Musica e design al Cersaie di Bologna

Giunta quest’anno alla quinta edizione, “The Sound of Design” si è riconfermata una delle attrazioni principali del Cersaie di Bologna, il Salone Internazionale della ceramica per l’architettura e dell’arredobagno, in scena dal 24 al 28 settembre. Siamo andati a vedere com’era.

Cersaie 2018, Bologna. The Sound of Design. Photo Saverio Lombardi Vallauri
Cersaie 2018, Bologna. The Sound of Design. Photo Saverio Lombardi Vallauri

Dal rock alla disco music, dal pop al metal, dall’electro al punk al reggae, dallo ska all’hip hop: nessun limite di genere nella mostra The Sound of Design, allestita al Padiglione 30 della Fiera, quest’anno alla sua quinta edizione. Disegnata su una pianta allungata simile al corpo di una balena, la mostra era divisa in dieci set, ognuno con una scenografia a tema e con musica e video ad hoc, in cui i prodotti componevano gli ambienti espositivi.
“Lo spazio è organizzato come un’arena allungata affinché, in qualsiasi posizione, il visitatore abbia la possibilità di vedere tutto” ‒ hanno raccontato i curatori Angelo Dall’Aglio e Davide Vercelli “cerchiamo di farlo sentire al centro e di farlo emozionare. La mostra è circoscritta in un rettangolo di 720 mq ma dal di fuori nulla lascia presagire la distribuzione spaziale dell’interno. In mezzo abbiamo ricreato una pista ispirata allo Studio 54 di New York e, proprio di fronte a questa, è presente la postazione di Radio Capital, partner dell’iniziativa, che trasmette on air. L’uomo al centro, quindi, e un attento studio dei riferimenti progettuali dimostra che “la musica e il design possono restare immortali, adattarsi a mode e tendenze del momento e diventare anche benzina per nuove idee”.

Cersaie 2018, Bologna. The Sound of Design. Photo Saverio Lombardi Vallauri
Cersaie 2018, Bologna. The Sound of Design. Photo Saverio Lombardi Vallauri

I PROTAGONISTI

Al concetto di antropocentrismo si affianca l’attenzione per il benessere del visitatore che partecipa attivamente all’esposizione. Grazie alla musica, insieme alle immagini e ai videoclip ‒ tutti del periodo tra il 1976 e il 1983, come le canzoni scelte ‒ il fruitore ha potuto godere al meglio delle superfici in ceramica, dei rivestimenti per l’architettura e dei prodotti di arredo bagno, i veri protagonisti. Un luogo dove ha giocato un ruolo importante la componente emotiva, risvegliata dal senso uditivo, che meglio esprime il focus di The Sound of Design rivolto al mondo del contract e alle eccellenze dell’Italian style.
Forte anche del successo delle scorse edizioni, quest’anno la mostra ha incluso una selezione di aziende di alto profilo ‒ Brionvega, Oikos, Seletti, per citarne qualcuna ‒ e un “portale” nel noto Quadrivio di Galleria Cavour, che anticipava la mostra con una mini-spa concettuale e una singolare cascata d’acqua di grande effetto scenico. Il tutto contornato dai videoclip musicali di quegli anni, selezionati con la collaborazione di Radio Capital. Una prova di successo per il Cersaie di Bologna, che, oltre a essere tra i Saloni più importanti della scena italiana e internazionale, si fa avvicinare dal grande pubblico anche grazie a mostre ad alto potenziale attrattivo.

Bianca Felicori

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Bianca Felicori
Bianca Felicori è architetto junior e studentessa del corso di Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano presso il Politecnico di Milano. Inizia il suo percorso nella redazione di Domus insieme all’ex direttore Nicola Di Battista, correlatore della sua tesi di laurea triennale “L’occhio dell’arte in Domus” dedicata al rapporto tra la disciplina artistica e quella architettonica, con il contributo di Mimmo Paladino. Dopo l’esperienza all’interno della redazione, partecipa attivamente agli eventi dedicati all’architettura in Italia - Salone Internazionale del Mobile e Biennale di Venezia. Nata a Bologna e residente a Milano, è oggi redattrice di Artribune e si occupa di architettura e arti visive.