Un graphic designer diventa ambasciatore del Liberland, aspirante Stato ancora non riconosciuto

Può il graphic design farsi ambasciatore silenzioso di uno stato che per ora non esiste se non nella volontà del suo fondatore? Dall’ISIA di Urbino, il progetto di un giovane grafico punta a dare dignità di nazione all’autoproclamata (e disabitata) Repubblica di Liberland.

Il progetto di comunicazione
Il progetto di comunicazione

Non ha ancora una capitale né un singolo edificio abitabile, ma dispone già un progetto di branding territoriale e perfino di una carta intestata. La Libera Repubblica di Liberland con i suoi sette chilometri quadrati stretti tra Serbia e Croazia in corrispondenza di un’ansa del Danubio, è lo stato più giovane al mondo, o meglio lo sarebbe, se non fosse che nessuno l’ha ancora riconosciuto e che i suoi abitanti per il momento risiedono altrove. La sua brevissima storia, tra utopia libertaria e provocazione, comincia nella primavera del 2015, quando il giovane attivista ceco Vit Jedlicka rivendica un lembo di terra che non era stato reclamato da nessuno dei due paesi al momento dell’indipendenza poiché coinvolto, assieme ad altre porzioni di territorio vicine al fiume, in una disputa lunga due o tre secoli, e decide di farne la sede di una nuova entità statale basata sull’ideale del libertarismo radicale, con un sistema di leggi ridotto all’osso e una tassazione volontaria. Serbi e croati non reagiscono immediatamente, forse ritenendo la rivendicazione di Jedlicka una boutade, e il Liberland cerca di darsi forma, a un anno dalla sua nascita, lanciando un concorso per l’urbanizzazione sostenibile del paese. Lo vince un collettivo USA-Emirati Arabi Uniti, con un progetto basato sulle alghe e sul riutilizzo intelligente dell’energia che, sulla carta, consentirebbe alla neonata repubblica di ospitare più di 340 mila cittadini e di essere completamente carbon-free.

La Bandiera del Liberland
La Bandiera del Liberland

IL LIBERLAND

Al secondo compleanno, il Liberland è già materia accademica, al centro del progetto di tesi di un laureando in progettazione grafica all’ISIA di Urbino. La sfida consiste nel capovolgere gli schemi proponendo un progetto di branding territoriale e un’immagine coordinata per un territorio che di fatto non è stato ancora urbanizzato e che non è riconosciuto dalla comunità internazionale. Un’occasione per interrogarsi sul potere del segno, e sulla capacità del graphic design di farsi ambasciatore silenzioso di una realtà in potenza aiutando quello che a oggi non è che un puntino sulla carta geografica dell’Europa con delle ambizioni a conquistare la dignità di nazione. Il lavoro di Alessandro Casciaro comprende una bandiera nuova di zecca, col tricolore blu-bianco-verde a rimpiazzare lo scudo su fondo giallo e nero creato da Jedlicka, un lettering dedicato, carte e documenti diplomatici, banconote, francobolli, elementi di segnaletica stradale e perfino il merchandising. La ricompensa per il giovane designer? La cittadinanza di Liberland, per la prima volta concessa a un italiano, forse accompagnata da uno dei passaporti che lui stesso ha disegnato.

-Giulia Marani

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Giulia Marani
Classe 1983, genovese di nascita e di cuore. Dopo la laurea in comunicazione all’Università degli Studi di Milano, soccombe al fascino di Parigi, dove vive per sei anni, lavorando come ufficio stampa in ambito editoriale e nella redazione della rivista di architettura e design Architectures à vivre.