A Roma Termini la storica cabina di controllo dei treni diventerà un centro culturale. Il progetto

Nell’edificio in stile razionalista saranno aperti spazi per mostre, incontri, conferenze ed eventi, mentre il piano sotterraneo custodirà il grande archivio della fondazione delle Ferrovie Italiane. Lo spazio culturale potrà accogliere i cittadini della Capitale e i viaggiatori di passaggio

Rendering del progetto Cabina ACE di Roma Termini - vista esterna
Rendering del progetto Cabina ACE di Roma Termini - vista esterna

Preservare la storia della tecnica e della mobilità italiana e al contempo mettere un nuovo spazio culturale al servizio della cittadinanza: è il progetto annunciato da Fondazione Fs Italiane, che raccoglie la memoria storica delle Ferrovie Italiane. Nell’attuale Cabina ACEI (ovvero Apparato Centrale Elettrico a Itinerari) di Roma Termini sorgerà luogo in cui sarà possibile consultare gli archivi della fondazione, visitare mostre, partecipare a eventi e conferenze. Il cantiere è già avviato (inclusa la cancellazione dei graffiti dell’ormai celebre GECO…), anche se non si hanno al momento notizie sulla data di inaugurazione.

LA CABINA ACEI DI ROMA TERMINI

Si tratterà, insomma, di un grande lavoro di riqualificazione che coinvolgerà la Cabina ACEI di Roma Termini, considerata uno dei più begli esempi di architettura razionalista italiana intercalata in un contesto ferroviario. La struttura, infatti, è stata costruita nel 1938 su progetto dell’architetto Angiolo Mazzoni, nell’ottica di un generale riordino dell’apparato ferroviario statale voluto da Benito Mussolini, allora al potere. Collocata su via Giovanni Giolitti nei pressi della chiesa di Santa Bibiana (uno dei primissimi progetti di Gian Lorenzo Bernini), è una costruzione in cemento armato alta circa 20 metri e divisa in quattro piani e straordinariamente rivestita in travertino. È rimasta in servizio fino al 1989, quando la sua funzione fu sostituita da impianti tecnologicamente più avanzati. Al suo interno si trovano tre banchi di manovra a due ordini di leve (730 leve in tutto), il sistema che veniva impiegato per regolare il traffico ferroviario e che sarà integrato nel percorso di visita del nuovo centro culturale. Dalla stessa stanza, si potrà osservare tutta la ferrovia sottostante attraverso la vetrata unica concepita dall’architetto Mazzoni. Un tempo Ferrovie immaginava per questo luogo una destinazione a pubblico esercizio: si tratterebbe di uno dei ristoranti più spettacolari della città senza dubbio ma per ora non sembra previsto nulla del genere nel progetto in corso di realizzazione.

Rendering del progetto Cabina ACE di Roma Termini - biblioteca archivio
Rendering del progetto Cabina ACE di Roma Termini – biblioteca archivio

IL NUOVO CENTRO CULTURALE DELLA CABINA ACEI DI ROMA TERMINI

Cuore delle attività culturali sarà la Sala Polivalente, destinata a incontri, conferenze ed eventi, oggetto di una riqualificazione che manterrà intatti e visibili gli elementi architettonici dell’epoca. Nel bunker sotterraneo (costruito negli anni ’40 in previsione dei bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale) sarà predisposto un grande open space contenente l’archivio centrale della Fondazione Ferrovie dello Stato, con postazioni di studio situate al posto degli ex locali tecnici: qui troveranno sede definitiva gli archivi dei vecchi servizi dell’Azienda Autonoma FS, del Servizio Lavori e Costruzioni, del Servizio impianti elettrici, ovvero tutta la grande quantità di dati che caratterizzava l’infrastruttura e il movimento dell’azienda. Si tratterà di un archivio aperto al pubblico e fruibile attraverso una modalità innovativa, dotato di strumenti digitali e multimediali. Il foyer di ingresso sarà costituito da un lungo corridoio con pareti adornate da stampe e immagini che ricorderanno la storia dell’Italia, e sarà presumibilmente utilizzato come ingresso per le mostre. “La Fondazione FS offrirà alla città di Roma, ai visitatori e ai tanti viaggiatori in partenza un’attrattiva che unisce in sé la storia, la tecnica e l’esercizio del più grande nodo ferroviario d’Italia, Roma Termini”, afferma l’ingegnere Luigi Francesco Cantamessa Armati, direttore della Fondazione FS Italiane. Ecco alcune immagini di come sarà il progetto una volta conclusi i lavori senza dimenticare che a pochi metri la città di Roma si doterà dell’altro spazio poli culturale dell’ex Zecca il cui progetto architettonico è stato recentemente assegnato tramite concorso. Che sia il definitivo rilancio per il Rione Esquilino?

-Giulia Ronchi

www.fondazionefs.it

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.