Il polo culturale BASE di Milano potrebbe diventare molto più grande. I progetti nell’ex Ansaldo
Al centro del nuovo avviso pubblico aperto dal Comune c'è il recupero delle palazzine 14 e 15 e la loro gestione culturale, da affiancare a quella degli edifici in scadenza: l'asso piglia tutto vuole essere BASE Milano XL. Ecco come funzionerebbe
Continua a Milano la riconversione del vecchio complesso industriale Ansaldo di Porta Genova, mastodontico processo iniziato oltre dieci anni fa con la reinvenzione di tutta una parte del Municipio 6 tra Via Tortona, Largo delle Culture e Via Ambrogio Bergognone da Fossano. Molto è cambiato, in questo spazio, tra il 2015 e il 2016, tra cui l’inaugurazione del Tortona Fashion District intorno a Superstudio, l’apertura del MUDEC – Museo delle Culture e quella di BASE Milano, queste ultime entrambe gemmate dal recupero di palazzine proprio ex Ansaldo. Ora il progetto continua: il Comune ha lanciato un bando (aperto fino al 20 marzo) per raccogliere proposte per “un partenariato speciale pubblico-privato per la ristrutturazione, l’efficientamento energetico, il superamento delle barriere architettoniche e la gestione culturale degli edifici 14 e 15, nonché per la gestione e programmazione culturale degli edifici 12A, 12, 32 e 32 siti nel complesso ex Ansaldo, Via Bergognone 34” .

Nuove proposte cercasi per gli immobili ex Ansaldo in Via Bergognone
Due sono quindi le porzioni del vecchio complesso al centro della pubblica chiamata del Comune: da una parte ci sono gli edifici 14 e 15 (che constano di piano terra e primo piano), per un totale di circa 1.825 mq lordi, al momento usati come deposito; dall’altra gli edifici 12A, 13, 31 e 32, per una superficie complessiva di circa 12.000 mq, sede fino al 20 marzo 2033 di BASE Milano. Che non solo torna a proporsi per il suo attuale spazio, ma rilancia con un nuovo, ambizioso progetto: BASE Milano XL. Puntando, per i dieci anni di attività, a trasformarsi da laboratorio di sperimentazione culturale a presidio permanente nei 15.200 mq complessivi dati dall’unione degli ambienti.

Il progetto BASE Milano XL
La proposta di OXA Srl Impresa Sociale, nata proprio per attuare la concessione in corso di BASE, prevede sì il recupero delle palazzine 14 e 15, prospicienti agli spazi dove si trovano adesso, ma anche un nuovo progetto di valorizzazione che coinvolga gli spazi attuali e quelli nuovi insieme. Le argomentazioni sono convincenti: la proposta, che prevede un accordo della durata di 30 anni (da quest’anno al 2055), include la riqualificazione per i nuovi edifici e i raccordi con gli edifici già in carico per circa 9 milioni di euro; un progetto di valorizzazione e gestione dei nuovi spazi; un nuovo investimento sugli edifici già BASE per 2,5 milioni; e soprattutto un progetto di valorizzazione e gestione unificata dell’intero compendio da attivare a partire dal 2034, dopo la conclusione della concessione attuale, e fino al 2055. A livello di gestione, si impegna a pagare canone annuo – calcolato sulla base dei valori patrimoniali e ridotto per la natura non profit di BASE, in linea con il Regolamento del Comune – e un canone abbattuto del valore dell’investimento e di quello delle manutenzioni; e c’è anche un’ipotesi di condivisione con il Comune dei risultati economici positivi rispetto agli utili netti derivanti dalla gestione. Il bando viene fatto per capire se sul mercato ci potranno essere eventuali offerte ancora migliorative di questa.

Cosa aspettarsi da BASE Milano XL
Ma cosa possiamo aspettarci da questo nuovo e ampliato progetto se Base vincerà come è assai probabile? Quello che BASE ha fatto negli ultimi dieci anni – trasformare una fabbrica abbandonata in uno spazio culturale tra i più interessanti e attivi della città – ma su scala più grande. L’idea, si legge nella proposta, è quella di estendere “un modello riconosciuto da pubblico e istituzioni” non solo in termini spaziali, ma proprio complessivi: il progetto, riconoscendo l’aggravarsi dell’insostenibilità economica e sociale di Milano per i suoi abitanti, punta a rendere BASE “più democratica, aperta e accessibile, ampliandone la dimensione pubblica; favorire attività continuative, diffuse e inclusive; sperimentare nuovi modelli di sostenibilità economica, gestionale e ambientale; e rafforzare il ruolo sociale di BASE come infrastruttura pubblica stabile e generativa per la città”. Anche per questo si prevede l’istituzione di un tavolo tecnico con rappresentanti del pubblico e del privato, così monitorare lo stato di avanzamento degli interventi, verificare di anno in anno la programmazione culturale e gestionale, approvare il rendiconto economico e definire insieme gli indicatori di impatto culturale e sociale. Superando, nel tempo, il modello delle “week” e del palinsesto intermittente, entrando nell’ottica di una proposta continua: diventando, cioè, una vera officina civica creativa.

I nuovi spazi proposti da BASE XL a Milano
Nella pratica, il progetto anticipa l’apertura di molti nuovi spazi, nello spirito dell’attuale polo culturale e sociale, che si struttura già oggi tra aree per il lavoro condiviso, un ostello-residenza per artisti, la sala studio aperta a tutti, gli spazi per l’industria musicale e i laboratori, un bar-ristorante, l’auditorium e la terrazza. Sono anticipati nel nuovo progetto un ingresso con relativo giardino d’inverno monumentale, il rinnovamento dello spazio di coworking, formazione e dei laboratori con la garanzia di tariffe calmierate, un bookshop & bar (oltre al ristorante), uno spazio performativo modulare (nello stile della Fondazione Prada) e uno espositivo (ispirata alla Casa Encendida di Madrid), e infine un’area sport (che guarda al Basketbar di Utrecht) e una per l’orto urbano (tipo l’Op Het Dak di Rotterdam). Il risultato, ispirato a progetti internazionali, vuole però essere pienamente milanese, sostenendo la visione che vuole per la città uno sviluppo più aperto e sostenibile.
Giulia Giaume
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