A Torino nascerà una delle moschee più grandi d’Europa. Dentro ci sarà un polo culturale aperto alla città 

Entro la fine del 2026 dovrebbe entrare nella fase esecutiva il progetto in ballo dal 2019 per la riqualificazione dell’ex complesso industriale del quartiere Aurora, promosso dalla Confederazione Islamica Italiana. Oltre alla moschea, l’80% degli spazi saranno dedicati a studentato, biblioteca, galleria d’arte, aree di aggregazione per la comunità. Ma è scontro politico

Porta con sé le immancabili polemiche alimentate dal pregiudizio e dalla propaganda politica l’autorizzazione del Comune di Torino alla costruzione di una nuova moschea negli spazi delle ex fonderie Nebiolo, nel quartiere Aurora.

Come sarà lo spazio riqualificato delle ex fonderie Nebiolo. Render Vittorio Jacomussi
Come sarà lo spazio riqualificato delle ex fonderie Nebiolo. Render Vittorio Jacomussi

Una moschea nelle ex fonderie Nebiolo di Torino: è polemica

Ad annunciare il sostegno al progetto, nell’ambito del più ampio processo di riqualificazione del complesso industriale degli Anni Venti, da tempo dismesso, è stato il sindaco democratico Stefano Lo Russo, subito preso di mira dalle opposizioni (“Torino come La Mecca”, titola provocatoriamente Il Giornale) e osteggiato dalla stessa Regione Piemonte: per invalidare il permesso a costruire ottenuto dalla Confederazione Islamica Italiana, il vicepresidente Maurizio Marrone si è subito detto intenzionato a proporre una modifica della legge urbanistica regionale, volta a introdurre delle distanze minime tra edifici religiosi diversi (su ispirazione di analogo articolo di legge approvato in passato dalla Regione Lombardia). Un cavillo che, nell’ovvia eventualità della presenza di una chiesa nelle vicinanze dell’ex fonderia, bloccherebbe sul nascere il progetto. Del resto, i toni dello scontro politico si sono immediatamente alzati, con lo schieramento di Fratelli d’Italia compatto nel paventare il pericolo di “un’islamizzazione selvaggia della città”, “mischiando politica e proselitismo in quartieri polveriera” di una futura “Torinistan auspicata dal campo largo”. “Un luogo di culto moderno, aperto al territorio è la miglior garanzia per la sicurezza di tutti” ribatte la consigliera regionale dem Nadia Conticelli. “L’area della ex Nebiolo attende da tempo questo progetto affinché si recuperi il degrado”.

Il progetto per la riqualificazione delle ex fonderie Nebiolo

E infatti, al di là delle schermaglie tra partiti, vale la pena concentrarsi sul profilo di un progetto di rigenerazione urbana atteso e ambizioso. Nell’ex fonderia, oltre alla moschea, saranno realizzati uno studentato universitario da circa 90 posti letto a prezzi calmierati (in convenzione con Edisu), una biblioteca con aule studio aperte a tutti e spazi in cui organizzare attività culturali, formative e iniziative dedicate al dialogo interreligioso. Pur essendo la Confederazione Islamica Italiana capofila del progetto (insieme all’Aps Al-Waqf), dunque, l’80% degli spazi riqualificati sarà destinato a funzioni diverse dal culto. I lavori dovrebbero iniziare entro la fine del 2026, salvo gli intoppi amministrativi e legislativi paventati (come riassume un articolo del Post, in Italia, a fronte di 12 moschee presenti sul territorio nazionale, sono diversi i progetti incompiuti, impantanati da anni: a Milano, la moschea di via Esterle, negli ex bagni pubblici del Comune; a Mestre, nell’area vicino alla stazione, dove c’è una segheria abbandonata): il cantiere si protrarrà per tre anni, per una spesa complessiva che supera i 15 milioni di euro, in parte a carico del Marocco, per impegno esplicitodel re Mohammed VI, tramite il Ministero del Culto di Rabat.

La moschea alle ex fonderie Nebiolo. Render Vittorio Jacomussi
La moschea alle ex fonderie Nebiolo. Render Vittorio Jacomussi

Come sarà il polo culturale alle ex fonderie Nebiolo

La proposta per recuperare l’ex complesso industriale all’angolo tra via Bologna e corso Novara risale al 2021. Costruito nel 1922, lo stabilimento, dove si producevano caratteri tipografici in piombo e macchinari per la stampa e la tipografia (è stata la fonderia di caratteri da stampa più grande d’Europa, e ha creato celebri font italiani), fu dismesso alla fine degli Anni Settanta. L’intervento comprende quindi necessarie opere di messa in sicurezza strutturale, risanamento e riqualificazione degli spazi, per sanare le evidenti condizioni di degrado del complesso. Poi si procederà alla rifunzionalizzazione e alla costruzione dei nuovi edifici. L’area da trasformare si estende per 6.000 metri quadrati, la moschea ne occuperà 1.300, e potrà accogliere circa un migliaio di fedeli. Nell’ottica di offrire un nuovo polo culturale al quartiere e alla città di Torino, il masterplan prevede anche la realizzazione di una galleria d’arte e di una caffetteria aperte alla comunità: per almeno 30 anni, secondo l’accordo stipulato, i nuovi spazi culturali saranno disponibili per iniziative ed eventi organizzati dal Comune e liberamente utilizzabili dalle associazioni del territorio; sarà inoltre garantito l’accesso pubblico gratuito a hall, aule studio, galleria e sala associazioni.
Il progetto, presentato nel marzo 2025, è a firma dell’architetto Vittorio Jacomussi, ma anche il Politecnico di Torino ha contribuito all’indagine storica sul quartiere e sul complesso dell’ex Nebiolo. Jacomussi procederà al recupero integrale dei fabbricati storici, tutelati dalla Soprintendenza, e nella parte centrale, dove è previsto anche un giardino, si innalzerà il minareto della moschea, alto 20 metri.

Livia Montagnoli

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