Future School: alla Biennale di Architettura la didattica del futuro al Padiglione Corea

Per tutta la durata della Biennale di Venezia, al Padiglione Corea si svolgeranno incontri e dialoghi con architetti e professionisti internazionali sul ruolo dell’architettura e della didattica del domani. Ce ne ha parlato l’artista italiano Giuseppe Stampone, che partecipa al progetto

Biennale di Venezia 2021, The Korean Pavilion_Exhibition View @ Ugo Carmeni
Biennale di Venezia 2021, The Korean Pavilion_Exhibition View @ Ugo Carmeni

“Insieme ad architetti, educatori, artisti e teorici, tutti i visitatori sono invitati a partecipare all’azione del disimparare e reimparare attraverso i vari eventi di Future School in corso per la durata della Biennale. Ogni evento viene registrato e trasmesso all’interno del padiglione come parte di un’installazione che cresce e cambia nel tempo”. Con queste parole, il curatore Hae-Won Shin presenta il Padiglione Corea, recentemente inaugurato nei Giardini della 17. Biennale di Architettura a Venezia. Al suo interno, lo spazio è luminoso e circolare, caratterizzato dalla presenza di alcuni oggetti domestici, sedute e schermi, utilizzati per streaming e videoconferenze con professionisti internazionali. Il Padiglione Corea 2021 diventa così il teatro di Future School, definito “un incubatore internazionale di pensiero radicale”, un luogo di incontro per scambiare idee e scoprire progetti che esplorano attivamente l’idea della costruzione di un futuro migliore. Le parole chiave sono quindi dialogo, decostruzione, nuovi modelli, network e didattica, presupposti di una nuova frontiera dell’architettura.

GLI ARTISTI ITALIANI AL PADIGLIONE DELLA COREA

Il Padiglione Corea rappresenta un’opera corale e partecipativa a cui prendono parte numerosi soggetti provenienti dall’architettura e da altre discipline, scandendo una programmazione che si estenderà per tutta la durata della Biennale. Tra i partecipanti, troviamo anche gli artisti italiani Giuseppe Stampone e Maria Crispal con Global Education, iniziativa parte di Solstizio Project, fondato nel 2008 dai due artisti che hanno organizzato attività in 21 Paesi di tutto il mondo incentrate sul tema della scuola del futuro. “Gli organizzatori hanno visto in questa metodologia una nuova forma di apprendimento rispetto al metodo tradizionale usato nelle scuole”, racconta ad Artribune Giuseppe Stampone, la cui collaborazione con la Corea nasce nel 2019, quando aveva partecipato alla Biennale di Architettura di Seoul.

PADIGLIONE COREA: IL PROGETTO DI STAMPONE E CRISPAL

Questa volta, in laguna, saranno organizzati quattro incontri, rivolti a un pubblico di tutte le età (e non solo ai bambini delle scuole primarie, come accaduto nelle precedenti edizioni), in cui i partecipanti saranno chiamati a immaginare la casa del futuro, disegnandola sulle griglie vuote di degli Abecedari. “Abbiamo creato un metodo e abbiamo organizzato progetti in tutto il mondo”, prosegue l’artista. “E ora li presentiamo anche al Padiglione Corea, concepito come una sorta di meta-progetto partecipativo. Gli organizzatori hanno visto in Global Education una nuova architettura fondata sull’esperienza del confronto e una nuova didattica per il futuro dell’insegnamento. Quello a cui hanno dato vita è uno spazio che progressivamente si modificherà, poiché tutti questi laboratori creeranno delle esperienze che arricchiranno sempre di più la piattaforma”.

– Giulia Ronchi

www.korean-pavilion.or.kr
http://solstizio.org/ 

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AutoriGiuseppe Stampone, Maria Crispal
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.