Ultime giornate di NYCxDesign Il maggio del design newyorchese continua a crescere

Ultime battute per la più lunga “design week” newyorchese di sempre, con ICFF al Javits Center, Wanted Design divisa tra Chelsea e Brooklyn e tantissime proposte collaterali. Con oltre 500 eventi e ben 21 giorni NYCxDesign porta a termine la metamorfosi da vetrina commerciale a network at large e si afferma sempre più come tappa fondamentale del circuito internazionale del design.

Joe Gebbia, Neighbourhood
Joe Gebbia, Neighbourhood

Mentre al Javits Center va in scena il consueto appuntamento con ICFF – High End Luxury Furniture Fair, la vetrina commerciale che vede la partecipazione dei più importanti brand italiani e mondiali, si avvia verso la chiusura un’edizione particolarmente corposa di NYCxDesign. Con 21 giorni e oltre 500 eventi, volendo limitarsi al calendario ufficiale stilato dall’Economic Developement Corporation, la principale rassegna newyorchese dedicata al design ha fatto esplodere i limiti temporali classici della design week agganciandosi a Frieze New York e allargandosi progressivamente fino a includere praticamente l’intero mese di maggio, ma soprattutto si è emancipata dalla sua funzione originale, quella di accompagnare un evento orientato al trade, per diventare una kermesse vivace che moltiplica i legami con il mondo dell’arte attirando collezionisti e gallerie. Un movimento che ha portato la metropoli nordamericana – che conta, ricordiamolo, più di 55.000 designer in attività – a imporsi in maniera sempre più stabile come una tappa fondamentale del circuito del design internazionale, collocata strategicamente appena dopo il Salone del Mobile di Milano.

AIRBNB DEBUTTA NEL DESIGN

Se la maggior parte degli scambi commerciali continuano ad avvenire all’interno di ICFF, così come la presentazione di nuove linee e prodotti (con qualche sorpresa, per esempio il debutto nel design del co-fondatore di Airbnb, Joe Gebbia, con una collezione di sedute modulari pensate per gli uffici del prossimo futuro realizzata in collaborazione con Bernhardt Design), gli altri eventi sparsi per la città si rivolgono direttamente a un pubblico di appassionati investendo luoghi disparati nei cinque “boroughs”: musei, showroom, ristoranti… Il calendario è fitto e, come avviene a Milano o Londra, spinge aziende e designer a puntare in alto per conquistare l’attenzione del pubblico con collaborazioni di prestigio e installazioni acchiappa-foto.

EDIZIONE NUMERO 5 PER COLLECTIVE DESIGN

La rassegna si è aperta il 3 maggio con la quinta edizione di Collective Design, manifestazione che ha coinvolto oltre venti gallerie e una serie di designer emergenti con una retrospettiva dedicata al designer svizzero Mattia Bonetti e alcune installazioni site-specific di grande impatto visivo, dal tunnel di stelle filanti argentate creato dallo studio Rockwell Group allo spazio  di ispirazione industriale nel quale le opere dello scultore giapponese Isamu Noguchi dialogano con quelle di Robert Stadler (Waiting Room: Noguchi/Stadler, con cui il museo Noguchi ha lanciato la mostra dedicata al designer austriaco, Solid Doubts: Robert Stadler, visitabile fino al 3 settembre). Tra gli eventi collaterali, segnaliamo anche WantedDesign, che nello storico edificio dei Terminal Stores di Chelsea affianca alle nuove proposte di grandi brand del design internazionale focus incentrati sul design di alcuni paesi o regioni del mondo, dalla Francia all’Argentina, dal Québec alla Catalogna, e nella sede espositiva di Brooklyn presenta cinque prototipi frutto della collaborazione tra designer francesi e manifatture americane – per esempio Constance Guisset con UHURU – o di creativi statunitensi con prestigiose maisons come Hermès. Chiude il 23 maggio anche la mostra di pennelli da barba di design A brush with design allestita da Good Thing in collaborazione con il brand Harry’s che vede 13 designer internazionali confrontarsi con l’archetipo del pennello da barba, tra tradizione e estetica hipster.

– Giulia Marani

New York // Fino al 24 maggio 2017
NYCxDESIGN
Varie sedi nei 5 “boroughs”
www.nycxdesign.com

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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.