Il design al tempo dello speed dating

Per mettere in relazione giovani progettisti e aziende, l’incubatore del design transalpino VIA ha utilizzato un meccanismo che ricorda quello solitamente usato per far incontrare i cuori solitari. I tredici progetti frutto di questi abbinamenti sono visibili ancora per qualche giorno all’Institut Français.

Le French Design Speed Dating Exhibition. Institut Français, Milano 2018. YMER&MALTA per Margaux Lafond, Horloge à courroie © Marwen Farhat
Le French Design Speed Dating Exhibition. Institut Français, Milano 2018. YMER&MALTA per Margaux Lafond, Horloge à courroie © Marwen Farhat

Pochi minuti per convincere l’interlocutore, seduto dall’altra parte di un tavolo reale o metaforico, a realizzare il proprio progetto mettendo in produzione quello che fino a quel momento era solo sulla carta, o allo stadio di prototipo. È il meccanismo di un casting un po’ particolare, ispirato allo speed dating, nel quale il VIA francese (Valorisation de l’Innovation dans l’Ameublement, una sorta di incubatore destinato alla promozione del design francese emergente) ha coinvolto duecento giovani, studenti o diplomati delle scuole di design transalpine. Ognuno di loro ha avuto tre incontri con i rappresentanti di altrettante aziende, per un totale di dieci minuti, ed è stato seguito dagli esperti del VIA nelle fasi successive di sviluppo del progetto. Gli appuntamenti hanno permesso loro di trovare una vetrina, oltre che di entrare in contatto con brand riconosciuti in maniera più immediata, e alle aziende di conoscere nuovi talenti.

Le French Design Speed Dating Exhibition. Institut Français, Milano 2018. CAST, Désormeaux Carrette per La Manufacture du Design © VIA
Le French Design Speed Dating Exhibition. Institut Français, Milano 2018. CAST, Désormeaux Carrette per La Manufacture du Design © VIA

LA MOSTRA

Il risultato, tredici progetti per sette “coppie” azienda-designer formatesi grazie allo speed dating, rappresentano il cuore della mostra Le French Design Speed Dating Exhibition, allestita all’Institut Français di Milano in occasione della design week e visitabile ancora per qualche giorno. Il nome anglofono non tragga in inganno, il contenuto è 100% francese.
Ci sono, per esempio, brand storici del design transalpino come Ligne Roset, mobilificio di alta gamma nelle mani della stessa famiglia fin dal 1860 e ormai alla quinta generazione, che ha prodotto il tavolino-vassoio Asembla della designer ginevrina Melody Sirman, e altri ugualmente noti e di lunga tradizione ma non strettamente legati al design come Le Lit National, antica maison attirata dallo stile contemporaneo e dalle geometrie disegnate da Bina Baitel, ex-allieva dell’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture della Villette, a Parigi. Nonostante un allestimento non particolarmente accattivante, che associa ai progetti frutto dello speed dating i prototipi realizzati da diciassette studenti di scuole di architettura e design selezionati da una giuria di giornalisti, designer e industriali, la visita rimane interessante soprattutto per chi vuole approfondire come altri Stati europei mettono in campo pratiche virtuose per la promozione del proprio design di bandiera.

Giulia Marani

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Spazio espositivoINSTITUT FRANCAIS
IndirizzoCorso Magenta 63 - Milano - Lombardia
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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.