È morto il gallerista Carlo Frittelli, punto di riferimento per l’arte contemporanea a Firenze
Scompare all’età di 91 anni uno dei più appassionati animatori della scena culturale fiorentina, dal secondo Novecento a oggi. Vent’anni fa l’inaugurazione della grande galleria di Novoli, oggi diretta da suo figlio, Simone Frittelli
Ancora prima che gallerista, Carlo Frittelli è stato un grande collezionista. Classe 1935, Frittelli era cresciuto a contatto con l’arte: figlio di un operaio, ma nipote del pittore toscano Raffaello Sorbi, frequentò per qualche mese l’Accademia e fu egli stesso artista, allievo di Francesco Pesce, esponendo nei primi Anni Sessanta nella galleria Numero di Fiamma Vigo. Lì, Frittelli si era avvicinato agli astrattisti fiorentini, stringendo una lunga amicizia con Vinicio Berti.
Carlo Frittelli e l’arte contemporanea a Firenze
Protagonista della vita culturale cittadina, “Carlo Frittelli ha saputo trasformare la passione per l’arte in una missione di ricerca e divulgazione, rendendo la sua galleria un punto di riferimento internazionale per l’arte contemporanea e del secondo Novecento”, sottolinea ora la sindaca di Firenze, Sara Funaro, esprimendo cordoglio per la scomparsa del gallerista, che muore all’età di 91 anni.
A raccogliere la sua eredità è suo figlio, Simone, già da molti anni al suo fianco (e dal 2025 anche a Milano, con Michela Rizzo, nello spazio di viale Stelvio 66, già studio d’artista di Marcello Iori), direttore della galleria Frittelli Arte Contemporanea che nel 2006 inaugurò a Novoli, prima periferia della città, nella sede di via Val Marina 15, negli spazi ristrutturati dall’architetto Adolfo Natalini.

La galleria Frittelli Arte Contemporanea di Novoli
La galleria di Novoli, con i suoi 2mila metri quadri di superficie, arrivò vent’anni fa come evoluzione del lavoro svolto nella centralissima piazza Peruzzi, in Santa Croce, con il Centro d’arte Spaziotempo (spazio espositivo con libreria d’arte annessa), fondato nel 1990 per promuovere le ricerche dell’avanguardia fiorentina del secondo dopoguerra – oltre a Berti, anche Mario Nuti e Gualtiero Nativi – e il lavoro di artiste e artisti delle generazioni successive, da Lucia Marcucci a Paolo Masi, Stefano Turrini, Daniela Perego e Sandra Tomboloni, fino ai giovani emergenti.
A Novoli, la galleria Frittelli ha conservato il dinamismo e l’attivismo culturale che sempre hanno contraddistinto l’impegno di Carlo per l’arte, ospitando, oltre alle sale per le esposizioni temporanee, un’area ribattezzata Le Stanze per l’allestimento permanente di artisti con cui la galleria ha collaborato sin dall’inizio della propria attività, ma anche un piccolo auditorium pensato per ospitare la proiezione dei video realizzati per ogni mostra, incontri e seminari di arte contemporanea. E gli Archivi di Opera Grafica di Pino Pascali, Gianni Bertini, Vinicio Berti, Paolo Masi e Luciano Ori.
L’impegno civico e l’attivismo culturale di Carlo Frittelli
Nel 2024, Frittelli si candidò al Consiglio comunale con la lista civica Anima 2030 a sostegno della futura sindaca Funaro: “Vorrei creare un museo d’arte contemporanea in stile Guggenheim, e una cittadella dell’arte con svaghi, cinema d’essai e non. La città si deve innovare. E servono spazi nelle periferie”, diceva allora, nel presentare le sue idee per la rinascita culturale di Firenze, perché “noi siamo la contemporaneità, e l’arte è un atto di vita, ed essa ne è contestuale”, raccontava al quotidiano La Repubblica: “Bisogna lavorare e innovare specie sulle periferie, altrimenti si diventa civiltà sepolta come la Grecia, l’Egitto e la Mesopotamia”.
Oggi lo ricordano e lo omaggiano le istituzioni della città: la Sindaca Funaro – “Frittelli è stato un intellettuale impegnato, che si è messo a diposizione della città. Il suo spazio a Novoli è un presidio di cultura viva, un luogo di confronto dove intere generazioni di appassionati hanno potuto formarsi” – ma anche l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini: “La sua generosità nel collaborare con le istituzioni cittadine e la sua visione di una Firenze proiettata nel contemporaneo lasciano un’eredità preziosa che va ben oltre le pareti della sua galleria. Lo ricorderemo per la sua passione per la ricerca artistica. È stato un consigliere prezioso che ha offerto sempre spunti critici e un supporto fondamentale per le mostre”.
E l’ex sindaco, Dario Nardella: “Conoscevo Carlo da moltissimi anni, in tante occasioni abbiamo condiviso insieme progetti artistici e ospitato eventi a Palazzo Vecchio e nella sua galleria, che era per lui una vera casa: un luogo di creatività, di ritrovo e di incontro tra artisti nel cuore di uno dei quartieri più vivi e popolosi di Firenze. La sua galleria è un faro nell’arte fiorentina”.
Lo ricorda con stima anche il Museo Novecento di Firenze, per aver “saputo trasformare la sua galleria in un punto di riferimento internazionale per l’arte contemporanea e per i protagonisti del secondo Novecento“. Con Nardella, Frittelli aveva avviato, diversi anni fa, il progetto per valorizzare il nutrito corpus di opere di Vincenzo Berti donate alla città, finora mai esposte. Un impegno che stava per concretizzarsi nella mostra da lui curata, a Palazzo Vecchio, in programma per la primavera 2026.
Livia Montagnoli
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati