Eugenio Viola vola in Australia. Sarà il nuovo senior curator del PICA, il Perth Institute of Contemporary Art

Il curatore lascia il suo ruolo al Madre di Napoli, dove dal 2009 ha curato prima la Project Room, poi dal 2013 con la direzione di Andrea Viliani è divenuto Curator at large

Eugenio Viola

Se l’apertura verso la scena internazionale è da sempre un elemento chiave nell’esperienza del curatore Eugenio Viola – ha curato il Padiglione dell’Estonia all’ultima Biennale di Venezia, solo per fare un esempio – stavolta si tratta di qualcosa di più. In occasione della conferenza stampa della mostra di Gian Maria Tosatti da lui curata al Madre di Napoli, infatti, Viola ha annunciato che dal febbraio 2017 sarà il nuovo senior curator del PICA, il Perth Institute of Contemporary Art, nel Western Australia. “Una decisione importante, quella di cambiare continente”, ha rivelato ad Artribune, “ma la mia vita è sempre stata ricca di bianchi e di neri, di estremi, per cui ho accettato con convinzione questa sfida”.

CONFERENZE VIA SKYPE
Il curatore lascia il suo ruolo al Madre di Napoli, dove dal 2009 ha curato prima la Project Room, poi dal 2013 con la direzione di Andrea Viliani è divenuto Curator at large. “C’è una singolare coincidenza in questi eventi: nel 2009 la prima mostra da me curata era dedicata a Napoli, ora lo è questa di Tosatti, che sarà la mia ultima”. Ma come si è concretizzata questa opportunità? “Una serie di casi strani”, racconta Viola. “Ero a Francoforte per curare la mostra di Regina Josè Galindo, ed un amico mi girò via email il bando per partecipare. Partecipai all’open call nel 2015, con diverse conferenze via Skype, Poi nell’agosto scorso sono andato a Perth, visto che eravamo rimasti in 3 in corsa, e alla fine sono stato selezionato io”.

Santa Nastro

www.pica.org.au

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.

5 COMMENTS

  1. Continua questo strano effetto, per cui i giovani curatori fanno sponda sul sistema italiano per poi trovare lavoro e carriera all’estero. Nulla di male, se non fosse che gli artisti italiani della medesima generazione muoiono ai lati delle strade. Effetto di un sistema che non sostiene l’artista e privilegia il curatore come artista-curatore di eventi. Ma la prima responsabilità è proprio dell’artista.

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