Come è andata la fiera ArtVerona 2026? Le vendite e i commenti dei galleristi
Un’atmosfera serena, con un pubblico numeroso e interessato e galleristi piuttosto ottimisti, ha accolto l’apertura della nuova edizione della fiera d’arte moderna e contemporanea di Verona. Ecco le vendite e i riscontri degli espositori
Ha aperto venerdì 9 ottobre e prosegue fino a domenica 11 ottobre 2026 la ventunesima edizione di ArtVerona: tre giorni dedicati all’arte moderna e contemporanea, con cinque sezioni espositive per 122 gallerie, una sala cinema dedicata alle opere filmiche e un programma di talk, tutto nei padiglioni di Veronafiere. Accompagnati dalle mostre e gli appuntamenti diffusi in città.
Al primo giorno di apertura, durante la preview per collezionisti e addetti ai lavori, l’atmosfera era serena, il pubblico interessato, molte le presentazioni curate e solide; i galleristi sono apparsi ottimisti, o per lo meno non angosciati, come in altre occasioni in cui il test del mercato rischia di creare valanghe di difficoltà. E il buon umore è arrivato intatto fino al tardo pomeriggio, quando abbiamo chiesto un po’ di informazioni e impressioni sugli andamenti della fiera.

Come è andato il primo giorno di ArtVerona 2026?
Diverse sono state le vendite che abbiamo visto andare in porto sin dalle prime ore, e specialmente, a guardare i bollini rossi sulle pareti degli stand e a rubare qualche chiacchiera con gli espositori, per le opere di dimensioni più contenute e dai prezzi più accessibili, praticabili in un evento concentrato nel tempo – tre giorni di durata – e dai costi affrontabili per gli operatori italiani. Se qualche scivolone in termini di proposta e gusto è praticamente impossibile da evitare, per la maggioranza assoluta si incontrano stand di buona qualità nei padiglioni 11 e 12 di Veronafiere. E soprattutto nelle sezioni curate come Effetto Sauna, Still o Pittura (Ora), ma anche tra gli espositori della sezione principale e di secondo mercato, dove, tra le opere più storicizzate, facevano capolino qui e lì opere dei maestri del Novecento italiano a prezzi ben più misurati di quando non si troverebbe, per opere analoghe, in fiere internazionali.

Le gallerie italiane e internazionali espongono ad ArtVerona 2026
Non manca, ad ArtVerona 2026, un’apertura poi a contributi esteri, a cominciare da un bel blocco di gallerie coreane, traghettate in questa parte di mondo dalla piattaforma Awave Zone, e passando per la galleria indiana Art Explore di Nuova Delhi, che espone per la prima volta in Italia e in Europa e a Verona i suoi artisti nel progetto Indian Frequencies, curato da Vikram Singh e Parallelo42 contemporary art, suggerendo la possibilità di uno sguardo diverso sul mondo attraverso le opere di Abhijit Pathak, Balasaheb Chaudhari, Vipul Kumar, Mangesh Rajguru, Kiyomi Talaulicar e Rubkirat Vohra.

Le vendite delle gallerie in fiera ad ArtVerona
Sul fronte dei primi riscontri, Andrea Lacarpia della galleria milanese Candy Snake, dalla sezione dedicata alla pittura contemporanea, ci ha confermato una preview frequentata a dovere: “La mia impressione è stata che siano passati più collezionisti rispetto ai venerdì degli anni precedenti”, con vendite per otto delle opere in stand, “quattro di Agostino Rocco (artista di metà carriera), quattro di Diego Azzola (giovanissimo), e tante richieste e interesse anche per Giuseppe Sciortino”, i cui range di prezzo variabili, ma tutti nell’alveo di una accogliente accessibilità, per un collezionismo reale e nazionale, dai 400 ai 3.800 euro.
Feedback positivo a caldo anche dalla galleria romana Raw Messina, in fiera nella sezione Effetto Sauna, che ci ha detto di una prima giornata, letteralmente, “super”, con una candidatura e un premio assegnato (l’opera di Pax Paloscia è tra quelle acquisite dal Premio A disposizione di Veronafiere) e tre opere vendute rapidamente, in una fascia di prezzo tra i 500 e i 600 euro, che suona proprio come un invito a collezionare, ad avvicinarsi all’arte senza troppe remore. A cui ha risposto un pubblico, continua la galleria, “preparato, curioso e interessato alle opere”.
“Le opere che abbiamo venduto hanno un range di prezzo che va dai 1.000 ai 7.000 euro di Leonardo Dalla Torre”, ci raccontano da NP Art Lab di Milano, che all’apertura della seconda giornata, ha per i risultati della fiera un responso positivo sotto più e diversi punti di vista. Proprio le opere di Leonardo Della Torre sono state selezionate, nello stand di NP Art Lab, per il Premio MC Collection di Marco Curina, con cui entreranno dunque a far parte della omonima collezione privata.

Cardelli & Fontana, ArtVerona 2026 Ph. Ennevi. Courtesy ArtVerona
I primi premi assegnati ad ArtVerona 2026
Tra gli altri riconoscimenti di ArtVerona a sostegno delle gallerie partecipanti e annunciati in questa prima parte del weekend, ha vinto meritatamente il Premio Display, dedicato a qualità e coerenza del progetto espositivo, la galleria Cardelli & Fontana (Sarzana), selezionata dalla giuria composta dai collezionisti Vittorio Mongino e Andrea Succo, che hanno riconosciuto anche due menzioni speciali alle gallerie L’incontro e Hui Red.
L’artista Simone Bergantini, rappresentato dalla Galleria Giampaolo Abbondio (Todi), ha vinto, invece, il Premio Fondazione Nadia Zenato per gli artisti che impiegano il linguaggio fotografico con l’opera Addiction #6, che restituisce le dita degli individui che mille volte al giorno scorrono, lasciando traccia di sé, sugli schermi dei telefoni e dei tablet. Assegnato poi a Marco Secondin, nello stand di Habitat83 (Verona), il nuovo Premio Fondazione Bonollo per la sezione Effetto Sauna. L’artista potrà così realizzare una mostra personale promossa dalla Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo per l’arte contemporanea nell’Ex Farmacia Pretto a Thiene (VI).
La galleria Alessandro Bagnai festeggia il premio Euromobil under 35, assegnato all’artista Miriam Marafioti; Romero Paprocki il Premio Dowedo – Namec a Matisse Mesnil; Candy Snake il Premio Massimiliano Galliani per il Disegno Under 40 a Giuseppe Sciortino e la galleria Ncontemporary il Premio MZ Costruzioni riconosciuto a Ruben Brulat.
Infine, Giorgio Griffa, Pax Paloscia, Alessandro Sambini e Andrea Mirabelli sono gli autori delle opere vincitrici del Premio A Disposizione, il fondo di acquisizione di Veronafiere per l’arte nato nel 2018 e che oggi conta 30 opere in collezione, promuovendo la fiera per il suo impegno nell’avvicinamento tra arte, cultura e impresa e il valore di un collezionismo attivo.
Cristina Masturzo
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