Future Campus Dublino: un centro per il design che diventa landmark per la città

98 team provenienti da 28 paesi. Giochi senza frontiere? No, sono i partecipanti alla prima fase del concorso di progettazione internazionale bandito dall’University College di Dublino per ampliare i propri spazi. Un numero imponente, ridotto, nella seconda fase, a 6 sceltissimi gruppi. E, finalmente, è stato proclamato il vincitore…

UCD MASTERPLAN ENTRY QUAD VIEW © Steven Holl Architects

Il campus principale dell’Università di Dublino, noto come il campus di Belfield, si trova, con i suoi 23,8 ettari, a soli quattro chilometri dal centro città. Fu ideato e progettato nel 1963 dall’architetto polacco Andrzej Wejchert come un sistema aperto a cui poi vennero annessi, nel corso degli Anni Settanta, altri volumi e servizi. Oggi, dopo oltre cinquant’anni, l’Università indice una nuova competition internazionale in due fasi, per la realizzazione dell’Entrance Precinct Masterplan e del Center for Creative Design (CCD). Per la prima fase, si richiedevano gruppi creativi multidisciplinari con skills in architettura, pianificazione generale e dei trasporti, progettazione urbana, paesaggio, sostenibilità e ingegneria. Nella seconda, invece, le équipe selezionate – solo 6, da 98 iniziali – sono state invitate a proporre ulteriori consulenze specifiche, nonché team esecutivi e project manager locali. Tra queste: Diller Scofidio + Renfro (US), John Ronan Architects (US), Steven Holl Architects (US), Studio Libeskind (US), UNStudio (Paesi Bassi) e O’Donnell + Tuomey (Irlanda). Una nutrita giuria, composta da Andrew J Deeks (Jury Chair), Sir David Adjaye, Ann Beha, Joe Berridge, Hugh Campbell, Dermot Desmond, Orla Feely, David P. FitzPatrick, Michael Monaghan, Malcolm Reading (architetto referente del concorso), Sean Mulryan e Dr Paul Thompson, ha selezionato i sei raggruppamenti che hanno avuto accesso alla seconda fase e ad un rimborso di 40.000 euro. Riunitasi per intervistare i candidati ha selezionato il team guidato da Steven Holl Architects – affiancato dagli architetti locali Kavanagh Tuite Architects, gli analisti americani Brightspot Strategy, gli ingegneri strutturali Arup, i paesaggisti e urbanisti HarrisonStevens e gli ingegneri ambientali Transsolar – come vincitore della competizione. Strategici gli obiettivi del bando: dare all’Università visibilità come luogo dinamico di apprendimento e ricerca internazionale; creare un ambiente che promuova un forte senso di comunità ispirando studenti, docenti, visitatori e innovatori; rendere la creatività, l’innovazione e la sostenibilità centrali nell’identità di UCD; raggiungere l’efficienza energetica, facendo scelte progettuali che incorporino tecnologie ecologiche rispettando l’ambiente naturale e la biodiversità del campus. Insomma, rendere l’UCD un punto di riferimento per Dublino e non solo, puntando sul rafforzamento dei collegamenti – viari e infrastrutturali – tra il campus e la città circostante. Ripercorriamo l’iter con concorso analizzando i sei progetti finalisti, a partire da quello decretato vincitore.

–       Giulia Mura

www.malcolmreading.com

1. STEVEN HOLL ARCHITECTS – VINCITORE

Entrance Precint Masterplan © Steven Holl Architects / Malcolm Reading Consultants

L’idea chiave nasce dalla storia e dalla qualità di questo luogo, proiettandolo verso il futuro con la creazione di spazi stimolanti per il più alto livello di istruzione. La strategia messa in atto è stata quella di progettare uno nuovo Centro per il Design dalle forme iconiche, un portale di accesso per un sistema di sette nuove corti di verde pubblico. Il CCD infatti, definito da una piazza e uno specchio d’acqua riflettente, è costituito da forme prismatiche ispirate al Giant’s Causeway, un affioramento roccioso naturale situato sulla costa nord-est irlandese, patrimonio UNESCO. L’edificio gode di un abbondante utilizzo di illuminazione naturale, resa disponibile da due strutture verticali inclinate a 23°, come l’angolo di inclinazione assiale della Terra. Il simbolo dell’University College Dublin – la Torre d’acqua dodecaedrica – è stata invece ripresa per la forma dell’auditorium. Nell’organizzazione del masterplan, i progettisti hanno evidenziato un asse pedonale, parallelo a quello già presente, che crea una distribuzione planimetrica ad H rivestita da tettoie, raddoppiando la superficie dedicata ai connettori solari sull’area. Per Hugh CampbellProfessor of Architecture at University College Dublin e membro della giuria – “la proposta di Holl ha vinto poiché combina la forma sorprendente del Centre for Creative Design con un masterplan chiaro e solido”.

2. DILLER SCOFIDIO + RENFRO

Masterplan from North © Diller Scofidio + Renfro / Malcolm Reading Consultants

Obiettivo: accrescere l’impostazione bucolica esistente per creare un intreccio dinamico tra edifici e natura. Le passeggiate sono collegate per formare un parco pubblico intorno al campus, ad indicare lo “spostamento” di UCD da campus di percorsi lineari ad uno di aggregazione. Situato alla base della piazza centrale, il CCD unisce le strutture per la scuola di architettura e ingegneria in una spirale, raccordate da un ampio tetto in legno che, iniziando come uno spazio aperto protetto, finisce come quinta scenica che si affaccia sull’ingresso principale con vista sulla Baia di Dublino. Il team era composto da Scott Tallon Walker Architects, Sasaki Associates, GROSS. MAX., Arup, Atelier Ten, IN2 Engineering Design Partnership, Linesight, Michael Slattery Associates and i3PT.

3. STUDIO LIBESKIND

Centre for Creative Design © Studio Libeskind / Malcolm Reading Consultants

La proposta di Studio Libeskind prevede due concept intrecciati. I percorsi pubblici – ispirati a motivi letterari, compreso Ulisse di J. Joyce – creano, con lo spazio verde, un nuovo paesaggio ricco di aree boschive e giardini che danno luogo a complessi architettonici: ognuno di essi presenta un cortile centrale che ne definisce il linguaggio. Situato al centro tra il vecchio e il nuovo campus, il Center for Creative Design è il punto focale del masterplan. La sua struttura scultorea funge da gateway per il campus, mentre fioriere terrazzate forniscono ombra. All’interno del Centro, gli spazi di lavoro sono simili a loft, aperti e flessibili. Facevano parte del team anche BDP, !melk, NRB, Dcon, Arup, Brock McClure Consultants, O’Herlihy Access Consultancy, JGA and i3PT

4. UNSTUDIO

Welcome Plaza © UNStudio / Malcolm Reading Consultants

Re-immaginando il Future Campus come un “marketplace per l’innovazione”, programmato con una serie di aree flessibili che si trasformano in destinazioni culturali e commerciali, il campus proposto da Unstudio diventa uno spazio verde che invita studenti, docenti e Dublino a imparare, collaborare e creare. Situato vicino all’ingresso, Il Center of Creative Design funge da punto focale, nuova origine di molte delle strade principali. Articolato come una piattaforma modulare, genera una connessione con il suo volume che, grazie alla sua morfologia e agli interni vivaci, diventa davvero il cuore del Future Campus. La proposta è stata sviluppata insieme a con MOLA Architecture, Arup, REDscape Landscape & Urbanism, fwdesign, Maurice Johnson & Partners and i3PT.

5. JOHN RONAN ARCHITECTS

Entrance Precinct Masterplan © John Ronan Architects / Malcolm Reading Consultants

Un progetto che stabilisce un’esperienza del campus favorevole alle persone, grazie ad un nuovo ingresso carrabile che consente di trasformare il ponte stradale esistente in un viale pedonale alberato. Definito una “vetrina per l’innovazione”, il Centro, di dieci piani, può essere visto da tutti i lati e da grandi distanze. Le terrazze panoramiche e i Winter Gardens estendono verticalmente la passerella del bosco fornendo agli utenti una connessione continua con la natura. Gli spazi di apprendimento simili a loft conferiscono al CCD un carattere sofisticato e tecnologico. Il raggruppamento includeva RKD Architects, CLUAA, BSM Landscape, Michael Boucher Landscape Architecture, Arup, Transsolar and Pritchard Themis.

6. O’DONNEL + TUOMEY

Centre for Creative Design © O’Donnell + Tuomey / Malcolm Reading Consultants

Il masterplan reinventa l’UCD come un campus ecologico, una comunità universitaria impegnata con il suo contesto e in dialogo con il resto del mondo, collegando il nucleo del campus all’entrata principale, attraverso una sequenza urbana di terrazze paesaggistiche. Il Centro per il Design è una struttura fluttuante e asimmetrica, di vetro e cemento, con una facciata-involucro ad alta efficienza energetica: durante il giorno, è traslucida, di notte una lanterna. La vita negli atelier è in mostra, con giardini pensili che offrono spazio per la socialità. La proposta è stata elaborata con Allies and Morrison, Arup, Hargreaves Associates, Superposition, Plattenbau Studio, Phil Jones Associates, Max Fordham, MLM Group, Dermot Foley Landscape Architects and Horganlynch.

 

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.