Fruga tra i rifiuti di Gerhard Richter e trova quattro schizzi. A Colonia uomo accusato di furto

Un uomo avrebbe frugato tra la spazzatura del grande artista, e trovato quattro schizzi realizzati e gettati via da Richter. Provando a rivenderli ad una casa d’aste, qualcosa è andato storto e adesso il “ladro” deve pagare una multa di oltre 3mila euro…

Gerhard Richter
Gerhard Richter

Attenti a frugare tra la roba altrui, soprattutto se la roba in questione è la spazzatura di uno dei pittori più famosi al mondo. L’artista in questione è Gerhard Richter (Dresda, 1932), vittima di un furto risalente al 2016 – perché di furto si è trattato, stando alla sentenza del giudice – alquanto inusuale: un uomo avrebbe frugato tra la spazzatura posta all’esterno della villa dell’artista a Colonia e recuperato ben 4 schizzi realizzati da Richter.

GLI SCHIZZI SCARTATI DA RICHTER E RITROVATI TRA LA SPAZZATURA

Impossessatosi delle opere “scartate” da Richter, l’uomo avrebbe quindi deciso di recarsi presso una casa d’aste di Monaco che, però, avrebbe accettato gli schizzi solo se avessero avuto l’autenticazione da parte dell’Archivio Gerhard Richter di Dresda. E l’uomo – bisogna dirlo, con non poca ingenuità – si è recato presso l’Archivio, dicendo di aver avuto gli schizzi da un artista che a sua volta li aveva ricevuti da Richter. Per non contare poi che le opere – che sarebbero state descritte dall’emittente Deutsche Welle come “fotografie sovraverniciate” – non recavano firma ed erano senza cornice: “in queste condizioni, Richter non avrebbe mai dato via le sue foto”, ha dichiarato il direttore dell’Archivio Dietmar Elger. Stando ai documenti del tribunale, gli schizzi scartati da Richter potevano avere un valore pari a 60mila euro. Noto per i suoi grandi dipinti astratti, in cui materia e colore sembrano avere quasi potenza fisica, Richter per più di mezzo secolo ha sperimentato in pittura linguaggi e stili differenti, passando dalle riproduzioni quasi fotografiche della realtà (è infatti tra gli esponenti della Nuova Pittura in Germania, nella seconda metà del Novecento), all’utilizzo della fotografia stessa.

LA DECISIONE DEL TRIBUNALE SUGLI SCHIZZI RUBATI A RICHTER

Durante il processo, sono stati chiamati a deporre cinque testimoni, tra cui lo stesso Richter, che però non si è recato all’udienza per motivi di salute. Attraverso il suo avvocato, l’artista ha dichiarato di non avere particolari interessi nei confronti del provvedimento legale contro il “ladro”, ma che avrebbe molto gradito “che le opere, come originariamente previsto, fossero andate distrutte”. Il giudice Katharina Potthoff infine ha stabilito che le opere erano ancora di proprietà di Richter che, gettandole nella spazzatura, le ha consegnate alla società che si occupa dello smaltimento dei rifiuti. E il presunto ladro? A lui toccherà pagare una multa pari a 3.215 euro.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.