Da Christie’s sono partite bene le aste di Londra. Kandinsky, Mondrian e gli altri: il racconto dalla sala
Ad aprire le danze degli incanti londinesi è stata Christie’s, con risultati per ora incoraggianti per la Simon Collection e per alcuni capolavori dell’arte moderna e contemporanea
Sono partite da Christie’s in King Street il 14 ottobre 2026 le aste di arte moderna e contemporanea di Londra, nella settimana in cui in città si tengono le fiere Frieze London e Frieze Masters. Il totale aggregato della prima sessione ha raggiunto la somma di circa £219 milioni, segnando una crescita del 103% rispetto alle vendite analoghe del 2025, e alte percentuali di venduto, del 91% per lotto e del 96% per valore. Tenendo a mente lo scenario di mercato in cui ci muoviamo, i risultati delle aste di Christie’s sono stati solidi, con un andamento che ormai conosciamo: vengono vendute con un certo successo opere rare e di alta qualità, come trovano spazio e accoglienza lotti finora sottovalutati, mentre possono essere altalenanti i risultati in quello che c’è nel mezzo tra questi due poli.
La Peter Simon Collection in asta da Christie’s a Londra
Ad aprire la serata, in una sale room magnificamente affollata, è stata la vera attrattiva di tutta la settimana: il catalogo Monsoon: The Peter Simon Collection, dedicato alla collezione di Peter Simon, proprietario degli store di moda Monsoon e Accessorize, che in meno di due ore è diventata la più costosa collezione mai venduta da Christie’s a Londra, con un totale di £107,5 milioni. Dei 41 lotti tutti hanno trovato un nuovo proprietario tranne uno, di Frank Auerbach, con parecchie garanzie schierate in campo per oltre la metà dei lotti, ma anche con molte e sane contese avviate tra sala, telefoni e clienti online. La migliore aggiudicazione della serata è stata quella del dipinto Figure in Movement di Francis Bacon del 1978, conquistato per £17,2 milioni da un’offerente seduta nella sale room di Christie’s in King Street a Londra.
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I top lot e le aggiudicazioni sorprendenti della Simon Collection
La sorpresa della sessione è stata, meritatamente, l’intensa competizione generata da un raro dipinto di Liubov Popova, Painterly Architectonic (1918), che è stato venduto dopo circa otto minuti di rilanci in sala e ai telefoni per £7,6 milioni a una lady in the room, arrivando così ben oltre la stima minima di £1,8 milioni e facendo aggiornare il record d’asta per la pioniera del Costruttivismo russo. Tra gli altri migliori risultati dalla collezione Simon, Piet Mondrian, Composition A, with Double Line and Yellow è passato di mano a £9,7 milioni; Joan Miró, Peinture (Les amants – Adam et Eve) a £8,6 milioni; Hurvin Anderson, Last House, salito gradualmente e dopo rilanci che sono apparsi pensati e meditati, come è giusto che sia, fino a £5,7 milioni, ben oltre la stima bassa di 2 milioni di sterline.
Kandinsky e Mondrian hanno guidato l’asta di arte moderna e contemporanea di Christie’s a Londra
Esaurite le opere della collezione di Peter Simon – il pubblico era in sala da Christie’s da quasi due ore – e passata una breve pausa, è arrivato il momento della tornata dedicata all’arte moderna e contemporanea, la 20th/21st Century: London Evening Sale, con altri 45 lotti (dopo 5 ritiri), un terzo dei quali protetto da garanzie, che ha raggiunto un totale di £111 milioni. A dare il via alle danze sono state le buone performance di due lotti di Josef Albers, uno di Alexander Calder, un piccolo ma bellissimo lavoro su carta di Paul Klee, e poi ancora di una gouache di René Magritte, che ha raggiunto la cifra considerevole di £3,3 milioni (2,6 milioni di martello) e poi il ritratto – onestamente irresistibile – del cagnolino di David Hockney (“Questo è Stanley, il suo preferito!”, è stata la presentazione sorniona dell’auctioneer Adrian Meyer), che ha innescato un’accesa lotta fino alla cifra di 3,5 milioni di sterline.

I top lot di Christie’s a Londra
Il top lot della vendita e della serata tutta è stato invece il museale dipinto di Wassily Kandinsky, Das bunte Leben (1907), passato di mano a £31.560.000 dopo un’accesa battaglia di rilanci. Seguito, sul podio delle migliori aggiudicazioni, da Composition III (1920) di Piet Mondrian, che da stime di 20-30 milioni di sterline è passato di mano a un prezzo di martello di £21,5 milioni, per un valore finale di £25,2 milioni. E alla fine di queste prime tornate d’asta, sono sette i nuovi record d’asta messi a segno da Christie’s, per: Portia Zvavahera, Barbara Hepworth, nel segmento della produzione pittorica, Bridget Riley, Liubov Popova, David Bomberg, Igshaan Adams, Gerhard Richter, per la produzione di arazzi. “Questo è stato un anno straordinario per Londra”, ha commentato a caldo la CEO di Christie’s Bonnie Brennan, “in cui abbiamo visto alcune delle vendite più solide di sempre, a dimostrazione dell’intramontabile importanza di Londra come centro globale per l’arte e il collezionismo”. E di certo, con un totale doppio rispetto alle stesse aste nel 2025, la prima tornata di incanti di Christie’s ha offerto segnali incoraggianti sugli andamenti del mercato, il cui focus si sposterà ora nelle sale londinesi di Sotheby’s e Phillips, e successivamente a Parigi e, a novembre, a New York.
Cristina Masturzo
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