Due giorni di eventi internazionali a Madrid. Apre la nuova sede della Norman Foster Foundation

Ottant’anni festeggiati con la apertura della sede della sua Fondazione a Madrid. Archivi, opere d’arte contemporanea moderna e una ristrutturazione raffinatissima. Ecco il progetto spiegato dalle parole di Norman Foster.

Norman Foster Foundation Archive and Library, Norman Foster Foundation, Madrid © Norman Foster Foundation
Norman Foster Foundation Archive and Library, Norman Foster Foundation, Madrid © Norman Foster Foundation

Norman Foster (Manchester, 1935) ha scelto il giorno del suo ottantaduesimo compleanno per celebrare l’apertura nella capitale spagnola della sua fondazione, un luogo di studio e di ricerca pensato per trasmettere la sua eredità artistica e intellettuale alle nuove generazioni di architetti, designer ed urbanisti.
“La fondazione è un hub che può aiutare tutti coloro che vogliono contribuire al cambio tecnologico e sociale, per costruire una società del futuro”, ha affermato il celebre architetto britannico in apertura del forum Future is now, organizzato al Teatro Real di Madrid proprio per spiegare la filosofia e gli obiettivi della fondazione. “Sono ottimista”, ha aggiunto Foster, “e credo che le città possano cambiare il mondo: i piccoli cambi producono grandi differenze. E il design e la tecnologia sono le chiavi per il cambiamento”. Oltre a un migliaio di studenti delle università spagnole e internazionali, al forum di Madrid hanno partecipato personalità di spicco del mondo dell’economia, dell’arte, della cultura per affrontare insieme temi riguardanti la tecnologia, il design e l’architettura in relazione con il consumo energetico e la sostenibilità ambientale. Tra i relatori, l’ex sindaco di New York Michael Bloomberg, il chief designer di Apple Jonathan Ive, Nicholas Negroponte del Mit Media Lab, l’artista islandese Olafur Eliasson e la designer e architetto Maia Lin.

UNA RAFFINATA RISTRUTTURAZIONE

La fondazione, diretta dalla spagnola Maria Nicanor, ha sede in un’elegante palazzina nel centralissimo quartiere di Chamberi. È un edificio discreto, costruito nei primi anni del Novecento per l’allora Duque de Plasencia, che Norman Foster non ha però potuto modificare né nella struttura volumetrica, né nella facciata per via dei vincoli posti dal Comune di Madrid. L’intervento dell’archistar si è limitato dunque alla raffinata ristrutturazione degli interni e alla progettazione di un piccolo padiglione esterno, che occupa lo spazio al fondo del cortile della palazzina e sopra all’ingresso nel quale campeggia una scultura della spagnola Cristina Iglesias. Chiamato Il padiglione delle ispirazioni, è un parallelepipedo irregolare, con le pareti di vetro e il soffitto a specchi, pensato per esporre, in una lunga vetrina trasparente, gli oggetti che hanno ispirato il lavoro di Foster: modellini di automobili, di locomotrici e di aerei, oggetti geometrici e di design, persino scacchi o trottole di legno pregiato.

MOTORI, PROGETTI E BOCCIONI

Al fondo del padiglione c’è un’auto d’epoca e all’entrata una scultura in bronzo “Forme uniche nella continuità dello spazio” di Umberto Boccioni.
Nell’edificio principale, suddiviso in tre piani, tra opere di Brancusi, Juan Muñoz, tavoli di Maia Lin ed arredi moderni di gran gusto, sono esposti i plastici e i disegni delle opere pubbliche e private realizzate (o solo progettate) da Foster nella sua lunga carriera: in una sala le tante torri costruite per le metropoli più moderne; in un’altra la cupola del Reichstag di Berlino; in altre ancora i progetti londinesi, gli aeroporti e i ponti. Nel suo studio, al piano superiore, tra matite colorate e qualche oggetto vintage, c’è anche il plastico della sua tesi di laurea, un edificio visionario mai costruito con i relativi disegni appesi alle pareti. La Fondazione è anche sede dell’archivio di Lord Foster: 1400 quaderni e oltre un migliaio di disegni e documenti che, a partire da ora, sono consultabili da studenti e laureati. Il piano interrato è infatti l’autentico headquarter a Madrid dell’architetto britannico, che si appresta ora a progettare la ristrutturazione del Salón de Reinos, l’ultimo ampliamento del Museo del Prado. Ciò che contiene la Fondazione Foster di Madrid è davvero straordinario e forse unico. Una meraviglia non solo per addetti ai lavori, ma per chiunque voglia conoscere da vicino gli oltre cinquant’anni di carriera di uno degli architetti più prolifici e visionari al mondo.  

-Federica Lonati

Norman Foster Foundation
Monte Esquinza, 48, 28010 Madrid
www.normanfosterfoundation.org

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.