Debutta la prima edizione di Madrid Design Festival. Un mese di mostre e interventi urbani

Un mese intero di mostre, eventi urbani e incontri dedicati all’architettura di interni e alla progettazione industriale.

Madrid Design Festival
I vasi "Mon cirque black" realizzati da Jaime Hayon

Dal primo al 28 di febbraio Madrid si candida al ruolo di capitale europea del design.  Ridisegnare il mondo è lo slogan della manifestazione che vuole esser un’autentica sfida alle altre città europee (Milano su tutte) attraverso un fitto calendario di incontri, mostre ed eventi dedicati al vasto settore della progettazione industriale. Si tratta di un programma ideato e organizzato da La Fabrica – galleria d’arte, casa editrice e centro di gestione culturale – sull’onda del successo di FotoEspaña, rassegna di fotografia d’autore che da vent’anni si tiene in giugno.

I NUMERI DEL FESTIVAL

Questi i numeri del festival: 200 attività, 320 professionisti partecipanti, 48 esposizioni e installazioni urbane; 28 musei e istituzioni culturali coinvolte; e infine 25 grandi marchi presenti, tutti con un rapporto diretto con il design (tra questi Ikea, Rodo, Mini e Johnny Walker). Il format è identico a FotoEspaña: una miriade di proposte, di eventi sparsi per la città, con una smania quasi bulimica di coinvolgere la maggior parte di enti e di istituzioni pubbliche e private, a scapito, forse, del livello qualitativo.
L’ambizione del primo Madrid Design Festival, sostenuto dall’amministrazione comunale, è quello di convertire la capitale di Spagna nella migliore vetrina del design internazionale, con un occhio di riguardo al made in Spain, qui chiamato marca España. La manifestazione vuole mostrare al pubblico una visione globale ma trasversale del design, visto come eccellenza della produzione industriale del nostro tempo; e nel contempo, offrire ai professionisti una piattaforma di approfondimento e di diffusione delle ultime novità del settore, con tre giorni di conferenze e masterclass dal titolo Madrid DesignPro (14, 15 e 16 febbraio: 100 ore di incontri a pagamento).
Come ogni festival che si rispetti, anche l’MDF ha una sede ufficiale, il COAM (Collegio degli Architetti di Madrid); una scuola ufficiale, lo IED, Istituto Europeo di Design di Madrid; e un hotel ufficiale, il nuovissimo e modernissimo Only You Atocha, sulla cui splendida terrazza affacciata sulla città c’è un’autentica sauna finlandese, perché Helsinki è la città invitata al primo Madrid Design Festival.

Madrid Design Festival
Radio Patriot realizzata nel 1940 dal designer industriale Norman Bel Geddes

LE MOSTRE DA NON PERDERE

La sede espositiva principale del festival è il Centro Fernan Gómez (in plaza Colón) dove sono allestite le tre mostre forse più interessanti: Backstage Jaime Hayon è un viaggio alla scoperta del processo creativo del designer spagnolo cresciuto nel vivaio di Oliviero Toscani alla Fabrica di Benetton, e ora direttore creativo dello IED di Madrid. Curiosa anche l’esposizione della collezione del designer Andrés Alfaro Hofmann, che mostra l’evoluzione dell’elettrodomestico dagli inizi del Novecento a oggi. Vinilygrafica è invece dedicata ai grandi disegnatori delle copertine dei vecchi Lp. Al COAM espongono i giovani finalisti del concorso Rado Star Prize Spain 2018, che esplora la relazione tra design e tempo. Curiosa, e forse più attraente per il grande pubblico, è Viva la diferencia, esposizione ospitata in CentroCentro (sede del Comune, in plaza Cibeles) che passa in rassegna gli oggetti industriali più comuni di ieri e di oggi, creati per dare una risposta concreta ai desideri dei consumatori moderni.

Madrid Design Festival
Vinilygrafica è una mostra dedicata ai grandi disegnatori delle copertine dei vecchi Lp al Madrid Design Festival

GLI INTERVENTI URBANI

Tra i tanti eventi urbani, il designer valenciano Nacho Carbonell presenta alla Central de Diseño di Matadero un’installazione ispirata al Patio dei Leoni dell’Alhambra di Granada, realizzata con 10mila bottigliette fuse di birra Alhambra. Da segnalare infine che, lungo tutto l’arco del mese di febbraio, la maggior parte dei negozi e degli show-room di arredamento d’interni e design della capitale ospiteranno incontri ed eventi speciali all’interno del programma del Festival OFF.
Scarsa purtroppo la presenza italiana alla prima edizione di Madrid Design Festival. Tra i nomi dei tanti professionisti internazionali, solo l’immancabile architetto Teresa Sapey, torinese di nascita ma madrilena d’adozione, e la milanese Rossana Orlandi, pioniera nella creazione di un modello di galleria-store dedicato al design.

– Federica Lonati

Madrid Design Festival
Fino al 28 febbraio 2018
www.madriddesignfestival.com

Dati correlati
AutoriNacho Carbonell , Jaime Hayon
Spazio espositivoSPAZIO ROSSANA ORLANDI
IndirizzoVia Matteo Bandello 14/16 20123 - Milano - Lombardia
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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.