Un’altra galleria d’arte internazionale arriva a Milano. Da Parigi, Romero Paprocki apre in un ex ristorante di Porta Venezia

Si affaccia sulla strada con cinque ampie vetrate, pensate come elemento di apertura e relazione diretta con il contesto urbano la nuova sede della galleria parigina che si propone come ponte di ricerca tra la scena italiana e quella francese

È in programma per il 12 marzo 2026 l’apertura della sede italiana della galleria Romero Paprocki, fondata a Parigi nel 2020 da Guido Romero Pierini e Tristan Paprocki, a cui nel 2024 si è unita Rossella Traverso. L’obiettivo è promuovere un’attività di ricerca artistica costruita tra Francia e Italia, ponendo al centro il dialogo tra scene artistiche, generazioni e contesti culturali non poi così diversi. Situata in Via Lazzaro Palazzi 24, in zona Porta Venezia, la galleria prende gli spazi di un ristorante giapponese – su progetto dell’architetto Camilla Visintainer – affacciandosi sulla strada con cinque ampie vetrate, pensate come elemento di apertura e relazione diretta con il contesto urbano. Infatti la galleria ha avviato la propria attività scegliendo fin dall’inizio spazi di scala museale, con l’obiettivo di offrire una prima visibilità agli artisti emergenti e di far dialogare la qualità e la particolarità dei luoghi con quella delle opere esposte.

Romero Paprocki, Milano
Romero Paprocki, Milano

L’intervista a Guido Romero Pierini e Rossella Traverso della Galleria Romero Paprocki

In questa intervista ci facciamo raccontare – in occasione della prima partecipazione della galleria ad Arte Fiera a Bologna – da Guido Romero Pierini e Rossella Traverso tutte le novità di questa nuova apertura a Milano – che inaugura con una personale dell’artista italo-francese Matisse Mesnil – sotto la direzione di Carolin Mittermair.

Perché avete scelto di aprire una sede a Milano?
La scelta nasce da più fattori. Da un lato c’è il desiderio di ampliare la nostra ricerca artistica: lavoriamo già con diversi artisti italiani in Francia e vogliamo, allo stesso tempo, portare nuovi artisti francesi in Italia. Dall’altro, Milano rappresenta per noi una base naturale nel contesto italiano. Negli ultimi tre anni siamo entrati progressivamente nel mercato italiano partecipando ad Artissima a Torino, poi a miart a Milano e in questi giorni anche ad Arte Fiera a Bologna. È un mercato che stiamo esplorando da relativamente poco tempo, ma che ci sta dando risultati positivi. I due mercati che oggi rispondono maggiormente alle nostre aspettative sono quello italiano e quello di Belga. Inizialmente avevamo considerato l’idea di aprire sia in Belgio sia a Milano, ma insieme a Rossella abbiamo deciso di concentrarci prima su Milano: è un progetto che richiede già molte energie.

Questo dialogo tra Italia e Francia è quindi un elemento fondante del progetto?
Assolutamente sì. Continueremo a portare artisti italiani in Francia – come nel caso della prossima mostra personale di Pietro Moretti a Parigi, prevista per ottobre 2026 – e, allo stesso tempo, artisti francesi in Italia. Con il tempo abbiamo notato un crescente interesse anche da parte del pubblico e dei collezionisti italiani e questo ci ha spinto a immaginare un progetto “a specchio”. Apriremo a Milano con una mostra personale dell’artista italo francese Matisse Mesnil, mentre quella successiva sarà una collettiva interamente dedicata alla scena francese. L’idea non è solo quella di creare scambi bilaterali, ma di combinare artisti e contesti per generare un vero dialogo. Un altro esempio emblematico di questo “progetto ponte” è quello di Luca Resta, artista italiano che ha costruito gran parte della sua carriera in Francia, dove è rappresentato da Yvon Lambert ed è presente in importanti collezioni istituzionali. Per questo abbiamo deciso di portarlo qui in stand a Bologna: rappresenta per noi un primo passo per riattivare questo dialogo con il contesto italiano ed è esattamente il tipo di percorso che vogliamo sviluppare. Pensiamo, infatti, che le gallerie, oltre alla consueta e riconosciuta responsabilità nel mercato dell’arte, ne abbiano anche, e soprattutto, una culturale.

Matisse Mesnil
Matisse Mesnil

L’attività della Galleria Romero Paprocki

Esiste un limite di età per gli artisti che rappresentate?
La galleria è nata come uno spazio fortemente dedicato alla scena emergente. Nel tempo, però, il progetto si è evoluto. Gli artisti che erano emergenti agli inizi oggi continuano a essere seguiti nel lungo periodo. Continuiamo a investire nella ricerca emergente, inserendo ogni anno nuovi artisti giovani, ma oggi non siamo più esclusivamente una galleria di emergenti. Attualmente rappresentiamo artisti dai 25 ai 60 anni, diciamo che l’età media si colloca intorno ai 30-40 anni.

Sono previste attività collaterali e collaborazioni oltre alle mostre?
Sì, stiamo avviando una collaborazione con Gate 44, una stamperia milanese con cui Matisse Mesnil sta già lavorando a una serie di opere su carta. Anche se la mostra sarà incentrata principalmente sul suo medium principale – ferro e acciaio inox –, all’interno della galleria sarà presente una sezione dedicata ai lavori su carta. E questa collaborazione è pensata sul lungo periodo: per ogni mostra realizzeremo un’edizione, un catalogo o un multiplo. Con il tempo vogliamo infatti dedicare un corner all’editoria d’arte, pensato anche per rendere alcune opere più accessibili e avvicinare un pubblico più giovane.

Caterina Angelucci 

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Caterina Angelucci

Caterina Angelucci

Caterina Angelucci (Urbino, 1995) vive e lavora a Milano. È laureata in Lettere Moderne con specializzazione magistrale in Archeologia e Storia dell’arte. Oltre a svolgere attività di curatela indipendente in Italia e all'estero, dal 2018 lavora come giornalista per testate…

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