L’anfiteatro del Vittoriale degli Italiani completato dopo 90 anni seguendo il progetto originale

Fu l’architetto Gian Carlo Maroni a disegnare il progetto ispirato all’antico anfiteatro romano di Pompei e ad avviare i lavori negli anni ’30. A distanza di quasi un secolo il “Parlaggio”, come lo chiamava D’Annunzio, è stato concluso.

Il Parlaggio, l'anfiteatro del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera
Il Parlaggio, l'anfiteatro del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera

Ci è voluto quasi un secolo per portare a compimento il progetto voluto da Gabriele D’Annunzio per l’anfiteatro posto all’interno del Vittoriale degli Italiani, la megalomane residenza di Gardone Riviera – provincia di Brescia – in cui tutt’ora è sepolto. “Una conca marmorea sotto le stelle” come lui stesso chiamava la struttura preposta a diventare il palcoscenico ideale su cui rappresentare i propri spettacoli. La sua progettazione risale al 1931, quando l’architetto del vittoriale, Gian Carlo Maroni, fu spedito a Pompei per studiare l’anfiteatro romano più antico al mondo, al quale avrebbe dovuto ispirarsi per la realizzazione di quello di D’Annunzio. Tuttavia, la costruzione del “Parlaggio” – posto in un punto panoramico da cui si scorgono l’Isola del Garda, il Monte Baldo, la penisola di Sirmione e la suggestiva Rocca di Manerba – non fu completata, a causa della morte del poeta nel ’38 e del sopraggiungere della guerra.

Il Parlaggio, l'anfiteatro del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera
Il Parlaggio, l’anfiteatro del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera

IL COMPLETAMENTO DEL “PARLAGGIO”, L’ANFITEATRO DEL VITTORIALE

I lavori avviati negli anni Trenta finirono nel ’53 grazie agli architetti Mario Moretti e Italo Maroni per volontà della Fondazione Il Vittoriale; da allora, si tennero concerti e spettacoli in questa suggestiva cornice. Un elemento, però, era rimasto incompiuto: le gradinate e la platea, lasciate in cemento. Il recente intervento ha permesso di rivestire le strutture in marmo rosso di Verona, secondo la volontà del poeta espressa in origine e del suo architetto di riferimento. Un’opera portata a termine tramite collaborazione tra pubblico e privato: il finanziamento di 500 mila euro stanziato dalla Regione Lombardia si è unito al prestito a tasso zero della Banca La Valsabbina, mentre il resto è stato saldato direttamente dal Vittoriale. “Il completamento dell’anfiteatro è un intervento di cui andare fieri. Nei fatti rappresenta una notevole conquista dal punto di vista storico e architettonico, estetico e museale, che arricchisce l’immenso patrimonio culturale lombardo“, ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana durante l’inaugurazione, come riportato dall’ANSA. “Il Vittoriale è un punto di riferimento non solo per i turisti italiani, ma anche una meta ambita e particolarmente apprezzata da visitatori che giungono da ogni parte del mondo per ammirarlo. Sono certo che con il ritorno alla normalità anche questo luogo tornerà a essere frequentato come prima del lockdown”. L’inaugurazione, precedentemente prevista per il 12 marzo – data del compleanno di D’Annunzio – è stata poi rimandata a causa dell’emergenza. Il completamento dell’anfiteatro segna una tappa importante all’interno del progetto Riconquista, il piano di restauro e riqualifica degli spazi del Vittoriale voluto dal Presidente Giordano Bruno Guerri, che riporterà la dimora del Vate interamente accessibile al pubblico entro il centenario dalla fondazione, nel 2021.

– Giulia Ronchi

www.vittoriale.it

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.