Il 2021 di Wannenes. Aste, fatturato, aperture internazionali, “phygital” e nuovi collezionisti

Mentre gli scenari fieristici nazionali e internazionali continuano a mutare, guardiamo al segmento delle case d’asta, attraverso i risultati e i consuntivi rilasciati per il 2021. Ecco l’anno da poco concluso da Wannenes

Bernardino Mei, Allegoria della Prudenza - Courtesy Wannenes
Bernardino Mei, Allegoria della Prudenza - Courtesy Wannenes

È stato un 2021 all’insegna della crescita quello della casa d’aste Wannenes, per il comparto degli incanti, che ha fatto fronte meglio di altri segmenti alle difficoltà post-pandemiche, grazie a un buon mix di presidio fisico e digital e a una selezione di cataloghi sempre più a fuoco e votati alla qualità.

IL 2021 DELLE ASTE DI WANNENES

In questa scia, anche Wannenes riparte di slancio, forte di un totale di 24.7 milioni di euro di fatturato per il 2021 e una percentuale di venduto per lotto del 65% e per valore del 210%, con un incremento dei risultati in tutti i dipartimenti. Il calendario delle aste ha visto intensificarsi il numero delle sessioni proposte, soprattutto quelle online: 44 rispetto alle 20 del 2020 (+ 47%), con quelle fisiche che da 24 sono passate a 27 (+12%) e quelle web-only da 6 a 17 (+ 183%), contribuendo al 7% del fatturato totale. “Abbiamo sempre lavorato su una crescita organica dell’azienda e dei dipartimenti e quindi le fluttuazioni non sono mai state inaspettate ma sempre conseguenze della linea data”, dichiara Guido Wannenes, CEO della casa d’aste. “Nel 2021 abbiamo registrato un 34% per le aste di Wine & Spirits, un 52% per le aste di Classic Cars & Youngtimer e un 14.2% per le aste di 18th Century Paintings grazie alle sessioni dedicate al Realismo Sovietico. Ma i due risultati di cui siamo più orgogliosi sono il +34% sul Design e il +32% sui Gioielli & Orologi che hanno confermato l’importanza strategica delle location dove si tengono le nostre aste: Wannenes è l’unica casa d’aste italiana ad organizzare aste in quattro diverse città: Milano, Genova, Monte Carlo e Parigi”.

Giorgio de Chirico, Le Muse inquietanti, 1962, € 475.100. Courtesy Wannenes
Giorgio de Chirico, Le Muse inquietanti, 1962, € 475.100. Courtesy Wannenes

CASA D’ASTE WANNENES: APERTURA INTERNAZIONALE E FASCE DI MERCATO GIOVANE

Il 2021 è stato, infatti, anche l’anno di aperture e collaborazioni internazionali per Wannenes. La novità più significativa, in quest’ambito, sono state le prime due aste tenute a Parigi, in collaborazione con la casa d’aste Piasa, che hanno presentato per la prima volta nella Ville Lumiére un catalogo dedicato al Design del XX secolo e uno ai tessuti d’artista della ditta JSA di Busto Arsizio, che insieme hanno superato il milione di euro di aggiudicazioni.  E internazionale è stato anche il pubblico della casa, con una percentuale del 59% di clienti stranieri, provenienti da 64 nazioni, soprattutto Gran Bretagna (7%), Stati Uniti (5%) e Francia (4%). Tra le città italiane, Milano è quella che ha acquistato di più con 2.4 milioni (25%), seguita da Roma con 1.6 milioni (17%) e Cuneo con 400mila euro (4%). Il Design è il segmento che riesce a intercettare con più intensità la fascia di mercato dai 20 ai 40 anni (25%), così come i Dipinti del XIX secolo che raggiungono il 24% tra i 20 e i 30 anni. L’Arte Moderna e Contemporanea, invece, fa breccia nella fascia di età 51-60 anni, con il 17%.

Rolex Daytona “John Player Special Paul Newman”, € 660.400. Courtesy Wannenes
Rolex Daytona “John Player Special Paul Newman”, € 660.400. Courtesy Wannenes

WANNENES. TOP LOT DEL 2021

Il podio delle migliori aggiudicazioni dell’anno vede al primo posto una rara versione del cronografo da polso in oro 14K Rolex “Daytona John Player Special Paul Newman”, aggiudicato a 660.400 euro. Segue Giorgio de Chirico: Muse Inquietanti del 1962 è andata esitata per 475.100 euro, mentre Piazza d’Italia ha trovato un nuovo proprietario a 212.600 euro, subito dopo l’Allegoria della Prudenza del maestro del barocco senese Bernardino Mei, 275.100 euro. Barra dritta allora verso l’anno appena avviato e con ottimismo, per Guido Wannenes: “per il 2022 il mercato continuerà a stupirci ed anzi si confermerà ancora più globale, la vera sfida sarà nella capacità di scegliere le opere più ricercate dai collezionisti e nel dare servizi di standard sempre più elevati… Siamo pronti!”.

– Cristina Masturzo

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Cristina Masturzo
Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna Economia e Mercato dell'Arte e Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni al Master in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti a Milano. È responsabile e contributor dell’area di mercato dell’arte di Artribune Magazine. Nel 2020 è stata tra i coordinatori del Forum dell'arte contemporanea italiana. Collabora con il Dipartimento di Arti Visive di NABA (Milano, Roma) e con FM Centro per l’Arte Contemporanea (Milano) e segue come freelance progetti di ricerca sul sistema dell’arte e progetti editoriali indipendenti. Suoi testi sono stati pubblicati in magazine e cataloghi.