito il tempo dei bilanci, comincia quello dei progetti per il nuovo anno. Tra le attività più motivanti in assoluto, e tra i modi migliori per sopravvivere alle temperature rigide di gennaio, c’è l’organizzazione di piccole fughe, in Italia o all’estero. Perché non approfittare della trasferta per visitare una mostra? Vi raccontiamo quali sono le più attese in programma nei prossimi mesi, in particolare per quanto riguarda il design, o comunque le nostre preferite tra quelle in cartellone nei principali musei europei (e un paio anche più lontano…).

– Giulia Marani

1. MILANO CELEBRA VICO MAGISTRETTI

Ritratto di Vico Magistretti, credit Fondazione studio museo Vico Magistretti

Vico Magistretti non ha mai rincorso la fama. A parlare per lui sono stati soprattutto gli oggetti, le icone immediatamente riconoscibili come le lampade Eclisse e Apollo come i progetti meno noti (ma comunque eloquenti, progettualmente parlando, nonostante l’apparente semplicità delle forme). Nell’anno del centenario della nascita – il 6 ottobre 1920 – la sua città, Milano, lo celebra con una serie di iniziative che toccherà il culmine nel mese di aprile, a ridosso del Salone del Mobile. Alla Triennale, la prima grande retrospettiva, realizzata in collaborazione con la Fondazione Vico Magistretti e curata da Gabriele Neri con Rosanna Pavoni, ripercorrerà la carriera del progettista milanese, tutta tesa alla ricerca della semplicità (“la cosa più complicata del mondo”, secondo lui), attraverso il prezioso corpus di materiali (schizzi, disegni, fotografie) conservati nel suo archivio. In via Conservatorio, nella sede della Fondazione, un’altra mostra rievocherà l’atmosfera intima dello studio di Magistretti – nel quale la leggenda vuole che non abbiano mai messo piede più di cinque persone contemporaneamente – riallestendo alcuni degli arredi originali. Una terza mostra, inoltre, coinvolgerà gli studenti dell’ECAL di Losanna negli spazi della galleria Viasaterna.

Vico Magistretti, a cura di Gabriele Neri in collaborazione con Rosanna Pavoni, Triennale di Milano, dal 19 aprile 2020

1 10 100 Vico Magistretti, Fondazione studio museo Vico Magistretti, Milano, dal 9 aprile 2020

Vico Magistretti – Storie di oggetti, a cura di Anniina Koivu e Francesco Zanot, Galleria Viasaterna, Milano, dal 21 aprile 2020

www.vicomagistretti.it

2. ENZO MARI SECONDO HANS ULRICH OBRIST

Enzo Mari nel 2012 sulla Sedia 1 Chair disegnata nel 1974 per Artek, courtesy Artek

L’avevamo già annunciata lo scorso anno come una delle mostre da non perdere nel 2019. La grande mostra antologica dedicata a Enzo Mari arriva a noi dopo una lunga attesa e attraverso un percorso tortuoso: immaginata in un primissimo tempo al PAC di Milano, posticipata e spostata alla Triennale, dove è slittata ancora una volta complice l’inaugurazione del Museo del Design, dovrebbe aprire – finalmente – il 21 marzo e prendere la forma di un dialogo con Hans Ulrich Obrist. L’omaggio a uno dei Maestri assoluti del design italiano, noto per il suo rigore al tempo stesso formale ed etico, si farà, si dice, affiancando alla riproposizione della personale curata dallo stesso Mari a Torino poco più di dieci anni fa (Enzo Mari, l’arte del design, allestita alla GAM nel 2008) gli interventi di una serie di “ospiti”, artisti e progettisti chiamati a rileggere il suo percorso in maniera personale.

Enzo Mari, a cura di Studio Enzo Mari e Hans Ulrich Obrist, Triennale di Milano, dal 21 marzo 2020

www.triennale.org

3. NERI OXMAN: MATERIAL ECOLOGY AL MOMA DI NEW YORK

Aguahoya, Neri Oxman e il Mediated Matter Group, Courtesy The Mediated Matter Group

I biologi sono le nuove rockstar del design. Questa affermazione, che poteva apparire coraggiosa soltanto qualche anno fa (nel 2015, per esempio, quando fece il titolo di un articolo molto letto e altrettanto citato di Wired America), è ormai difficilmente controvertibile. Alla personalità più in vista, e più influente, di questo filone che combina elementi di design computazionale, biotecnologie, fisica, chimica, scienza dei materiali, architettura e altro ancora – l’israeliana Neri Oxman, direttrice del gruppo di ricerca Mediated Matter al MIT Media Lab – il Museum of Modern Art di New York dedica una mostra al via il 22 febbraio. Il percorso espositivo si concentrerà su otto macro-progetti scelti tra quelli portati avanti in vent’anni di carriera, in cui l’osservazione della natura, dal comportamento dei bachi da seta a quello della melanina nel corpo umano, passando per la conformazione dei gusci di alcuni molluschi, ha condotto allo sviluppo di nuove tecniche e processi produttivi. Un modo per aprire una finestra su un lavoro pionieristico, soprattutto a beneficio di chi finora non ha seguito da vicino gli sviluppi del biodesign, e mostrare che il futuro è già qui.

Neri Oxman: Material Ecology, a cura di Paola Antonelli e Anna Burckhardt, Museum of Modern Art di New York, dal 22 febbraio al 25 maggio

www.moma.org

4. LILLE CAPITALE DEL DESIGN 2020

Un momento del World Design Street Festival, credit Jonas Verbeke

Tra le destinazioni da non perdere per gli appassionati di design nel 2020 c’è senz’altro Lille. Il capoluogo del “grande nord” francese, infatti, è stato scelto dalla World Design Organization come Capitale Mondiale del Design. È la prima volta che una città transalpina ricopre questo incarico, ma non è una sorpresa, per via della prossimità geografica a paesi ad alto tasso di creatività come il Belgio e l’Olanda ma anche perché negli ultimi anni la regione si è fatta notare per l’apertura o il restyling radicale di nuovi interessanti spazi dedicati alle arti visive e all’universo del progetto, dal Louvre Lens al WAAO – Centre d’architecture et d’urbanisme di Lille passando per il Tri Postal, spazio espositivo e centro per i mestieri creativi ricavato in un edificio degli anni Cinquanta in passato destinato proprio allo smistamento della posta. Il programma, spalmato sulle quattro stagioni e preceduto da una sorta di “antipasto” con le tre giornate del World Design Street Festival (a dicembre 2019), è stato pensato per mettere in luce il ruolo del design nel quotidiano e, al tempo stesso, aprire spazi di riflessione su problemi attuali. I temi delle mostre spaziano dai big data alla città di domani, ma ci sarà spazio anche per la celebrazione di alcune star locali (o quasi) come il duo creativo Muller Van Severen (alla Villa Cavrois di Lille dal 17 marzo 2020).

www.designiscapital.com

www.lillemetropole.fr

5. 30 ANNI DI FOOD DESIGN IN UN SITO DI ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE IN BELGIO

3 embroideries, credit Vincent Egon Verschueren

Poco lontano da Lille, nel Belgio francofono, il centro culturale dedicato ad arti applicate e innovazione ospitato all’interno dell’ex complesso minerario del Grand Hornu, un importante sito di archeologia industriale dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco nel 2012, accoglierà in primavera una mostra dedicata al food design. L’obiettivo di Serial Eater – che, ci dicono gli organizzatori, non mancherà di risvolti ludici – è fare il punto su trent’anni di riflessioni ed esperimenti intorno alla forma dell’”oggetto alimentare”, dagli anni Novanta a oggi. Il tutto con un focus, e questo può essere sia un pregio che un limite – quel che si guadagna in coerenza può essere perso in termini di ampiezza di orizzonti, sulle esperienze che si situano geograficamente tra la Francia e il Benelux, dal lavoro di un pioniere del design culinario come Stéphane Bureaux ai “mini orti” stampati in 3D dalla designer Chloé Rutzerveld, formata a Eindhoven, all’interno del progetto di lungo percorso Edible Growth.

Serial Eater. Food Design, a cura di Benjamin Stoz, Magasin aux Foins, CID du Grand-Hornu, Belgio, dal 29 marzo al 26 luglio

www.cid-grand-Hornu.be

6. STORIE DI INTERNI AL VITRA DESIGN MUSEUM

L’appartemento di Karl Lagerfeld a Montecarlo, con arredi del gruppo Memphis, 1982, credit Jacques Schumacher

Le nostre case riflettono il modo in cui viviamo, e gli interni privati possono essere un prisma efficace attraverso il quale leggere – o rileggere – la storia dell’ultimo secolo. Si basa su questo semplice assunto la grande mostra primaverile del Vitra Museum di Weil am Rhein (vicino a Basilea), che si conferma un interessante progetto culturale, in grado di muovere idee ed energie in maniera inusuale per un museo che si trova all’interno di un sito aziendale. Complici l’inizio di un nuovo decennio, e forse la convinzione che questo sia un buon momento per guardarsi indietro e cercare una sintesi del passato, il percorso espositivo di Home Stories si snoderà attraverso venti nuclei tematici corrispondenti ad altrettanti interni incornici firmati da maestri del design e dell’architettura come Adolf Loos, Verner Panton o Lina Bo Bardi, interior designer come Elsie de Wolfe e Cecil Beaton (tra i primi a fare dell’arredamento di interni una professione a sé stante, e a vedere lo spazio domestico come uno specchio dei gusti e della personalità del proprietario) ma anche da outsider famosi come l’artista Andy Warhol.

Home Stories. 100 Years, 20 Visionary Interiors, a cura di Jochen Eisenbrand, Vitra Design Museum di Weil am Rhein (Germania), dall’8 febbraio al 23 agosto

www.design-museum.de

7. A LONDRA, PRADA A TUTTO TONDO

Prada Womenswear SS2020 fashion show

Che rapporto c’è tra moda e design? Se le due discipline vanno spesso a braccetto – il binomio, per esempio, è sempre richiamato quando si parla di Made in Italy – il terreno rimane scivoloso. Alcuni critici citano l’avvicinamento del design alle logiche della moda, con collezioni che si rinnovano a ogni cambio di stagione e una grande attenzione per la risposta emotiva dell’osservatore-cliente, tra gli esiti deteriori del postmoderno. Altri salutano gli exploit creativi di stilisti prestati al progetto e viceversa e applaudono all’abbattimento delle barriere tra i due mondi. Ecco allora che la prima grande retrospettiva dedicata a Miuccia Prada e alla sua maison arriva là dove non la aspettavamo (o forse sì, se consideriamo che la lingua inglese riunisce stilisti e progettisti sotto la comune etichetta di “designer” e ricordiamo che lo stesso museo ha già prodotto mostre analoghe dedicate a Paul Smith e Azzedine Alaïa). Prada Front and Back, annunciata al Design Museum di Londra a partire da settembre 2020, parlerà del brand italiano a tutto tondo, dalla creatività alla produzione passando per il mecenatismo culturale e le sinergie stilistiche con archistar come Rem Koolhas e Herzog e de Meuron. Da non perdere per chi si troverà a passare per South Kensington e dintorni.

Prada Front and Back, London Design Museum, da settembre 2020

www.designmuseum.org

8. ULTRACORPI DI DESIGN, IN OLANDA

Animal Piece 2, Ana Rajcevic, courtesy Design Museum Den Bosch

Più o meno da sempre, l’uomo cerca di oltrepassare i limiti del proprio corpo, sopperendo ad alcune carenze (per esempio con una protesi o un semplice paio di occhiali) oppure cercando di renderlo più attraente o più performante. La tecnologia ha impresso una brusca accelerata a questo processo, aprendo nuove possibilità di manipolazione e ibridazione del corpo umano. Al Design Museum Den Bosch, in Olanda, una mostra dal titolo Bodydrift – Anatomies of the Future mostrerà gli esiti della riflessione di una serie di designer e artisti – o di creativi a metà strada tra questi due mondi – sul tema. Il lavoro dell’artista serba Ana Rajcevic, per esempio, si concentra sulle diverse maniere in cui è possibile alterare la percezione del corpo umano attraverso complesse sculture indossabili. Per chi volesse approfondire altri aspetti del design in un ipotetico tour olandese, nello stesso periodo lo Stedelijk Museum di Amsterdam festeggerà i suoi 125 anni con un mostra (From Thonet to “Dutch Design”. 125 Years of living at the Stedelijk, da maggio 2020) e al Cube Design Museum di Kerkrade ci sarà una curiosa collettiva con progetti di design dedicati alla morte e ai rituali che la accompagnano (Expected: (Re)design Death, dal 10 febbraio 2020).

Bodydrift – Anatomies of the Future, Design Museum Den Bosch, Paesi Bassi, dal 14 marzo al 7 giugno 2020

www.designmuseum.nl

9. A HELSINKI, I VIAGGI DEI DESIGNER SCANDINAVI

La facciata del Design Museum di Helsinki, credit Otso Kaijaluoto

La capitale finlandese è una meta classica per gli appassionati di design, che sulle rive del mar Baltico vanno a cercare l’eredità di Alvar Aalto, a conoscere più da vicino marchi storici come Iittala o Marimekko o a passare in rassegna le nuove aperture di centri culturali e gallerie. Il suo Museo del Design, tra i più antichi al mondo nel settore, sta preparando una mostra che prende le mosse dall’idea del viaggio come fonte di ispirazione per il lavoro dei progettisti. Travel as a Tool, visitabile a partire dal 3 aprile, analizza gli itinerari dei viaggi compiuti da una serie di designer scandinavi dagli anni Quaranta a oggi con l’ausilio di stralci dei loro diari privati, corrispondenza e fotografie, interrogandosi sull’influsso di spunti raccolti e incontri fatti “on the road” sul loro processo creativo.

Travel as a Tool, Design Museum di Helsinki, Finlandia, dal 3 aprile al 20 settembre 2020

www.designmuseum.fi

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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.