Al via il restauro della Loggia di Raffaello al Palazzo Apostolico di Roma. 5 anni di cantiere in Vaticano
Oltre venti restauratori interverranno su 1.300 mq di superfici decorate tra affreschi, stucchi e grottesche della bottega di Raffaello. Uno delle opere più importanti del Rinascimento italiano
Già avviato dai Musei Vaticani grazie al sostegno del World Monuments Fund, della Stephen A. Schwarzman Foundation e dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums, il cantiere di restauro che riguarda la Seconda Loggia di Raffaello nel Palazzo Apostolico di Roma (annoverato tra i complessi più importanti del Rinascimento italiano), e decorato tra il 1517 e il 1519 dalla bottega di Raffaello per papa Leone X. L’intervento rappresenta il primo restauro organico della Loggia dopo cinque secoli di storia, realizzato grazie a un investimento di oltre 14 milioni di dollari; a cui si affianca un articolato programma di ricerca, documentazione e formazione internazionale.
Il restauro della Loggia di Raffaello al Palazzo Apostolico di Roma
Il progetto nasce dall’esigenza di contrastare un progressivo deterioramento delle superfici pittoriche, aggravato sia dalla delicatezza delle tecniche esecutive impiegate dalla bottega raffaellesca sia dalle modifiche del microclima causate, nel corso dell’Ottocento, dalla chiusura delle arcate con le vetrate supervisionate da Antonio Canova. Dopo un cantiere pilota sviluppato sulla sesta campata tra il 2019 e il 2024, “l’osservazione della superficie ha evidenziato la necessità di adottare una metodologia di pulitura ‘a secco’, in modo da preservare le delicate stesure originali e i loro labili resti, oltremodo sensibili all’azione di procedure per via chimica”, ha spiegato Paolo Violini, capo restauratore del Laboratorio Restauro Dipinti e Materiali Lignei dei Musei Vaticani, e ripreso dall’ANSA. “A questa esigenza ha risposto egregiamente la tecnologia laser; dopo una serie di test con varie tipologie e con diverse modalità, si è scelto un modello ‘a fibra attiva’, molto versatile nella gestione del livello di pulitura, consentendo un controllo accurato e dettagliato”.
Accanto al recupero delle superfici decorate saranno installati un nuovo impianto di illuminazione e nuove vetrate, studiate per filtrare i raggi ultravioletti e limitare il surriscaldamento degli ambienti.
La “Bibbia di Raffaello”: storia e fortuna delle Logge Vaticane a Roma
Affacciata sul Cortile di San Damaso e lunga circa 65 metri, la Seconda Loggia costituisce il nucleo più celebre delle Logge Vaticane. Realizzata tra il 1517 e il 1519, è articolata in tredici campate voltate, ciascuna decorata con quattro episodi biblici incorniciati da stucchi e circondati da un ricchissimo apparato di grottesche ispirate alle pitture della Domus Aurea. Le prime dodici campate illustrano episodi dell’Antico Testamento, mentre l’ultima è dedicata alla vita di Cristo: una sequenza iconografica così ampia da far guadagnare al ciclo l’appellativo di “Bibbia di Raffaello“.
Ideata da Raffaello e realizzata con la collaborazione della sua bottega, composta da pittori di rilievo, come Giulio Romano, Giovan Francesco Penni, Giovanni da Udine e Perin del Vaga, la Loggia divenne un modello per artisti e architetti europei e tappa privilegiata del Grand Tour.
Un patrimonio da preservare e da condividere
“Le Logge traghettano la cultura e la civiltà dell’antica Roma nel nostro Rinascimento e poi, grazie alle Logge, nel corso dei secoli e ai nostri giorni. Sono un punto cruciale di passaggio tra l’antico e il contemporaneo”, ha sottolineato la direttrice dei Musei Vaticani Barbara Jatta a Vatican News. “Ci stiamo lavorando, compatibilmente con la sensibilità del luogo. Sicuramente agli studiosi, alle scuole di restauro con un progetto didattico importante per condividere non soltanto un luogo meraviglioso, ma anche una metodologia che può servire ed essere applicata in altri luoghi. Consentiremo visite per specialisti e per studiosi come abbiamo fatto per la manutenzione straordinaria del Giudizio Universale. È la nostra missione: preservare e condividere. Ed è quello che vogliamo continuare a fare”.
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