Da Sotheby’s arriva l’epoca d’oro della natura morta fiamminga

La casa d’aste si prepara a mettere in vendita la collezione di Juan Manuel Grasset. Si tratta di una delle più grandi raccolte private al mondo di nature morte del Seicento. A ottobre a Londra

The Grasset Collection is unveiled at Sotheby’s
The Grasset Collection is unveiled at Sotheby’s

“Mi fu subito chiaro che Juan Manuel aveva un occhio straordinario e conosceva il mercato meglio di chiunque altro”. È così che Alex Bell, Co-Chairman di Sotheby’s, tratteggia la figura di Juan Manuel Grasset (1927-2020). Nella vita di tutti i giorni, Grasset era un ingegnere civile, ma a noi interessa di più il suo essere stato un collezionista d’arte appassionato, che amava vivere con i dipinti che possedeva e di cui si circondava. Spagnolo e tra i fondatori degli Amici del Prado, il suo collezionare ha assecondato per quarant’anni una predilezione spiccata per un genere in particolare: la natura morta seicentesca olandese e fiamminga. Ora Sotheby’s è riuscita ad assicurarsi questo prestigioso consignment e 17 opere dalla collezione Grasset saranno protagoniste dell’Old Master Evening Sale di Londra del prossimo 7 dicembre, raccontando l’epoca d’oro della pittura fiamminga.

Works from the Grasset Collection go on display at Sotheby's London alongside an installation by Sage Flowers
Works from the Grasset Collection go on display at Sotheby’s London alongside an installation by Sage Flowers

IL SEICENTO FIAMMINGO E CANALETTO NELLA COLLEZIONE GRASSET

Allo studio della storia dell’arte, e in particolare di questa curva tra gli Old Master, Juan Manuel Grasset è arrivato da autodidatta. Ciò nonostante, non si è mai fatto intimidire dal mondo delle case d’aste e anzi è stato tra i primi collezionisti ad avventurarvisi, in un periodo in cui sembrava essere arena solo per mercanti e di un certo rango per di più. Riuscendo così, con dedizione e caparbietà durate decenni, a mettere insieme una delle collezioni private di dipinti fiamminghi e olandesi del XVII secolo più estese al mondo. E se la raccolta comprende anche una veduta veneziana di Canaletto, il vero cuore della passione di Grasset restano le nature morte seicentesche.

Jan van Kessel, A still life of flowers in a glass vase
Jan van Kessel, A still life of flowers in a glass vase

L’ASTA DI SOTHEBY’S PER LA COLLEZIONE GRASSET

Riservata a lungo a una fruizione privata e intima, la collezione è stata in tempi più recenti protagonista di alcune importanti occasioni espositive in America, a San Diego nel 2016 e in Florida nel 2019. Ora una parte di questa raccolta sta viaggiando nel tour pre-asta organizzato da Sotheby’s in occasione dell’incanto che le dedicherà a dicembre. Saranno infatti 17 le opere offerte da Sotheby’s in occasione dell’asta dedicata agli Old Master. Una selezione contenuta di una collezione ben più ampia, messa insieme dalla Spagna alle aste di Londra e New York e attraverso studi approfonditi e appassionati, fino a essere in grado di dar testimonianza delle evoluzioni e delle diverse declinazioni dell’epoca d’oro della pittura fiamminga.

Osias Beert The Elder, Still life of roses in a lacquer and canework oriental bowl with a butterfly and dragonfly
Osias Beert The Elder, Still life of roses in a lacquer and canework oriental bowl with a butterfly and dragonfly

LA NATURA MORTA, IL GENERE DELLA MODERNITÀ

Scriveva Giulio Carlo Argan: “Potrebbe dirsi che la natura morta del Seicento, e proprio a causa delle remote e dimenticate implicazioni religiose e allegoriche, annunci l’epoca del ‘feticismo della merce’”. A voler dar conto della complessità di un genere, la natura morta, il cui oggetto si fa feticcio, e quindi veicolo di istanze altre e a quello esterne: di tipo religioso, o simbolico, o economico-politico. Canestre di frutta, composizioni di fiori, tavole imbandite con stoviglie lucenti e cibo a volte intatto e altre intaccato. Oggetti comuni, di uso quotidiano, che però, traslati nello spazio pittorico, sono investiti di significati ulteriori e si fanno perturbanti nella loro capacità espressiva, nella forza di un linguaggio che incarna un mondo nuovo. E non sono pochi i motivi per considerare come il genere della natura morta possa coincidere proprio con quella modernità che si fa strada tra Cinquecento e Seicento, fino alla codificazione del genere nell’epoca d’oro del XVII secolo appunto, quando le diverse scuole europee si consolidano e il mercato del dipinto assume dimensioni considerevoli.

Works from the Grasset Collection go on display at Sotheby's London
Works from the Grasset Collection go on display at Sotheby’s London

GRASSET COLLECTION. GLI HIGHLIGHT

Un contenuto di pensiero si annida quindi nella centralità inedita che l’oggetto rappresentato va acquisendo, reso soggetto autonomo, e di un nuovo contesto di ricezione anche. E prova ne sono alcune tra le opere provenienti dalla collezione Grasset e ora in catalogo da Sotheby’s. Dai colori, le lucentezze e i formidabili trompe l’oeil delle opere di Jan Davidsz de Heem e Osias Beert il Vecchio, con stime di £1,000,000 – £1,500,000 e £400,000 – £600,000, al banchetto dipinto da Floris van Dyck, Still Life of Luxuries (stima £600,000 – £800,000).

Works from the Grasset Collection go on display at Sotheby's London alongside an installation by Sage Flowers
Works from the Grasset Collection go on display at Sotheby’s London alongside an installation by Sage Flowers

CANALETTO TOP LOT DELLA GRASSET COLLECTION

Tra la pittura di paesaggio, a cui Grasset si appassiona nondimeno e successivamente, spiccano i nomi di Brueghel il Vecchio e Barent Avercamp, ma ancora di più Giovanni Antonio Canal, meglio noto come Canaletto. È suo il top lot della collezione, una veduta del Canal Grande di Venezia stimata £3,000,000 – £5,000,000. L’opera, commissionata dal Duca di Kent negli anni ’30 del Settecento al 1730, è apparsa sul mercato finora, in tanti secoli, solo tre volte. E non sorprende che il dipinto abbia conquistato un collezionista interessato e attento alle più straordinarie qualità dei dettagli e raffinatezza d’esecuzione.

– Cristina Masturzo

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Cristina Masturzo
Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna Economia e Mercato dell'Arte e Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni al Master in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti a Milano. È responsabile e contributor dell’area di mercato dell’arte di Artribune Magazine. Nel 2020 è stata tra i coordinatori del Forum dell'arte contemporanea italiana. Collabora con il Dipartimento di Arti Visive di NABA (Milano, Roma) e con FM Centro per l’Arte Contemporanea (Milano) e segue come freelance progetti di ricerca sul sistema dell’arte e progetti editoriali indipendenti. Suoi testi sono stati pubblicati in magazine e cataloghi.