Phillips punta tutto sul digitale. Si riparte con asta online e virtual tour dedicati al design

All’incanto le opere di Claude Lalanne, Alberto Giacometti, Studio BBPR, Gio Ponti e altri. Ora il digitale rappresenta un’opportunità senza precedenti per creare nuovi ponti con il collezionismo: ce ne ha parlato in questa intervista Domenico Raimondo, Senior Director e Head of Design in Europa per Phillips.

Phillips Londra, Virtual Tour
Phillips Londra, Virtual Tour

Costretta a una battuta d’arresto a causa del Covid, la terza casa d’aste al mondo ha dovuto riprogrammare il calendario primaverile e posticiparne le attività. Phillips riparte ora con nuove regole e prospettive: il prossimo importante appuntamento è fissato per il 19 giugno con l’asta di design che si svolgerà online. I clienti potranno seguirla tramite il sito o tramite la app di Phillips; sarà utilizzata anche la piattaforma Zoom per creare una wall con gli esperti della casa d’aste, pronti a offrire consulenza e fornire informazioni. Una modalità già utilizzata in passato, con la differenza che questa volta solo il banditore sarà in sala. All’incanto 175 lotti, con autori come Claude Lalanne, Jean Dunand, Alberto Giacometti, Studio BBPR, Edmund de Waal, Marc Newson, Shiro Kuramata, Pietro Chiesa Gio Ponti, il quale l’anno scorso aveva totalizzato un memorabile sold out a Londra con la collezione Casa di Fantasia. L’asta online viene preceduta da una mostra pre-sale visitabile nella sede di Berkeley Square di Londra tramite appuntamento, o attraverso un ben più comodo e raggiungibile virtual tour (questo il link), con la possibilità di guardare da vicino le opere e il loro allestimento nello spazio e disporre di tutte le informazioni contenute nelle didascalie. Il periodo di lockdown, insomma, pare non avere affatto scoraggiato lo spirito delle case d’asta, spingendole anzi a riprogrammare i propri servizi implementando le piattaforme digitali, con lo scopo di raggiungere in modo più agevole collezionisti di tutto il mondo: quelli abituali, ma soprattutto quelli nuovi. Un aspetto confermato anche da Domenico Raimondo, Senior Director, Head of Department, Europe and Senior International Specialist per Phillips, che ci ha parlato della situazione attuale e delle prospettive future delle case d’aste.

Marc Newson 'Orgone' chair, 1993.
Marc Newson ‘Orgone’ chair, 1993.

PHILLIPS RIPARTE DAL DIGITALE

Questa settimana, molti clienti hanno visitato la mostra solo su appuntamento e con tutte le misure necessarie per la salute e la sicurezza. Per i collezionisti che non sono in grado di effettuare la visita di persona, i tour virtuali consentono loro di ‘scoprire’ la mostra in anteprima e visualizzare le opere in conversazione tra loro all’interno della galleria”, racconta Domenico Raimondo ad Artribune in merito alla ripartenza di Phillips. “Per quanto riguarda il nuovo formato delle aste, è incredibile la rapidità con cui Phillips si sia adattata alle circostanze attuali e abbia migliorato la tradizionale configurazione dal vivo di queste vendite durante il lockdown. La nostra vendita di design sarà la prima asta live che avrà luogo nel nostro nuovo salone, appositamente progettato in Phillips Berkeley Square. Questo nuovo spazio ha potenziato le capacità digitali, creando una sala d’aste virtuale con streaming live online su una estesa rete internazionale di offerenti, nonché un videowall che collega gli specialisti di Phillips di tutto il mondo. Sebbene i clienti non siano fisicamente presenti, saranno in grado di partecipare mentre il banditore procede con la vendita, e gli offerenti saranno anche in grado di effettuare offerte in tempo reale, sia online che tramite l’app Phillips. Abbiamo trasmesso in streaming le nostre aste live online negli ultimi cinque anni e abbiamo visto i nostri clienti abbracciare sempre più la nostra piattaforma online e i live video feeds, posizionandoci bene nell’adattamento a questo nuovo modello”.

Domenico Raimondo
Domenico Raimondo

PHILLIPS E IL NUOVO COLLEZIONISMO

Nuove piattaforme di servizi, nuove modalità di acquisto e, di conseguenza, anche un probabile nuovo bacino di collezionisti che si avvicineranno al mondo delle case d’aste prossimamente. Infatti, come ci spiega Raimondo, “dalle conversazioni che ho avuto con i collezionisti, che hanno trascorso molto più tempo a casa, è emerso che hanno ripensato il layout e il design del loro spazio e, naturalmente, delle loro collezioni. Sembra che il focus di collezionisti, sia nuovi che affermati, sia quello di comprare oggetti di cui vogliono circondarsi, piuttosto che lasciarsi guidare dalle tendenze del mercato”. Ma c’è di più, “negli ultimi mesi abbiamo anche accolto con favore un enorme aumento di nuovi clienti: oltre il 40% delle vendite online durante la quarantena era rappresentato da acquirenti che si rivolgevano a Phillips per la prima volta. Abbiamo assistito a un grande coinvolgimento su tutta la linea, con molti collezionisti che preferiscono l’autonomia delle piattaforme online, le quali rimuovono quella che può essere un’aura intimidatoria di esclusività che circonda le aste dal vivo. Gli acquisti online tendono ad essere a prezzi medio-bassi, promettendo un’ulteriore crescita del mercato medio, un’area della nostra attività altamente redditizia. L’abbiamo già visto accadere in Asia. Sarà interessante vedere come evolve la demografia dei collezionisti man mano che un numero maggiore di esperti e di acquirenti più giovani abbraccia rapidamente le transazioni online”. Il quadro generale è incoraggiante e la prospettiva di vedere nelle prossime sfide un ampio margine di crescita di Phillips è ciò che maggiormente conta, stando alle parole di Domenico Raimondo: “questa crisi ha offerto alle case d’asta l’opportunità di sperimentare e accelerare alcuni cambiamenti, in particolare attraverso la creazione di un modello operativo per le vendite esclusivamente online. Phillips sta affrontando questa sfida e sta cercando modi per aggirare la tradizionale dipendenza del mercato dell’arte dalla possibilità per gli specialisti e i clienti di viaggiare e incontrarsi di persona. I progressi continui nell’arena digitale determineranno una visualizzazione sempre più interattiva di opere d’arte online in un nuovo formato. Il nuovo spazio appositamente costruito da Phillips a Londra è un esempio di come gli specialisti internazionali di tutto il mondo si collegheranno in tempo reale con i collezionisti”. E conclude, “la nostra strategia è continuare a investire nelle nostre capacità digitali. Operiamo in un mondo globale, in cui alle persone piace avere il controllo delle loro decisioni, quindi fornire quante più informazioni possibili in un formato online non farà che aumentare la nostra portata verso nuovi clienti”.

– Giulia Ronchi

https://www.phillips.com/
https://www.phillips.com/article/58854567/vr-walkthrough-design-2

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.