Kubrick, Adjaye e Marte: le mostre del London Design Museum per il 2019

Tre le mostre principali, molto diverse tra loro, sono le proposte dal Design Museum di Londra per la stagione espositiva 2019 – 2020: l’incontro di un grande regista con il design, la riflessione di un famoso architetto sul tema della memoria e esperimenti di vita su Marte.

National Cathedral of Ghana by Adjaye Associates
National Cathedral of Ghana by Adjaye Associates

Il Design Museum di Londra, recentemente nominato Museo Europeo dell’Anno 2018, annuncia il suo prossimo programma espositivo. Dopo aver aperto le porte nel 2016, nella nuova strepitosa location di High Street Kensington – ripensata da John Pawson internamente, da Oma con Allies e Morrison esternamente – l’istituzione si è contraddistinta per l’approccio crossmediale e trasversale al tema del design, proponendo mostre su moda, motori, oggetti, figure chiave, architettura, grafica e illustrazione. Vediamo, nello specifico, cosa ha in serbo per il prossimo biennio.

-Giulia Mura

https://designmuseum.org

1. STANLEY KUBRICK: THE EXHIBITION

A Clockwork Orange, directed by Stanley Kubrick (1970-71; GB/United States). Alex DeLarge (Malcolm McDowell) in the Korova Milkbar. Still image. © Warner Bros. Entertainment Inc.

Una mostra, sponsorizzata dal colosso dell’editoria Taschen, che indaga la relazione tra Stanley Kubrick, uno dei più grandi e visionari registi del ventesimo secolo, e il design del Regno Unito, Paese dove trascorse la maggior parte del suo tempo a vivere e lavorare. Stanley Kubrick, infatti, è stato molto inventivo nell’introdurre dispositivi rivoluzionari nel suo racconto cinematografico, come l’obiettivo della fotocamera progettato dalla NASA per sparare a lume di candela. Il fascino per tutti gli aspetti del design e dell’architettura ha influenzato ogni fase dei suoi film, motivo per cui ha lavorato con alcuni tra i designer chiave della sua generazione, da Hardy Amies a Saul Bass, Eliot Noyes e Ken Adam. Grazie al Design Museum, per la prima volta nel Regno Unito, il pubblico vedrà tesori dall’archivio di Kubrick e del suo mondo.

Dal 26 aprile 2019 al 17 settembre 2019

2. DAVID ADJAYE: MAKING MEMORY

Washington, Smithsonian Institution – National Museum of African American History and Culture (NMAAHC) © Alan Karchmer

Architetto ghanese naturalizzato britannico, classe ’66, Sir David Adjaye è considerato tra i più brillanti progettisti della sua generazione. Presenta qui, al Design Museum, una mostra sul tema dei monumenti e della memoria, nonché sulla forma che essi assumono oggi, come strumenti per commemorare i nostri trionfi e fallimenti: una riflessione profonda sul modo in cui l’architettura è utilizzata come dispositivo narrativo. La mostra si concentra su sette edifici di Adjaye – tra cui il Museo Nazionale Smithsonian di storia e cultura afroamericana a Washington D.C. e la Cattedrale Nazionale del Ghana – per esplorare il ruolo del monumento nel suo lavoro, sia come processo di progettazione che come modo di creare memoria.

Dal 2 febbraio 2019 al 05 maggio 2019

3. MOVING TO MARS

Mars Habitat by Foster + Partners

Portare gli umani su Marte sta diventando una delle grandi sfide del nostro tempo. Il pianeta rosso contiene, infatti, il potenziale dell’insediamento umano per la vita dopo la Terra, cosa che lo rende una nuova frontiera non solo per la scienza ma anche per il design. La mostra – pensata come esperienza coinvolgente per i visitatori – si incentrata sulle sfide progettuali che portano gli esseri umani su Marte: dalle navicelle spaziali per il viaggio di otto mesi agli habitat in cui le persone vivranno, dal cibo agli strumenti agli indumenti. Tre le fasi della vita su Marte esplorate dalla ricostruzione: come arrivare, come sopravvivere e come prosperare. In mostra, non solo attrezzature spaziali reali e simulazioni del suolo del pianeta, ma inedite sperimentazioni di designer contemporanei chiamati a risponde alle sfide e ai possibili scenari per un insediamento umano su Marte. Ingresso gratuito.

Dal 16 ottobre 2019 all’1 marzo 2020

4. RIFLETTORI PUNTATI SUL DESIGN

John Pawson, the Design Museum, Londra, ph credit Marta Atzeni

In parallelo il museo propone anche diverse attività espositive focalizzate sul design. È il caso della dodicesima edizione di Beazley Designs of the Year (settembre 2019 – maggio 2020), annuale celebrazione del Design Museum, con i prodotti, i concept e i designer più originali ed entusiasmanti del mondo, strutturata in sei categorie: architettura, digitale, moda, prodotto, grafica e trasporti. Una giuria di alto profilo sceglierà un vincitore per ogni categoria e un vincitore assoluto. Il Design Ventura (novembre 2018 – febbraio 2019) fiore all’occhiello del Design Museum, è gestito dal museo in collaborazione con il programma per i giovani di Deutsche Bank, Born to Be, per sviluppare le capacità di progettazione, impresa e occupabilità degli studenti. Il Designers in Residence (marzo 2019 – febbraio 2020), programma annuale supportato dall’ Arts Council England dedicato a 4 selezionati, offre una piattaforma per celebrare i designer emergenti nelle prime fasi della loro carriera, dando loro tempo e spazio per studiare nuovi modi di sviluppare il proprio lavoro. Il tema per il 2019 sarà annunciato martedì 15 gennaio 2019. E, infine, Designer Maker User – Permanent Display, l’unica collezione del Regno Unito dedicata esclusivamente al design e all’architettura contemporanei, con quasi 1000 oggetti del design del XX e del XXI secolo, visualizzati attraverso la lente del designer, del produttore e dell’utente. Una mostra che indaga sulla forma, la funzione e il significato del mondo che ci circonda.

Dati correlati
AutoriDavid & Peter Adjaye, Stanley Kubrick
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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.