Convenzione di Faro: firmata nel 2013 e mai ratificata dal Parlamento. La petizione su change.org

Fedeculture e un gruppo di politici e personaggi di spicco del mondo culturale propongono, in occasione del “calcio di inizio” dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, una petizione per chiedere la ratifica del documento firmato nel 2005 dagli Stati Membri e nel 2013 dall’Italia.

Bandiere europee

Firmata nel 2005 la Convenzione di Faro, che prende il nome dal luogo – in Portogallo – in cui si è tenuto l’incontro di apertura alla firma degli Stati membri del Consiglio di Europa e all’adesione dell’Unione Europea e degli Stati non membri, è entrata in vigore nel 2011. L’Italia ha firmato il documento solo nel 2013, invece. La Convenzione che “introducendo i concetti di “eredità culturale” e di “comunità di eredità”, promuove una nuova visione del rapporto tra patrimonio culturale e le comunità che lo custodiscono; riconosce che l’eredità culturale rientra tra i diritti dell’individuo a partecipare alla vita culturale e ne rimarca il valore ed il potenziale quale risorsa per lo sviluppo sostenibile e per la qualità della vita, incoraggiando processi di valorizzazione partecipativi”. I diritti sottolineati dalla Convenzione sono inoltre parzialmente già sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (Parigi 1948) e dal Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (Parigi 1966). Il documento “portoghese” non si sostituisce a questi (ed altri) strumenti, ma li integra apportando valori aggiunti.

Andrea Cancellato, presidente Federculture
Andrea Cancellato, presidente Federculture

GLI IMPEGNI PRESI

Gli impegni che i firmatari, infatti, prendono sono i seguenti (tra gli altri): “assicurare che, nel contesto dell’ordinamento giuridico specifico di ogni Parte, esistano le disposizioni legislative per esercitare il diritto all’eredità culturale, come definito nell’articolo 4; favorire un clima economico e sociale che sostenga la partecipazione alle attività inerenti l’eredità culturale; promuovere la protezione dell’eredità culturale, quale elemento centrale di obiettivi che si rafforzano reciprocamente: lo sviluppo sostenibile, la diversità culturale e la creatività contemporanea; riconoscere il valore dell’eredità culturale sita nei territori che ricadono sotto la propria giurisdizione, indipendentemente dalla sua origine; formulare strategie integrate per facilitare l’esecuzione delle disposizioni della presente Convenzione”.

Il Senato della Repubblica Italiana
Il Senato della Repubblica Italiana

LE RICHIESTE DI FEDERCULTURE

Cosa non funziona, allora? Un gruppo di economisti della cultura, esperti del patrimonio culturale e figure istituzionali ha lanciato, – in testa a tutti Federculture, associazione nazionale degli enti pubblici e privati, istituzioni e aziende operanti nel campo delle politiche e delle attività culturali – una petizione su change.org per chiedere la ratifica della Convenzione da parte del Parlamento Italiano. Il nostro Paese l’ha infatti firmata nel 2013, ma mentre il disegno di legge ha concluso il suo iter in Commissione al Senato, non c’è ancora stata l’approvazione finale da parte dell’Assemblea. In occasione del calcio di inizio dell’European Year for Cultural Heritage che si è svolto a Milano lo scorso 7-8 dicembre con il Forum della Cultura, diventa ancora più importante sensibilizzare l’opinione pubblica a questi temi. L’Anno Europeo è un’iniziativa che la Commissione europea ha ideato per promuovere il patrimonio culturale attraverso eventi e celebrazioni che hanno lo scopo di incoraggiare i cittadini a riflettere sul ruolo che il patrimonio culturale occupa in tutte le nostre vite, a esplorare il patrimonio culturale ricco e diversificato dell’Europa e a comprendere, proteggere e valorizzare il suo valore.

I FIRMATARI DELLA PETIZIONE

A lanciare la petizione su change.org sono la parlamentare europea Silvia Costa, coordinatrice del gruppo S&D in Commissione Cultura al Parlamento Europeo, che ha avuto inoltre il merito di portare il Forum della Cultura in Italia; Sneška Quaedvlieg-Mihailović, segretario generale di Europa Nostra; i politici Flavia Piccoli Nardelli, Anna Ascani, Irene Manzi, Giulia Narduolo, Roberto Rampi, l’archeologo e accademico Giuliano Volpe, il Consigliere Europeo Alberto D’Alessandro, Cristina Loglio Consigliere per l’attuazione in Italia dell’Anno europeo 2018, l’economista della cultura Pier Luigi Sacco, Erminia Sciacchitano, esperto Mibact in forza alla Comunità Europea. Al momento ci sono 231 firme, con l’obiettivo di raggiungerne 500. La petizione sarà poi consegnata al Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso e alla Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini.

Santa Nastro

La petizione

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.