L’arte italiana da Dorotheum conquista Vienna. Carla Accardi fa record

Gli artisti italiani hanno brillato alle aste di arte moderna e contemporanea di Dorotheum a Vienna tra il 29 novembre e l'1 dicembre. E per Carla Accardi si è aggiornato il record di aggiudicazione

Nella splendida cornice dello storico Palais Dorotheum, situato nella centralissima Dorotheergasse a Vienna, si sono tenute le sessioni di arte moderna e contemporanea della casa d’aste austriaca Dorotheum. Nei cataloghi, ricchi di opere pregevoli, si è sentita fortemente la presenza degli artisti di “casa nostra” i quali hanno saputo conquistare la piazza del mercato austriaco, riscuotendo un grande successo. Ed è record per Carla Accardi.

L’ASTA DI ARTE MODERNA DI DOROTHEUM

L’asta di Arte Moderna di Dorotheum si è aperta con un importante gruppo di opere di Alfons Walde, pittore austriaco molto apprezzato per i suoi paesaggi innevati dei suggestivi promontori del Tirolo. Tutti i dipinti sono passati di mano realizzando più del doppio della stima alta, in particolare Almen und Gletscher (1932) da € 220.000 di partenza ha raggiunto € 565.000,. Sempre in orbita austrica, ha trovato nuova collocazione il disegno datato 1915 di Egon Schiele Peasant Girl with Kerchief, Standing, per oltre € 200.000. Il dipinto raffigurante l’interno di una stanza di hotel ad opera di Tamara de Lempicka, Chambre d’hôtel (1951) ha ricevuto diverse offerte fino a quella finale di € 278.000, oltre il triplo della stima di partenza.

Alfonse Walde, Almen und Gletscher (1932). Courtesy of Dorotheum

Alfonse Walde, Almen und Gletscher (1932). Courtesy of Dorotheum

GLI ITALIANI ALL’ASTA DI ARTE MODERNA A VIENNA

Per quanto riguarda gli italiani, molto interesse ha ricevuto Venezia, Isola di San Giorgio (1965) di Giorgio De Chirico che da € 120.000 di stima bassa ha raggiunto i € 215.500 di aggiudicazione, commissioni incluse, così come si è fatta notare una storicizzata Natura Morta (1952) di Giulio Turcato, passata di mano per oltre quarantamila euro, ben lontana dalla stima bassa. Buoni risultati anche per le opere di Antonio Corpora, Bruno Cassinari, ma soprattutto per L’aragosta e l’astice (1934) di Cagnaccio da San Pietro che da € 30.000 di stima bassa, dopo numerosi rilanci, ha sfiorato i 90.000 euro di aggiudicazione.

CARLA ACCARDI DA RECORD DA DOROTHEUM

Molta Italia e di peso si è vista anche nel catalogo di arte contemporanea raccolto dalla casa d’aste Dorotheum. Con una pattuglia di esponenti di diverse correnti e avanguardie: dall’arte povera al gruppo Forma 1, accolto sempre con favore dalla piazza austriaca. E proprio in quest’alveo si sono raggiunti ottimi risultati per Piero Dorazio e di più ancora per Carla Accardi, che con l’aggiudicazione del dipinto Animale Immaginario (1988) per € 303.000 ha aggiornato il suo record mondiale in asta.

Alighiero Boetti, Perché la testa è amica del piede ed entrambe di lune e maree (1988). Courtesy of Dorotheum

Alighiero Boetti, Perché la testa è amica del piede ed entrambe di lune e maree (1988). Courtesy of Dorotheum

LUCIO FONTANA TOP LOT A VIENNA DA DOROTHEUM

Non a caso però la sessione del 30 novembre si è aperta con tre opere Alighiero Boetti, il quale, anche in Austria, ha confermato il recente trend più che positivo. Tutti i lavori hanno superato ampiamente la stima alta con aggiudicazioni da 70 a 230.000 euro, anche se è sull’arazzo Perché la testa è amica del piede ed entrambe di lune e maree (1988) che si è scatenata una battaglia tra due telefoni che ha stracciato la stima bassa di € 45.000 per arrivare, dopo dieci minuti di contesa, oltre 170.000 euro. L’accattivante Concetto Spaziale (1965) di Lucio Fontana, caratterizzato dalle tinte rosa e da uno squarcio al centro a forma di cuore, è volato alto, finendo sul podio come vendita più alta della serata, conquistato da un offerente in sala per 753.000, mentre un’altra animata battaglia si è animata sul lotto 215 Superficie n. 149 (1965) di Giuseppe Capogrossi. Due telefoni anche in questo caso in un bel ping pong di rilanci, che hanno fatto schizzare la stima bassa di € 75.000 all’aggiudicazione con il bid finale di € 290.500. E poi ancora Paolo Scheggi, Agostino Bonalumi ed Enrico Castellani a rappresentare il fronte dell’estroflessione con opere notevoli, tutte finite in nuove mani con range di aggiudicazioni tra € 100 e 330.000.

Hans Hartung, T 1964 - E 40 (1964). Courtesy of Dorotheum

Hans Hartung, T 1964 – E 40 (1964). Courtesy of Dorotheum

GLI ALTRI RISULTATI DALLE ASTE VIENNESI

Oltre al fronte Italia, che ha senza dubbio avuto la meglio nel corso della serata, ci sono state vendite di rilievo per le avanguardie tedesche, rappresentate specialmente da un nutrito gruppo di opere di Hans Hartung, tutte aggiudicate oltre la stima alta, con T 1964 – E 40 (1964) in particolare che ha raggiunto i € 262.268. Ottimo riscontro anche per Pumpkin KKK (2002) di Yayoi Kusama che sfiora il mezzo milione di euro, mentre sul versante austriaco Arnulf Rainer, Hermann Nitsch e Günter Brus hanno avuto risultati oltre la stima alta.

Antonio Mirabelli

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Antonio Mirabelli

Antonio Mirabelli

Antonio Mirabelli si è laureato in giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli di Roma e nello stesso ateneo ha frequentato la Scuola di Specializzazione per un biennio. Avvocato e appassionato di arte, matura esperienza nel campo del Wealth management come…

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