La mostra sulla storia italiana delle infrastrutture arriva al Museo Scienza e Tecnologia di Milano

Chiave dello sviluppo economico e sociale d’Italia, le grandi infrastrutture hanno accompagnato l’evoluzione del Paese dall’inizio del Novecento a oggi. La mostra di Webuild ripercorre questo lungo viaggio, trovando a Milano il contesto ideale. Dall’11 febbraio al 7 aprile 2026, con ingresso gratuito

Questa data resterà nella nostra vita come una svolta, un inizio, una gran bella cosa”. Parole quasi fanciullesche, quelle di Dino Buzzati a commento dell’inaugurazione della linea metro 1 “rossa” di Milano. Eppure consapevoli del grande cambiamento in atto: era il primo novembre del 1964. Poco meno di dieci anni prima, nel 1955, Bernardo Mattarella, all’epoca Ministro dei Trasporti, inaugurava a Roma la Linea B della metropolitana, rilevando a propria volta la portata rivoluzionaria dell’avvenimento: “Questa infrastruttura non è solo un’opera tecnica, ma un segno della volontà di unire la città, avvicinare le periferie al centro, per vivere Roma in modo nuovo”. Sono solo alcune delle pillole “d’autore” disseminate lungo il percorso della mostra Evolutio – For 120 years we have been building infrastructure for the future, progetto espositivo ideato da Webuild per ripercorrere 120 anni di progresso italiano raccontato attraverso le grandi infrastrutture che hanno cambiato la nostra vita.

Un’iniziativa che trova la sua dimensione ideale al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, dove il viaggio attraverso oltre un secolo di evoluzione infrastrutturale dell’Italia apre le porte al pubblico a partire dall’11 febbraio 2026. La mostra, che propone un percorso multimediale e immersivo ricco di installazioni interattive, si protrarrà fino al 7 aprile con ingresso gratuito da via Olona 6A.

Evolutio. La mostra di Webuild al Museo Scienza e Tecnologia di Milano, 2026
Evolutio. La mostra di Webuild al Museo Scienza e Tecnologia di Milano, 2026

Evolutio a Milano. La mostra sulla storia delle infrastrutture nel contesto sociale ed economico

Perché Milano? Motore dell’innovazione italiana, capitale finanziaria e centro di una filiera che unisce banche, imprese, ricerca, startup e competenze creative, la città è stata scelta perché offre esempi concreti di trasformazione — metropolitane, ponti, rigenerazioni urbane — che ne hanno rafforzato competitività e attrattività internazionale. E il Museo della Scienza e della Tecnologia è il contesto più naturale per promuovere una riflessione sulle infrastrutture: “C’è un’affinità assoluta con il progetto Evolutio” sottolinea il direttore del museo Fiorenzo GalliIn Italia la tradizione artigiana è diventata impresa e saper fare. E perseguire la qualità del risultato attraverso il saper fare è ciò che il nostro museo cerca di insegnare ai più giovani. La qualità del lavoro e il lavoro di qualità sono dunque centrali nel nostro impegno come nel lavoro di Webuild”.

Proprio pensando alle giovani generazioni, Evolutio offre un’occasione per riflettere su come il progresso infrastrutturale possa intercettare le esigenze del futuro: incentivando la mobilità sostenibile, sostenendo la transizione ecologica, aprendo la strada alle tecnologie intelligenti e all’energia green. Quello delle infrastrutture è, infatti, un comparto strategico per l’Italia: energia, acqua, mobilità, tecnologia, filiera industriale sono gli asset di un ecosistema integrato, consolidatosi nel corso del tempo.

Il percorso immersivo tra memoria, presente e futuro di Evolutio

Attraverso fotografie, installazioni immersive e interattive, video e testimonianze storiche, il racconto di Evolutio si muove tra memoria, presente e futuro, mostrando l’impatto delle infrastrutture sulla vita delle persone e sulle trasformazioni del Paese, con uno sguardo particolare alla trasformazione in corso a Milano e nel Nord Italia. Perché “il punto di vista della mostra non è centrato sul racconto delle infrastrutture in sé, ma sul segno che le infrastrutture hanno lasciato nei territori” spiega Pietro Salini, Amministratore Delegato di Webuild “La prima macchina di cui dobbiamo avere cura è la città, con i suoi organi indispensabili: l’energia, la logistica, l’acqua, i luoghi della cultura e gli ospedali, gli spazi in cui viviamo tutti i giorni. E quindi non ci fermiamo qui: dobbiamo investire su una missione industriale dell’Italia”.

Del resto, la nostra storia lo racconta. Negli ultimi 120 anni, l’Italia è passata dall’essere un Paese agricolo a una delle economie industriali più avanzate al mondo, anche grazie a un sistema integrato di opere idriche, energetiche, stradali, ferroviarie e urbane che hanno migliorato gli standard di vita e alimentato la crescita industriale e finanziaria. Le sezioni tematiche della mostra delineano questo percorso, cominciando dall’Energia (dal 1930 a oggi), per poi passare all’Acqua e sistemi idrici (dal 1940 a oggi), a Metropolitane e mobilità urbana (dal 1950 a oggi), a Grandi edifici e infrastrutture urbane (dal 1960 a oggi), ad Autostrade, ponti e ferrovie (dal 1970 a oggi). Tra le sale il visitatore potrà scoprire oltre 300 fra foto, video storici e contemporanei di grande impatto su infrastrutture che hanno segnato lo sviluppo dei Paesi, 20 tra installazioni immersive e interattive e simulatori che permettono di rivivere l’Italia dagli anni ‘30 agli anni ’70 e il mondo dei grandi cantieri infrastrutturali di ieri e di oggi, ben condensati nella summa audiovisiva di Yuri Ancarani, con il suo video tributo (The Power of Work) a chi lavora per la realizzazione delle infrastrutture. Reinterpretando con la sua sensibilità i filmati d’archivio di Webuild, l’artista restituisce a chi guarda l’idea di un continuum evolutivo in cui il presente si nutre del passato: gesti, fatica e competenze di tanti uomini e donne che alimentano il progresso.

Tra le sale, 50 approfondimenti culturali inediti raccontano la storia dell’Italia e il legame con lo sviluppo delle infrastrutture e i benefici generati. Con un focus dedicato ai mestieri e alle tecnologie della costruzione, perché oggi le infrastrutture non sono più pensate solo come opere fisiche, ma come asset da gestire, manutenere e valorizzare nel tempo, attraverso tecnologia, digitalizzazione, sensori, dati e modelli di gestione evoluti. Per un settore che innova per diventare sempre più sostenibile.

Il Museo Digitale Evolutio

Il progetto non si esaurisce con la mostra fisica, ma prosegue con il Museo Digitale Evolutio, liberamente fruibile online. Lo spazio è stato concepito come una piattaforma aperta e accessibile che raccoglie centinaia di opere realizzate da Webuild nel mondo, per condividere l’archivio d’impresa del Gruppo Webuild attraverso approfondimenti culturali, photo-gallery, video, mappe interattive e contenuti educational per i più giovani, tra cui simulatori che ricreano l’esperienza di vita in cantiere. E una sezione intitolata “Non si farà mai” per illustrare la storia di opere contestate ma divenute fondamentali per il Paese.

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Redazione

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