Pnrr. Dal Ministero 420 milioni di euro per 21 borghi italiani

È la prima linea di intervento del Piano Nazionale Borghi del PNRR, con la quale le Regioni hanno selezionato 21 progetti per il rilancio di altrettanti borghi altrimenti destinati allo spopolamento. Ecco quali sono i piccoli centri selezionati

Ulassai fonte Wikipedia CC-BY-SA-3.0
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Sostenibilità, valorizzazione e crescita economica diffuse sono gli obiettivi al centro del Piano Nazionale Borghi del PNRR, progetto promosso dal Ministero della Cultura che ha visto 1800 candidature da parte di piccoli centri di tutta Italia. In questa prima fase del Piano, sono stati selezionati 21 progetti, uno per ogni Regione, ai quali saranno distribuiti 420 milioni di euro. Poi sarà la volta di una seconda linea di intervento, con 580 milioni di euro ad almeno 229 borghi selezionati tramite avviso pubblico rivolto ai Comuni. “Ventuno borghi straordinari torneranno a vivere. Un meccanismo virtuoso voluto da dal Ministero della Cultura ha portato le regioni a individuare progetti ambiziosi che daranno nuove vocazioni a luoghi meravigliosi”, ha dichiarato il Ministro della Cultura Dario Franceschini“Sul PNRR dobbiamo correre, c’è un cronoprogramma stringente e lo stiamo rispettando. L’obiettivo del Piano Borghi previsto è quello di creare una crescita sostenibile e di qualità e di distribuirla su tutto il territorio nazionale. Da qui è partita questa idea che si è poi sviluppata attraverso un confronto con le Regioni, l’Anci e il Comitato Borghi”.

PIANO NAZIONALE BORGHI DEL PNRR. COME FUNZIONA

“Abbiamo chiesto alle Regioni”, spiega Franceschini, “di scegliere un borgo all’interno del loro territorio con queste caratteristiche che adesso verrà finanziato con 20 milioni di euro. I progetti non riguarderanno solo il recupero del patrimonio storico artistico di questi luoghi meravigliosi ma anche l’individuazione di una vocazione specifica, e su questo punto le Regioni hanno messo in atto dei meccanismi virtuosi e scelto una progettazione complessiva”. La prima linea di intervento è finalizzata al rilancio economico e sociale di borghi disabitati o caratterizzati da un avanzato processo di declino e abbandono. A selezionare i 21 borghi sono stati le Regioni o Province Autonome, che ha esaminato le candidature proposte e individuato i progetti pilota – e quindi i borghi – ai quali andranno 20 milioni di euro ciascuno. Le risorse saranno utilizzate per l’insediamento di nuove funzioni, infrastrutture e servizi nel campo della cultura, del turismo, del sociale o della ricerca. “Credo molto in questo piano”, continua Franceschini, “perché chi ha responsabilità amministrative, politiche e di governo deve capire la direzione da prendere e iniziare processi di cambiamento. Le potenzialità della rete e della banda larga renderanno questi borghi luoghi di possibile lavoro. È una grande sfida e credo che sia solo l’inizio: se questo meccanismo funzionerà e questi luoghi rifioriranno e si ripopoleranno, credo che non ci si fermerà più”.

I 21 BORGHI DEL PNRR

Rocca Calascio (AQ – Abruzzo), Monticchio Bagni (PZ – Basilicata), Gerace (RC – Calabria), Sanza (SA – Campania), Campolo (BO – Emilia Romagna), Borgo Castello (GO – Friuli Venezia Giulia), Treviniano (Acquapendente, VT – Lazio), Borgo Castello (SV – Liguria), Livemmo (BS – Lombardia),  Montalto delle Marche (AP – Marche), Pietrabbondante (IS – Molise), Elva (CN – Piemonte), Accadia (FG – Puglia),  Ulassai (NU – Sardegna), Borgo a Cunziria (CT – Sicilia), Borgo di Castelnuovo in Avane (AR – Toscana), Cesi (TR – Umbria), Fontainemore (AO – Valle d’Aosta), Recoaro Terme (VI – Veneto),  Palù del Fersina (Provincia autonoma di Trento), Stelvio (Provincia autonoma di Bolzano) sono i borghi selezionati per la prima fase del Piano Nazionale Borghi del PNRR. I prossimi 28 e 29 maggio, il FAI collaborerà con i 21 borghi per raccontarne storie e territori.

– Desirée Maida

https://cultura.gov.it/pnrr-borghi

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.