Aprirà nel 2025 l’Aboriginal Art and Cultures Centre di Adelaide, dedicato all’arte aborigena

Il museo di prossima realizzazione (i lavori inizieranno alla fine di quest’anno) s’ispirerà al concetto aborigeno di sinergia tra terra e cielo, e sorgerà in un nuovo quartiere della città australiana, l’ex area del Royal Adelaide Hospital

Aerial view of the Adelaide Aboriginal Art and Cultures Centre’s open air amphitheatre (Courtesy Diller Scofidio + Renfro and Woods Bagot)

Inizieranno alla fine del 2021 i lavori di realizzazione del nuovo Aboriginal Art and Cultures Centre di Adelaide, museo dedicato alla cultura aborigena il cui progetto è stato firmato dallo studio americano Diller Scofidio + Renfro insieme al partner australiano Woods Bagot. Il museo – il cui progetto è stato approvato dalla Commissione di Stato – inaugurerà nel 2025 e farà parte di Lot Fourteen, un quartiere innovativo che sta sorgendo sull’ex area del Royal Adelaide Hospital.
“Siamo entusiasti di far parte di questa visione innovativa e di dare vita a un luogo che possa onorare le più antiche culture viventi del pianeta”, afferma Charles Renfro sull’account Instagram di Diller Scofidio + Renfro, mentre sul profilo di Woods Bagotsi invoca “una vitalità che si allinea a una cultura resiliente e viva” come quella del popolo Kaurna, originario della Pianura di Adelaide e del Sud dell’Australia. Per la loro cultura, è fondamentale l’unione tra cielo e terra, come il rispetto del territorio, delle tradizioni, della rete di relazioni familiari e interpersonali.

 

Screenshot da Instagram, Adelaide Aboriginal Art and Cultures Centre
Screenshot da Instagram, Adelaide Aboriginal Art and Cultures Centre

LA STRUTTURA DELL’AACC DI ADELAIDE

 

L’AACC si presenterà ai visitatori attraverso un pianterreno senza barriere, radicalmente aperto sullo spazio circostante: si parla infatti di “porosità” tra ambienti interni ed esterni. Il suo ingresso in particolare sarà orientato verso il Kainka Wirra, il Giardino Botanico della città di Adelaide.
La struttura ospiterà 7.000 metri quadrati di spazi espositivi, variabili in termini di dimensioni, altezza delle pareti e qualità della luce. Le gallerie del livello inferiore e i paesaggi terrazzati, scavati direttamente nella terra, forniranno anche spazi per le performance e un’area per lo svolgimento di cerimonie, come l’anfiteatro esterno. Dalle vaste vetrate delle gallerie superiori sarà possibile apprezzare scorci di cielo e il paesaggio circostante; il verde confluirà nell’architettura antropizzata e viceversa, creando un ideale senso di continuità spaziale e di sovrapposizione.

 

Edwin Carton Booth (1876), “Queensland”, in Australia [...] In Two Volumes, volume II, London Virtue and Company, Limited, plate facing page 164, Wikipedia, Public Domain
Edwin Carton Booth (1876), “Queensland”, in Australia […] In Two Volumes, volume II, London Virtue and Company, Limited, plate facing page 164, Wikipedia, Public Domain
 

L’IDEA DI UNO SPAZIO ATTORNO AL QUALE RIUNIRSI

 

Al centro dell’edificio sarà concepito uno spazio flessibile che i visitatori attraverseranno o percorreranno a spirale, dirigendosi verso i 3 diversi livelli dell’AACC. La facciata dell’edificio, uniformata da una trama “a treccia”, si ispira ai rifugi provvisori creati dalle popolazioni aborigene in Australia: “wurlie” e “humpy”.  Un “nido di colonne” rivolto verso un cortile centrale creerà uno spazio dove potersi radunare, una sorta di accogliente focolare.

 

Screenshot da Instagram, Adelaide Aboriginal Art and Cultures Centre
Screenshot da Instagram, Adelaide Aboriginal Art and Cultures Centre

 

DILLER SCOFIDIO + RENFRO

 

Lo studio con sede a New York è composto da oltre 100 architetti, designer e ricercatori, guidati da quattro partner: Elizabeth Diller, Ricardo Scofidio, Charles Renfro e Benjamin Gilmartin.
Il team è stato incluso nella lista “100 Most Influential People” del TIME e ha ottenuto la prima sovvenzione, assegnata nel campo dell’architettura, dalla Fondazione MacArthur.
Nel 2024 aprirà il loro innovativo V&A Storehouse, magazzino trasparente che permetterà al pubblico di accedere ai depositi della collezione del Victoria & Albert Museum di Londra: 250.000 oggetti, 350.000 libri e 1.000 documenti archiviati. Lo studio è inoltre parte del gruppo che realizzerà Campo Selvatico, l’atteso parco con “foresta sospesa” che andrà a rigenerare lo Scalo di Porta Romana a Milano, di fronte alla Fondazione Prada.

 

– Giorgia Basili

Diller Scofidio + Renfro
https://dsrny.com

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.