Women in Architecture Awards: premiate le architette Sandra Barclay e Gloria Cabral

Nel mese in cui ricorre la Giornata Internazionale delle Donne, The Architectural Review e The Architects’ Journal celebrano con i Women in Architecture Awards 2018 l’eccellenza femminile nella progettazione

Gabinete de Arquitectura, Faculty of Architecture, Design and Art (FADA), Asunción © Federico Cairoli
Gabinete de Arquitectura, Faculty of Architecture, Design and Art (FADA), Asunción © Federico Cairoli

Da quando Alejandro Aravena ne ha fatto uno dei fronti della sua Biennale, l’America Latina è entrata a pieno titolo nel panorama architettonico internazionale. Confermano questa tendenza gli annuali Women in Architecture Awards che, dopo le messicane Gabriela Carrillo e Rozana Montiel, nel 2018 raggiungono il Sud America. Promossi dalle riviste britanniche The Architectural Review e The Architects’ Journal, i riconoscimenti che dal 2012 celebrano l’eccellenza femminile nella progettazione mondiale hanno premiato la maestria nel combinare materiali, tecniche e contesto della peruviana Sandra Barclay (1967) e della paraguaiana d’adozione Gloria Cabral (1982).

Barclay & Crousse, Museo de Sito de Paracas © Jean Pierre Crousse
Barclay & Crousse, Museo de Sito de Paracas © Jean Pierre Crousse

SANDRA BARCLAY È ARCHITECT OF THE YEAR

Alla co-fondatrice dello studio Barclay & Crousse di base a Lima, il titolo di Architect of the Year per il nuovo Museo de Sito de Paracas. Situato sulle rovine dell’originaria struttura museale distrutta dal terremoto che nel 2007 colpì la regione, il complesso è caratterizzato da imponenti camini di vento che regolano ventilazione, raffreddamento e illuminazione degli spazi espositivi. Un compatto blocco rossastro in cemento pozzolanico, sapientemente integrato al paesaggio di dune in cui è immerso e al contempo protetto dal suo torrido e ventoso clima. “Senza controllo sul sito e con risorse limitate, gli architetti hanno risposto all’assenza di contesto con un progetto solido e semplice, ma potente” ha commentato la giuria. Un meritato riconoscimento alla venticinquennale carriera di Barclay, autrice di pluripremiati interventi in Perù e Francia, educatrice e curatrice del padiglione peruviano proprio alla Biennale diretta da Aravena nel 2016.

Gabinete de Arquitectura, Fundación TEXO, Asunción © Federico Cairoli
Gabinete de Arquitectura, Fundación TEXO, Asunción © Federico Cairoli

MOIRA GEMMILL PRIZE FOR EMERGING ARCHITECTURE

E sempre la quindicesima edizione della kermesse veneziana ha visto protagonista Gloria Cabral, vincitrice del 2018 Moira Gemmill Prize per i talenti emergenti under 45. Nata a San Paolo e cresciuta a Asunción, la progettista è partner dal 2013 di Gabinete de Arquitectura, con cui ha conquistato il Leone d’oro 2016. Assemblata in appena cinque giorni nel Padiglione Centrale ai Giardini, Breaking the Siege era una grande volta in mattoni crudi prefabbricati e cemento. Un sistema costruttivo efficace ma elementare, alla base di numerosi progetti dello studio, come il Teletón Children’s Rehabilitation Centre, di cui Cabral è stata responsabile, e la sede della Facoltà di Architettura Design e Arte dell’Università di Asuncion. “Al di là della sua profonda comprensione dei materiali e della costruzione – ha sottolineato la giuria – Cabral dimostra un sensibile apprezzamento per la vita e l’uso degli edifici che disegna. Il suo impegno è straordinario e la sua passione è contagiosa”. Combinando materiali locali a tecniche facilmente riproducibili, gli interventi di Gabinete de Arquitectura diventano infatti un motore di cambiamento sociale a tutti accessibile.

DONNE E ARCHITETTURA

Giunti alla settima edizione, i Women in Architecture Awards sono parte di una più estesa campagna di indagini ed eventi annuali dedicata da AR e AJ alla celebrazione e diffusione del contributo, spesso sommerso, delle donne alla professione. A questa, si sono negli anni affiancati altri riconoscimenti, come l’arcVision Prize – Women and Architecture, premio internazionale per il sociale promosso da Italcementi, e campagne online, fra cui i recenti siti Pioneering Women of American Architecture e, in Italia, Architette, al quale dedicheremo un prossimo approfondimento. In un anno che vede Yvonne Farrell e Shelley McNamaraGrafton Architects curare la 16. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, Frida Escobedo progettare il Serpentine Pavilion di Londra e Carme Pinós l’MPavilion di Melbourne qualcosa sembra – finalmente – iniziare a cambiare.

– Marta Atzeni

www.barclaycrousse.com
www.gabdearq.com

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Marta Atzeni
Interessata alle intersezioni fra l'architettura e le arti, si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre con una tesi teorica sui contemporanei sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti. Collabora con l’AIAC nell’organizzazione di eventi, mostre e workshop; è parte del network di GVultaggio Architecure & Design.