Xu Tiantian e DnA_Design and Architecture

Sinergia, sostenibilità e apertura al dialogo sono alcune linee guida dell’approccio architettonico di Xu Tiantian, vincitrice del Moira Gemmill Prize for Emerging Architecture 2019.

DnA, Pine Pavilion, Huangyu. Photo © Wang Ziling
DnA, Pine Pavilion, Huangyu. Photo © Wang Ziling

Con megalopoli che crescono migliaia di kmq l’anno, centinaia di new town e grattacieli super-tall eretti in pochi mesi, l’immenso cantiere della Cina contemporanea avanza senza sosta, spazzando via tessuti consolidati, svuotando distretti rurali e trasformando villaggi in sovraffollate periferie. È fra le comunità travolte da questa urbanizzazione senza precedenti, in cerca di identità culturale e legami sociali, che Xu Tiantian (Fujian, 1975) opera con il suo studio DnA_Design and Architecture. Unendo gli studi in urbanistica a Harvard e l’esperienza da OMA con un innato senso dei luoghi, la progettista elabora un peculiare approccio in cui “contesto, programma e loro interazione costituiscono il Dna di architetture promotrici dello sviluppo delle comunità”.
Chiamata a intervenire a Songzhuang, casa nella periferia di Pechino della più grande colonia artistica del Paese, Xu vede nella domanda di spazi di lavoro e di esposizione la possibilità di arricchire la vita di relazione della comunità. Così l’Art Center, con le sue gallerie in mattoni locali sospese su una piazza coperta, è insieme forum per l’arte e luogo d’incontro fra artisti e abitanti, mentre i giochi di pieni e vuoti dello Xiaopu Culture Center e dell’Artist Commune creano una continua connessione fra passanti, visitatori e creativi al lavoro. Sensibili e inclusive, le architetture (non solo) per l’arte di Songzhuang fanno apprezzare il talento della progettista che, appena 30enne, riceve da Ai Weiwei la commissione per l’Ordos Art Museum. Centro culturale e civico di un’incompiuta città ideale nella Mongolia Interna, il museo fa rapidamente il giro del mondo, valendo alla progettista lo Young Architects Award 2008 dell’Architectural League.

DnA, Bamboo Pavilion, Damushan Tea Plantation. Photo © Wang Ziling
DnA, Bamboo Pavilion, Damushan Tea Plantation. Photo © Wang Ziling

CULTURA E NATURA

Nel 2014 l’approccio di DnA si traduce in una “strategia agopunturale” per la riattivazione economica e sociale della spopolata contea rurale di Songyang. Valorizzando il patrimonio culturale e naturale della regione, l’architetto realizza strutture dai programmi multifunzionali ad hoc per ogni villaggio: dal padiglione di Damushan per il riposo dei raccoglitori di tè e le soste dei visitatori, al ponte sul fiume Songyin trasformato in piazza panoramica, fino alla raffineria di zucchero di canna che, come un “museo vivente” di Xing, mette in scena il lavoro e ospita mostre ed eventi. Selezionato alla Biennale Architettura 2018 per il suo “spirito di generosità”, il piano regala alla sua autrice la vittoria del Moira Gemmill Prize for Emerging Architecture 2019.
Con un totale di tredici interventi realizzati e altri tre in consegna, Xu programma ora un salto di scala: “L’idea è di mettere in rete tutti i villaggi”, racconta ad Artribune, “creando un’economia circolare fra le aziende e i laboratori locali e un circuito per il turismo culturale e il tempo libero”. Una sinergia i cui esiti potranno riflettersi ben oltre i confini regionali: “La rinascita della regione rurale, già iniziata a Songyang, non solo incentiverà il ritorno di chi è emigrato in città, ma attrarrà anche nuovi residenti, alleviando le sfide sociali delle aree urbane”.

Marta Atzeni

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #49

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Marta Atzeni
Interessata alle intersezioni fra l'architettura e le arti, si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre con una tesi teorica sui contemporanei sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti. Collabora con l’AIAC nell’organizzazione di eventi, mostre e workshop; è parte del network di GVultaggio Architecure & Design.