Brera Design Days 2019 a Milano. L’Italia del design è ancora grande?

La quarta edizione della rassegna autunnale dedicata alla cultura del progetto organizzata da Studiolabo, al via il 4 ottobre, si propone di tastare il polso del sistema Italia attraverso una serie di incontri. Il programma si concentra sull’esplorazione di sentieri progettuali poco battuti, con un’attenzione particolare all’infanzia e al gioco.

Brera Design Days 2019
Brera Design Days 2019

Dall’oggetto al progetto. È questo il passo che il sistema design italiano deve compiere per rimanere competitivo a livello mondiale e per far sì che la grandezza del nostro paese, reale ma certo non garantita ad libitum, non diventi il proverbiale dito che nasconde la luna o una scusa per non investire risorse ed energie nell’esplorazione di ambiti ai quali siamo tradizionalmente meno attenti come il design dei servizi, il design for all o ancora il gaming. Ne sono convinti gli organizzatori dei Brera Design Days, l’appuntamento autunnale dedicato alla cultura del progetto che torna dal 4 al 10 ottobre con una serie di incontri, talk, mostre e workshop a ingresso gratuito.

IL TEMA DELLA QUARTA EDIZIONE

Il tema scelto per questa quarta edizione è Grand’Italia (?), un interrogativo che si è scelto di lasciare aperto sulla tenuta nel tempo del primato italiano in materia di progettazione. In poche parole, il paese delle grandi personalità, delle scuole di eccellenza e degli imprenditori illuminati è ancora grande come una volta? Fino a quando e a quali condizioni? “Il punto di domanda è una sorta di ammissione, non abbiamo la presunzione di avere una risposta” spiega Cristian Confalonieri, co-founder di Studiolabo e ideatore del format con il socio Paolo Casati “Se si parla di prodotto industriale, è evidente che i brand e i designer italiani hanno molto da dire ancora oggi, e l’Italia intesa come sistema paese ha ancora un valore da spendere all’estero”. Se parliamo invece di design astratto, per esempio per quanto riguarda l’intelligenza artificiale o la sostenibilità, la situazione è molto diversa. “Vediamo delle figure isolate, italiani sparsi nel mondo che ricoprono ruoli primari, ma non esiste purtroppo un sistema paese”. La consapevolezza di una certa fragilità e difficoltà a fare sistema è maturata anche durante i lavori di una commissione ministeriale alla quale Confalonieri ha partecipato nei mesi scorsi, e che aveva come scopo la promozione della cultura del progetto soprattutto tra le piccole e medie imprese. Il presidente di quel gruppo di lavoro, Emilio Genovesi, aveva parlato ad Artribune proprio della necessità, secondo lui, di mettere a fuoco una serie di argomenti importanti che in Italia non risultano automaticamente al centro dell’attenzione, citando come esempio il design dei servizi.

DESIGN YOUR COMMUNITY

La scelta è quindi di spostare l’ago della bilancia verso l’immaterialità, proseguendo un allontanamento dal prodotto che era già cominciato lo scorso anno con il focus dedicato al design thinking e al design your life di matrice americana. “Naturalmente non si tratta di una fuga, ma pensiamo che sia importante parlare di argomenti che le persone conoscono meno, di cui hanno a volte un’idea lontana dalla realtà”. Un modo anche per aderire all’esprit du temps, trattando argomenti dei quali si sente il bisogno in questo preciso momento storico: “Pensiamo che la società in cui viviamo si stia allontanando definitivamente dal concetto di possesso, oggi è più impattante nella vita di una persona un servizio rispetto a un prodotto”. Largo, quindi, ad argomenti come l’intelligenza artificiale per i progettisti (sabato 5 ottobre al Milano LUISS Hub for Makers and Students con Design your creativity, una serie di talk a cura di Mauro Martino sull’impatto delle reti neurali artificiali sui processi creativi), le politiche urbane e il design delle reti sociali (per esempio con Design your community, palinsesto di incontri a cura di Itinerari Paralleli in programma dal 7 al 10 ottobre a Santa Maria del Carmine), l’innovazione dei servizi (sempre il 5 ottobre alla Fondazione Feltrinelli di viale Pasubio con Rethink!, il primo festival italiano dedicato al service design curato dal Politecnico), la creatività i senso lato (tema dei workshop della serie Grand’Italia Labs, dal 4 al 10 ottobre al Brera Design Apartment) e la grafica (l’oggetto di Mostro 3 – Graphic Design Camp, al Laboratorio Formentini per l’Editoria).

IL PROGRAMMA PER IL MONDO DELL’INFANZIA

Una parte importante del programma è dedicata al gioco e al mondo dell’infanzia. La mostra fotografica Maestri Piccoli, curata da Chiara Alessi ed Elisa Testori e ospitata dal Corriere della Sera in Sala Buzzati, racconta per immagini l’infanzia dei maestri del design, mentre altre iniziative sviluppano vari aspetti dell’universo ludico, dai giochi da tavolo a quelli di ruolo, dai videogiochi alla gamification mostrando come il gioco sia, in realtà, una cosa serissima. “Il gioco da tavolo è un’economia in totale esplosione e il videogioco ha doppiato il giro d’affari del cinema e della musica, ma vengono ancora trattati superficialmente da un pubblico distratto, come perdita di tempo o hobby” ci spiega ancora Confalonieri, che ha molto a cuore questo argomento “Invece nel gioco c’è tanto design, infatti le più importanti università hanno inserito il corso in Game Design nei loro programmi. Ci sono molti game designer italiani bravi e considerati a livello internazionale ma anche in questo caso si tratta di un settore ignorato dal sistema Italia”. Da segnalare anche la Tovaglietta Academy, che permette di imparare una tecnica di disegno o pittura a cena, approfittando di una lezione tenuta da insegnanti della Scuola Superiore d’Arti Applicate del Castello Sforzesco e disegnando direttamente sulle tovagliette sulle quali si è consumato il pasto, e la mostra di Caffettiere dei Maestri allestita al Lavazza Flagship Store di Piazza San Fedele con la curatela di Giulio Iacchetti, designer innamorato degli oggetti.

-Giulia Marani

Brera Design Days / Milano, dal 4 al 10 ottobre
Programma completo su breradesigndays.it

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.