La contemporaneità compie cent’anni. Adolf Loos a Venezia

Biblioteca Nazionale Marciana, Venezia – fino al 24 luglio 2016. Un secolo fa Adolf Loos ghigliottinava l’ornamento e “inscatolava” la realtà. La Laguna ospita una monografica incentrata sulla vera eredità lasciata dall’architetto viennese nelle mani dei contemporanei.

Adolf Loos – Our Contemporary - installation view at Biblioteca Marciana, Venezia 2016
Adolf Loos – Our Contemporary - installation view at Biblioteca Marciana, Venezia 2016

IL “DELITTO” DI LOOS
Senza Vienna non esisterebbe Loos, ha scritto Tafuri, ma senza Loos la sonnolenta Vienna non si sarebbe mai scrollata di dosso strati di polvere secolare. Quello che oggi è osannato come il gioiello dell’architettura modernista viennese, cento anni fa era uno scandalo: alla vista della Looshaus, progettata da Adolf Loos (Brno, 1870 – Vienna, 1933) nel cuore della Vienna imperiale, Francesco Giuseppe inorridiva; per tutti gli altri “profani” era invece “la casa senza sopracciglia”, oltraggiosamente nuda senza i convenzionali ornamenti.

LA MOSTRA
Le Sale monumentali della Biblioteca Marciana di Venezia accolgono la monografica in onore dell’architetto moravo e della sua opera più celebre. Curata da Marko Pogacnik, docente dell’Università IUAV di Venezia, e Yehuda Safran, della Columbia University di New York, la mostra Adolf Loos, Our Contemporary. The House at Michaelerplatz in Vienna ricostruisce la genesi dell’edificio per la sartoria Goldman & Salatsch dal 1909: le complicate vicissitudini dell’approvazione municipale, vincolata dai regolamenti urbani, la difficile negoziazione con i committenti, le modifiche in corso d’opera; immancabile la documentazione sulla controversia per la facciata, bersaglio di una violenta campagna d’opposizione sui giornali, ostili all’innovativa sovrapposizione di fonti classiche ed edilizia comune. Dagli interni della Looshaus emerge con maggior violenza la tensione dei rapporti tra committenza e architetto: la sintesi del conflitto è un compromesso tra aspirazione razionale di Loos, gusti imprenditoriali dei clienti ed esigenza di decoro urbano.
Lo scrigno sansoviniano si trasforma per l’occasione in uno studio d’architettura: settanta progetti e disegni, appuntati come fogli di lavoro su pannelli grezzi, rimandano al corso travagliato di un’opera in itinere. Un percorso attraverso la razionalità creativa di Loos per comprendere come, sulle orme di Sullivan, l’architetto strinse in un unico nodo i fili dell’architettura e della negoziazione pubblica. Lo sguardo si focalizza sulla praticità costruttiva dei suoi disegni tecnici, che per una volta lasciano in ombra il filtro critico della caustica produzione letteraria, da Ornamento e delitto a Parole nel vuoto.

Adolf Loos – Our Contemporary - installation view at Biblioteca Marciana, Venezia 2016
Adolf Loos – Our Contemporary – installation view at Biblioteca Marciana, Venezia 2016

MODERNITÀ E TRADIZIONE
Loos non siglò l’epitaffio degli “aggettivi ridondanti”, ma di chi ne faceva un uso indiscriminato: contemplò solo “sostantivi puri” nel nuovo linguaggio razionalista destinato alla Vienna entrata nel secolo breve. Provocatore e sarcastico, anticipò quell’impulso a sintetizzare che avrebbero adottato, di lì a poco, i grandi modernisti europei. La sfida all’accademismo, alla classicità borghese, alla transitorietà dell’Art Nouveau e della Secessione, fu in nome di una forma disadorna e rigorosamente funzionale, unica depositaria della bellezza.
Dimidiato fra tradizione e innovazione, individuo e collettività, nella sua scatola rettangolare intonacata celò gli spazi compenetranti del Raumplan, mentre alla figura dell’architetto “cadeva l’aureola” di vate per essere investito di una missione sociale. Oltre la bidimensionalità di una facciata retorica, insegnò ai contemporanei a “farsi deformare” dalla realtà, dalla città stessa, ragionando per spazi e non per piani. Un futuro in tre dimensioni quello di Loos, un avvenire “al cubo”: presente passato e futuro.

Serena Tacchini

Venezia // fino al 24 luglio 2016
Adolf Loos – Our Contemporary. The House at Michaelerplatz in Vienna
a cura di Yehuda Safran  e Marko Pogacnik 
BIBLIOTECA NAZIONALE MARCIANA
Piazza San Marco 7
041 2407211
[email protected]
http://marciana.venezia.sbn.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/54600/adolf-loos-our-contemporary/

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Serena Tacchini
Serena Tacchini è laureata in Lettere moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con una tesi in letteratura italiana sul colorismo poetico del padre dell’ermetismo, Camillo Sbarbaro. Attualmente si sta specializzando in Archeologia e Storia dell’arte presso lo stesso campus milanese. Collabora dal 2010 con lo studio padovano di architettura e design DesignUnit. Spirito solitario, perfeziona le sue grandi passioni: l’arte in tutte le sue declinazioni e la scrittura. Da marzo 2015 è contributor per Artribune.