La tecnologia e il movimento nel padiglione degli USA per l’EXPO 2020 a Dubai

Sostenibilità, tecnologia e mobilità sono le caratteristiche del padiglione cilindrico che rappresenterà gli USA nell’EXPO 2020 Dubai

USA. What moves you. The spirit of mobility, Pavilion, Night, pavilion2020.org
USA. What moves you. The spirit of mobility, Pavilion, Night, pavilion2020.org

Lo scorso novembre la Pavilion USA 2020, la partnership responsabile del padiglione nazionale degli Stati Uniti, ha presentato a Dubai il padiglione, dal tema What moves you? The spirit of mobility, che rappresenterà la nazione nell’EXPO 2020, l’esposizione internazionale che si terrà nella città degli Emirati Arabi Uniti dal 20 ottobre 2020 al 10 aprile 2021. Il progetto architettonico è dell’architetto americano Curtis W. Fentress, FAIA, RIBA, mentre la progettazione multimediale e immersiva è affidata allo studio di design con sede a Detroit, George P. Johnson Experiential Marketing. Tra gli sponsor che hanno finanziato il padiglione troviamo PepsiCo che conferma la sua presenza dopo le Expos di Milano e Shanghai, offrendo ai visitatori bevande e snack, e che sarà anche Official Beverage and Snack Partner per Expo 2020 Dubai. A conclusione dell’evento Pavilion USA 2020 ha annunciato la partnership ufficiale con Virgin Hyperloop One, con sede in California, che nel padiglione degli Stati Uniti mostrerà in anteprima l’esperienza di guida Hyperloop. Pavilion USA 2020 è un consorzio di importanti società statunitensi provenienti dal mondo accademico, della comunicazione, della diplomazia, della gestione finanziaria, e della raccolta fondi che si sono riunite per finanziare, progettare, costruire e gestire il padiglione USA per l’esposizione. “Questo padiglione è un palcoscenico per la nostra nazione dove mostrare i nostri migliori risultati culturali e commerciali”, affermano Frederick M. Bush, presidente, e Gregory D. Houston, CEO, di Pavilion USA 2020. “Siamo impegnati nella gestione prudente e responsabile di un padiglione che coinvolge il mondo nell’incredibile diversità e nelle innovazioni che definiscono gli Stati Uniti d’America”.

IL PROGETTO

Il padiglione presenta una forma circolare con una rampa lungo la circonferenza che è essa stessa uno spazio espositivo, e consente di accedere alla terrazza. La superficie esterna del cilindro è costituita da schermi su cui verranno proiettati dei video. “Oggi guardiamo a un Expo legato a mobilità, movimento, viaggi, sostenibilità”, afferma Curtis W. Fentress. “Abbiamo progettato questo edificio dalla forma circolare con pendenze modellate per suggerire una sensazione di movimento allo spettatore”. Da quello che emerge dai render all’interno il visitatore potrà vedere la “fiera dell’alta tecnologia”: macchine, aerei, maxi schermi, strumenti utilizzati dagli astronauti e l’Hyperloop, tutto percorrendo la rampa. Il riferimento al Guggenheim Museum sembra chiaro ma non dichiarato. Il progetto architettonico è studiato in modo che tutto risulti coeso e che sia graduale l’esperienza del pubblico. Ciò che viene esposto “mette in mostra tutte le cose che stiamo facendo in America: lo sviluppo di tecnologie e concetti che ci porteranno avanti in futuro ” afferma l’architetto americano. Domandandoci cosa gli USA avrebbero presentato in una fiera internazionale se non avessero avuto la NASA e la tecnologia, unici elementi presenti nei render del padiglione e considerati rappresentativi non solo del movimento inteso come innovazione e crescita, ma anche di un paese in un momento di shutdown, vi proponiamo le immagini dei render.

Ilaria Bulgarelli

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Ilaria Bulgarelli
Ilaria Bulgarelli (Roma, 1981) ha studiato presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, conseguendo la laurea triennale in Ingegneria Edile, poi presso “Sapienza Università di Roma”, per terminare i suoi studi con la laurea specialistica in Architettura. Un mix di studi scientifici e creativi che si vanno a fondere con la sua passione per l’arte. Sarà proprio questa passione a condurla verso l’arte contemporanea frequentando il Master of Art della LUISS Creative Business Center. Una formazione che le permette di curare mostre dal progetto curatoriale all’allestimento, collaborando così con artisti di arte contemporanea. È uno stage presso la redazione di “Rai Arte” e una collaborazione con l’ufficio stampa di MondoMostre, a portarla verso la comunicazione e il giornalismo.