La ex area di Expo Milano 2015 diventerà un Parco della Scienza e dell’Innovazione. Firma Ratti

Il gruppo costituito dalla società di real estate Lendlease e dallo studio Carlo Ratti Associati si è aggiudicato il concorso internazionale per la trasformazione del sito in cui si è svolto il grande evento.

Rendering a cura dello studio Arch 018
Rendering a cura dello studio Arch 018

Si punta al 2021 per l’ultimazione dei lavori che porteranno alla nascita del Parco della Scienza, del Sapere e dell’Innovazione a Milano. Si sono sciolti nei giorni scorsi – con l’assegnazione al raggruppamento formato dal gruppo australiano di real estate Lendlease, dallo studio di design e innovazione Carlo Ratti Associati (CRA), dallo studio di paesaggistica Land Italia, dai consulenti di PricewaterhouseCoopers per gli aspetti finanziari e di Systematica per la mobilità – i primi dubbi sul futuro dell’area di oltre un milione di metri quadrati, occupata per sei mesi dal padiglione di Expo Milano 2015. Il masterplan con cui il team ha preso parte al concorso, lanciato nel gennaio 2017, è stato riconosciuto vincitore da Arexpo, la società a prevalente capitale pubblico proprietaria dell’area nella zona nord-ovest di Milano. Uffici, centri di ricerca, facoltà universitarie, aree per l’agricoltura urbana, spazi culturali e residenze definiscono il programma funzionale del prossimo “hub dell’innovazione”, all’interno del quale sarà possibile spostarsi con veicoli a guida autonoma.

IL DECUMANO DIVENTA L’ASSE DEL PARCO

Questo “programma di innovazione urbanistica e tecnologica” doterà la città di Milano di una grande area verde, destinata a divenire una delle più estese a livello europeo. Inglobando lo schema strutturale distintivo di Expo 2015, concepito, come noto, seguendo il tradizionale impianto urbanistico d’epoca romana, il masterplan prevede lo sviluppo di un parco lineare di oltre 1500 metri di lunghezza nell’asse del Decumano. Nel Parco, inoltre, dovrebbe prendere forma il “primo quartiere al mondo progettato per veicoli a guida autonoma”; saranno inclusi anche quattro chilometri di piste ciclabili. Tra gli aspetti chiave del piano rientra il cosiddetto Common ground: intanto definito come “uno spazio a livello strada alto due piani, che si snoda attraverso tutte le aree del masterplan”, si fonda sull’alternanza di piazze e aree pedonali, orti e giardini, negozi, laboratori ed edifici a corte nell’intero sito. “Il progetto darà forma a una città”, ha anticipato Antonio Atripaldi, Project lead, CRA, “che sa essere allo stesso tempo un polo scientifico di respiro europeo e un quartiere centrato sui bisogni delle comunità locali, incentivando la crescita economica e il progresso sociale a Milano e nella sua area metropolitana”.

– Valentina Silvestrini

www.carloratti.com
www.lendlease.com
www.arexpo.it

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.