Avviati i lavori di restauro della Cappella della Madonna di Vitaleta, perla della Val d’Orcia

Situata nei pressi di San Quirico d’Orcia, in Toscana, questo affascinante luogo di devozione rientra nel patrimonio UNESCO ed è dedicato alla Madonna che, secondo la leggenda, apparve qui a una pastorella. Ecco in cosa consisterà il restauro e quando potremo tornare a visitarlo.

Cappella della Madonna di Vitaleta, San Quirico d’Orcia
Cappella della Madonna di Vitaleta, San Quirico d’Orcia

Sono iniziati i lavori di restauro della Cappella della Madonna di Vitaleta, inclusa nel territorio dell’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino. Questo piccolo e prezioso gioiello, incastonato tra due filari di cipressi e sperduto tra i campi della Val d’Orcia, è diventato nel tempo il protagonista di uno dei paesaggi più conosciuti e fotografati di sempre, tanto da aggiudicarsi il titolo di patrimonio UNESCO. La Cappella della Madonna di Vitaleta è oggi di proprietà dell’Ingegner Pasquale Forte, imprenditore lungimirante che a metà degli anni ’90 ha dato vita a Podere Forte, azienda biologica e biodinamica improntata su un attento recupero della tradizione contadina e vitivinicola locale. Il restauro conservativo appena avviato, eseguito sotto la tutela delle Belle Arti, ha come scopo quello di preservare e valorizzare l’edificio sacro, in vista di un rilancio della stagione turistica e dei nuovi visitatori.

Cappella della Madonna di Vitaleta, San Quirico d’Orcia
Cappella della Madonna di Vitaleta, San Quirico d’Orcia

LA LEGGENDA DELLA CAPPELLA DELLA MADONNA DI VITALETA

La Cappella della Madonna di Vitaleta (dalla struttura tardo-rinascimentale, ricordata per la prima volta in un documento del 1590) è legata a una antica leggenda, la quale narra che, nel punto esatto in cui sorge la chiesa, la Madonna sia apparsa a una pastorella, suggerendole di invitare i fedeli a recarsi in una bottega di Firenze dove avrebbero trovato la statua da porre all’interno della chiesa. L’opera in questione è la scultura della Vergine di Andrea della Robbia, posta all’interno della Cappella a partire dal 1553. A causa di una grave siccità che colpì la zona nel 1779, la Madonna venne trasferita nel centro di San Quirico d’Orcia, nell’omonima chiesa della Madonna di Vitaleta.

Cappella della Madonna di Vitaleta, San Quirico d’Orcia
Cappella della Madonna di Vitaleta, San Quirico d’Orcia

CAPPELLA DELLA MADONNA DI VITALETA: IL RESTAURO

Nel 1861, per una serie di scosse sismiche, la Cappella subì un progressivo abbandono fino a quando, nel 1884, fu riprogettata, sia internamente che esternamente, dall’architetto senese Giuseppe Partini. Il culto della Madonna si sviluppò talmente tanto che fu indetta, ogni prima domenica di settembre, una festa in suo onore. “L’intervento di restauro, di tipo conservativo, vuole ridare nuova anima a questo luogo ineguagliabile e così poetico, affinché possa essere di nuovo accessibile, in condizioni di massima sicurezza, a chi vorrà visitarla e a chi vorrà sceglierla per coronare il proprio sogno d’amore”, spiegano gli organizzatori. “Un progetto di intervento sia esterno che interno nel rispetto della semplicità che la contraddistingue”.

CAPPELLA DELLA MADONNA DI VITALETA: LA RIAPERTURA

Si stima che i restauri volgano al termine per il prossimo maggio, salvo ritardi, in concomitanza della bella stagione. Per incentivare la ripresa del turismo, inoltre, è in corso la realizzazione del Ristoro Vitaleta, luogo di incontro gourmet che proporrà e valorizzerà le eccellenze di Podere Forte, prodotti enogastronomici locali, biologici e biodinamici, altamente selezionati.

– Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.