Design Week 2019. Tai Ping a Brera con Noé Duchaufour-Lawrance

L’azienda produttrice di tappeti handmade lancia il suo primo showroom italiano con una collezione “materica”. Disegnata dal progettista francese

Tai Ping by Noé Duchaufour Lawrance Lengfeld
Tai Ping by Noé Duchaufour Lawrance Lengfeld

Colori freddi e motivi materici ispirati alla texture della pietra, in omaggio alle prime architetture mai esistite, le caverne che fornivano riparo agli uomini primitivi. La collezione con cui il brand di tappeti di lusso Tai Ping, “grande pace” in cinese, fa il suo ingresso sulla scena milanese – il primo showroom permanente apre proprio durante la design week nel cuore di Brera, in Piazza San Simpliciano – si intitola Raw (cioè crudo, ma anche grezzo, come la roccia prima di essere trattata), ed è firmata da Noé Duchaufour-Lawrance.

Tai Ping by Noé Duchaufour Lawrance Lengfeld
Tai Ping by Noé Duchaufour Lawrance Lengfel

NOÉ DUCHAUFOUR-LAWRANCE PER TAI PING

Classe 1974, il designer bretone realizza progetti che spaziano dall’architettura ai mobili, dagli interni alle collezioni su misura, in edizione limitata. Per Raw, Noé Duchaufour-Lawrance ha interpretato in maniera personale la filosofia dell’azienda fondata a Hong Kong, una sorta di crossover tra grande impresa e artigianato che consiste nel perpetuare l’antica arte del tessere tappeti a mano affiancando nuovi mezzi tecnologici alle tecniche tradizionali. La scelta di prendere la pietra come modello e fonte di ispirazione ha il senso di un ritorno all’archetipo, alle forme primitive modellate dalla natura. “Nel mio lavoro, faccio sempre riferimento al linguaggio universale che è la natura”, spiega il designer, “qui è il linguaggio delle rocce, che siano nel loro stato naturale o siano state modellate in un modo o nell’altro dall’uomo. Per quanto posso ricordare, sono sempre tornato da una passeggiata con una pietra in tasca o una foto di una pietra, quando erano troppo grandi per essere riportati a casa. Questi riferimenti universali, che rimandano alla caverna – dove tutto è iniziato e dove, chissà, potremmo tornare tutti un giorno -, sono un modo per ricordarci che non inventiamo nulla, offriamo solo la nostra interpretazione del mondo”.

Tai Ping by Noé Duchaufour Lawrance Lengfeld
Tai Ping by Noé Duchaufour Lawrance Lengfeld

LA STORIA DI TAI PING

Tai Ping nasce a Hong Kong nel 1956 quando sette amici – uno è Lawrence Kadoorie, figlio di Sir Elly, filantropo e imprenditore di origini irachene – decidono di realizzare tappeti fatti a mano, su misura nei motivi e nei tessuti, e di far conoscere quell’antica arte artigiana ai business men di tutto il mondo di passaggio in quella che allora era una colonia britannica sul continente asiatico. Attualmente Tai Ping è uno dei leader mondiali nel settore, con quartier generale a Hong Kong, flagship store a New York (all’860 di Broadway, proprio dove si trovava la celebre Factory di Andy Warhol), Shanghai e Parigi e showroom in tutto il mondo, e può contare tra i suoi clienti anche i reali inglesi, per il carpeting di Buckingham Palace e del Castello di Windsor. Nel corso degli anni ha moltiplicato le collaborazioni con designer e stilisti famosi, da Philippe Starck a Patricia Urquiola, da Antonio Citterio a Kenzo.

– Bianca Felicori

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Bianca Felicori
Bianca Felicori è architetto junior e studentessa del corso di Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano presso il Politecnico di Milano. Inizia il suo percorso nella redazione di Domus insieme all’ex direttore Nicola Di Battista, correlatore della sua tesi di laurea triennale “L’occhio dell’arte in Domus” dedicata al rapporto tra la disciplina artistica e quella architettonica, con il contributo di Mimmo Paladino. Dopo l’esperienza all’interno della redazione, partecipa attivamente agli eventi dedicati all’architettura in Italia - Salone Internazionale del Mobile e Biennale di Venezia. Nata a Bologna e residente a Milano, è oggi redattrice di Artribune e si occupa di architettura e arti visive.