Spazio META a Milano. Riciclo, riuso e rivendita dei materiali di scarto di mostre e allestimenti

Avete bisogno di materiali per allestire una mostra, organizzare un evento, costruire una scenografia? Ora potrete acquistarli a prezzi calmierati in questo spazio collocato nel quartiere Bovisa, dedicato interamente al riciclo e alla sostenibilità

META © MET Photo Delfino Sisto Legnani
META © MET Photo Delfino Sisto Legnani

Sebbene la sostenibilità sia ormai il tema principale di eventi e programmazioni culturali, non sempre viene presa seriamente e interpretata in senso profondo. Trasporti, allestimento, produzione di nuovi supporti: la verità è che anche le mostre, le fashion week, le design week e l’arte inquinano il pianeta. Una soluzione è quella di aderire a un modello di upcycling: riutilizzare materiali già adoperati in precedenza per nuove finalità. È l’idea di Martina Bragadin, Margherita Crespi e Benedetta Pomini, fondatrici di Spazio META, che sorge dalla primavera 2021 nel quartiere Bovisa di Milano. Ma cos’è META? Si tratta di un magazzino di 300 metri quadri provvisto di un laboratorio per la lavorazione che raccoglie materiali provenienti da allestimenti effimeri quali saloni, sfilate, mostre e eventi. Catalogandoli, segmentandoli per tipologia o colore, lavorandoli ed esponendoli per la vendita al pubblico, con tariffe solidali che tengono conto di peso, quantità e tipo. Una risposta efficace – e conveniente – al problema della sovrapproduzione e, di fatto, dell’impatto ambientale proveniente dal settore culturale. A questa attività si aggiungono ulteriori servizi di co-branding, affiancando il cliente attraverso progettazione, comunicazione e supporto nell’organizzazione di un evento. Spazio META prevede inoltre l’avvio di una serie di attività di formazione, laboratori e workshop destinati alla comunità locale e realizzati in collaborazione con artisti e designer, per diffondere la consapevolezza e la necessità relativa alla pratica del riutilizzo. Ce l’hanno raccontato le tre fondatrici in questa intervista.

META © MET Photo Delfino Sisto Legnani
META © MET Photo Delfino Sisto Legnani

Qual è l’esigenza che vi ha portato a creare la realtà di Spazio Meta?
Spazio META nasce non da una ma da tante esigenze diverse. Senz’altro, però, la spinta primaria che ha dato avvio al progetto è stata la volontà di risolvere e arginare una problematica concreta, ovvero la sovrapproduzione e lo spreco di risorse nei settori dell’arte, della moda e del design.

In che modo il vostro percorso formativo vi ha aiutato a prendere coscienza di questa problematica e farci i conti?
Veniamo tutte e tre dal mondo della scenografia e delle produzioni, settori in cui si parla tanto di sostenibilità, ma in cui il dispendio di mezzi ed energie rimane ancora all’ordine del giorno. Produzione/utilizzo/smaltimento, produzione/utilizzo/smaltimento. Un grande circo(lo) vizioso, che in molti abbiamo contribuito e continuiamo ad alimentare per abitudine o presunta convenienza. Ponendosi come filtro prima dello smaltimento, Spazio META offre una soluzione alternativa a questo meccanismo e invita a rivolgere l’attenzione sul potenziale delle risorse esistenti.

META © MET Photo Delfino Sisto Legnani
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Che fine fanno i materiali una volta recuperati?
Una volta giunti da META i materiali sono sottoposti a un intervento di valorizzazione: puliti e lavorati in caso di necessità, vengono pesati e registrati su un software che ci permette di monitorare il flusso di beni in entrata e in uscita.

E poi?
Suddivisi per tipologia, tutti i materiali sono infine esposti per la vendita con tariffe solidali che tengono conto della loro provenienza e caratteristiche. Pur rivolgendoci principalmente a un mondo di professionisti che operano nel campo, vogliamo che META sia e diventi sempre più uno spazio aperto all’incontro e al confronto, un luogo in cui far nascere progetti e nuove collaborazioni. Il nostro servizio di raccolta è attivo da un anno ma abbiamo aperto al pubblico da soli quattro mesi.

Chi sono i vostri potenziali clienti?
Oggi i nostri clienti sono da una parte aziende e case di moda che ci riforniscono di materiali unici e preziosi (musei, teatri, istituzioni, dove siete?), dall’altra una comunità di artisti, designer e creativi che vengono a ispirarsi e rifornirsi da noi.

META © MET Photo Delfino Sisto Legnani
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Qual è il vostro obiettivo?
Il nostro obiettivo: far sì che fornitori e clienti possano coincidere, confermando la circolarità del progetto e consolidando un approccio responsabile alla progettazione, che tenga presente la seconda vita di materiali e scenografie. META è una start up che sta crescendo e necessita della collaborazione di fornitori e partner che appoggino e facilitino un sistema circolare di utilizzo e condivisione delle risorse.

-Giulia Ronchi

Spazio META
via Don Minzoni 9 – 20158 Milano
Orari di apertura:
Martedì, mercoledì, giovedì dalle 14.00 alle 19.00
Mattine, lunedì e venerdì solo su appuntamento
https://www.spaziometa.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.