La piazza del museo MAXXI di Roma diventerà un piccolo parco: iniziati i lavori per smantellare il cemento

Cantiere in progress nel quartiere Flaminio: entro giugno, piazza Boetti cambierà aspetto, con meno porzioni rivestite in cemento e nuove alberature. Tutti i dettagli del progetto sviluppato dal paesaggista Bas Smets sono al centro di un incontro pubblico promosso dallo stesso MAXXI

Il masterplan Grande MAXXI non ha mai solo riguardato il progetto attraverso il quale l’istituzione museale romana ha scelto di dotarsi di un nuovo volume architettonico, così da ampliare il proprio raggio d’azione e ridefinire, parallelamente, la relazione con la città. Fa da sempre di questa articolata operazione anche la rigenerazione verde della piazza antistante il museo, intitolata ad Alighiero Boetti. All’inizio di questa settimana il cantiere per la sua realizzazione è ufficialmente partito. Il traguardo per la consegna dei lavori è del resto vicino – si punta infatti alla conclusione entro il prossimo mese di giugno – e le ricadute attese dovrebbero estendersi all’intero quadrante del Flaminio e, di conseguenza, anche ai suoi residenti. Proprio loro sono invitati a prendere parte al nuovo appuntamento pubblico promosso dal museo per rendere noti, alla comunità locale e agli esperti del settore, i passaggi salienti del percorso di rinnovamento intrapreso. L’appuntamento è per il 17 marzo, all’Auditorium del MAXXI, dalle 17:30, alla presenza di un ricco parterre di ospiti.

Lavori in corso nella piazza del MAXXI di Roma

Sviluppato dagli architetti paesaggisti di Bureau Bas Smets (studio di base a Bruxelles membro raggruppamento capitanato dallo studio italo-francese LAN -Local Architecture Network che si è aggiudicato il concorso internazionale Grande MAXXI), il progetto che porterà al rinnovamento della piazza del MAXXI interessa una superficie di circa 5400mq. Senza modificare l’impianto generale elaborato dallo studio Zaha Hadid Architects, si provvederà a risolvere due questioni emerse in questi anni: la prima di natura climatica, la seconda legata agli usi urbani e sociali di piazza Boetti. In quale modo? Per quanto attiene il proprio tema, la formula adottata dallo stesso MAXXI è “più verde, più fresco”.

Entro giugno piazza Boetti al MAXXI sarà più verde e più fresca

Già dalla prossima estate, la piazza del MAXXI dovrebbe infatti diventare un’ “oasi microclimatica”: si procederà con depaving e rimozione di porzioni di pannelli in cemento. Al loro posto suolo vivo, permeabile e vegetazione e nuove alberature (il cosiddetto “softscape”), per offrire riparo dalla calura e zone di ombra. La relazione tecnica dei progettisti elenca, tra gli obiettivi, la riduzione dell’effetto di isola di calore e il miglioramento del comfort termico, così da rendere l’insieme più ospitale e accessibile, ponendo le basi per un uso temporale esteso di questo spazio pubblico, nel corso dei mesi. Il “softscape” dovrebbe rappresentare il 15,8% della superficie complessiva (al momento si attesa sul 5,16% del totale).

Il concept paesaggistico dello studio di Bas Smets per il MAXXI

Gli obiettivi di questo intervento si estendono poi alla gamma di funzioni che piazza Boetti sarà prossimamente in grado di accogliere. In particolare, il concept paesaggistico sviluppato da Bas Smets e dal suo team ha concepito questa “soglia urbana”, tra il quartiere Flaminio e il museo, come “uno spazio espositivo flessibile a cielo aperto, capace di ospitare mostre, performance e allestimenti, ma anche momenti informali di sosta, incontro e gioco legati alla vita di vicinato”. Tali usi informale potranno essere incentivati dalle future zone d’ombra, mentre la scelta di prevedere alcune porzioni libere e quindi adattabili a varie riconfigurazioni si configura come un’opportunità per incentivare le iniziative all’aperto anche a cura dello stesso museo.

Valentina Silvestrini

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Valentina Silvestrini

Valentina Silvestrini

Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. È cocuratrice della newsletter "Artribune Render", dedicata alla rigenerazione urbana a base culturale. Ha studiato architettura all’Università La…

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