Un ex cinema di Vicenza si trasformerà nel 2027 in polo culturale per il contemporaneo. Tutti i dettagli sul progetto

Gli studi ALTRALINEA e SPARCH si aggiudicano il concorso con cui, a Vicenza, la Fondazione Giuseppe Roi vuole dotare il centro storico di un polo per i linguaggi contemporanei, aperto alla sperimentazione e alle nuove generazioni. Recuperando, entro il 2027, una sala cinematografica inattiva da trent’anni

Nella storia degli edifici, così come in quella degli individui, talvolta è possibile tracciare delle linee di connessione tra eventi, luoghi, situazioni, date. Accade anche nella vicenda dell’ex Cinema Corso nel centro storico di Vicenza, che trent’anni fa, il 1° maggio 1996, chiudeva per le difficoltà derivanti dalla necessità di adeguamento alla normativa sull’agibilità dei cinematografici. Prima tra le sale della città del Palladio a sperimentare un destino oggi non più raro, a tre decenni esatti da allora, l’edificio progettato dall’architetto Giuseppe Morseletto si avvia verso una nuova fase della sua storia. Una rinascita che si compie proprio mentre in Italia è in corso il dibattito sui rischi derivanti dal declino dei cinema cittadini, in termini di perdita del patrimonio immobiliare e del valore culturale di luoghi per decenni centrali nella vita delle comunità. Questa esperienza colloca di conseguenza Vicenza in controtendenza, anche per le modalità fin qui adottate.

Da cinema dismesso a polo del contemporaneo di Vicenza: il concorso per l’ex Cinema Corso

Con il successo del raggruppamento temporaneo guidato dagli studi ALTRALINEA, con base a Castel Madama (Roma), e SPARCH (con sedi a Tivoli, Roma e Milano), si è concluso il concorso di architettura in due fasi promosso la scorsa estate dalla Fondazione Giuseppe Roi, realtà sorta su volontà del marchese Giuseppe Roi e attiva, dal 1988, nella valorizzazione e promozione del patrimonio artistico e della cultura nel contesto vicentino. La competizione è stata concepita come “un’occasione per un confronto autorevole, serio, aperto e credibile”, così ci aveva raccontato la professoressa Francesca Lazzari che dal 2024 presiede la Fondazione Roi. Complessivamente sono pervenute 125 proposte; delle 5 ammesse alla seconda e conclusiva fase, la giuria composta da Eva Fabbris, dagli architetti Ippolito Pestellini Laparelli, Antonio Atripaldi e Nicola Tracanzan (per l’Ordine degli Architetti di Vicenza) e dalla stessa Lazzari (per la Fondazione Roi) ha scelto quella elaborata da ALTRALINEA e SPARCH. Alla visione dei due studi viene conosciuta “una particolare capacità di interpretare in modo equilibrato la complessità dell’intervento: qualità architettonica e coerenza nell’organizzazione funzionale degli spazi, integrazione rispettosa con l’edificio esistente, attenzione alla sostenibilità tecnico-economica e alla futura gestione, flessibilità d’uso e aggiornamento strutturale e impiantistico adeguato alle esigenze di un centro culturale contemporaneo”.

Il progetto architettonico degli studi ALTRALINEA e SPARCH

E dunque, come sarà CORSO – Culture del Contemporaneo a Vicenza? Superata la facciata su Corso Fogazzaro (che resterà immutata essendo sottoposta a vincolo), con le sue tre sculture raffiguranti le muse dell’arte, all’interno il centro disporrà di ambienti completamente riprogettati; previsto un ulteriore accesso sulla retrostante piazzetta, a sua volta utilizzabile anche per iniziative pubbliche. Per i progettisti sarà un “organismo flessibile e trasformabile”, organizzato su cinque livelli connessi tra loro da percorsi localizzati perimetralmente, in grado di assolvere a un programma funzionale versatile. In particolare la sala trapezoidale, che con la sua capienza pari a 600 posti ha reso il Corso uno dei cinema più grandi della Vicenza del secondo dopoguerra, è stata interpretata dal team vincitore come “il fulcro di un sistema modulare, capace di adattarsi a configurazioni differenti: platea, spazio performativo, ambiente espositivo, sala immersiva”. A suo corollario, in coerenza con la volontà della committenza, nei vari piani ci saranno gli spazi dedicati alla produzione e alla ricerca, il coworking, gli ambienti per residenze temporanee, i laboratori. Completano l’intervento architettonico “un aggiornamento strutturale e impiantistico integrato, con infrastrutture tecnologiche avanzate e soluzioni orientate all’efficienza energetica e al riuso consapevole dell’esistente”.

Obiettivo 2027 per l’apertura di CORSO – Culture del Contemporaneo a Vicenza

Non solo di natura architettonica saranno, infine, gli step annunciati per tagliare il traguardo dell’inaugurazione del nuovo hub entro il termine del 2027. In attesa del completamento di tutte le procedure concorsuali, necessarie per passare al cantiere, per il 2026 è stata infatti annunciata anche la costituzione di una fondazione ad hoc; coinvolti partner istituzionali e privati per intraprendere la “gestione condivisa e sostenibile nel lungo periodo” di una sede che ha l’ambizione di accogliere residenze artistiche, mostre site-specific, festival multidisciplinari, laboratori, ma anche progetti di welfare culturale e collaborazioni con università, istituzioni e imprese. Il costo stimato per la (sola) esecuzione dei lavori è pari a 2.800.000€. Prossimamente i progetti finalisti saranno esposti nelle sale ipogee di Palazzo Thiene, ovviamente a Vicenza.

Valentina Silvestrini

www.fondazioneroi.it

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Valentina Silvestrini

Valentina Silvestrini

Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. È cocuratrice della newsletter "Artribune Render", dedicata alla rigenerazione urbana a base culturale. Ha studiato architettura all’Università La…

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