Da Sotheby’s a New York all’asta un raro “Papa” di Francis Bacon: 8 milioni di dollari

Il dipinto fa parte della serie di opere che l’artista ha realizzato durante il suo soggiorno in Marocco negli anni Cinquanta. Molti dei dipinti di quel periodo furono distrutti dallo stesso Bacon, e il “Papa” che andrà all’asta il prossimo novembre è tra i rari superstiti

Property from the Brooklyn Museum, Sold to Support Museum Collections Francis Bacon, Pope (detail). Oil on canvas 77⅛ by 55⅞ in. 195.9 by 141.9 cm. Executed circa 1958. Estimate $6:8 million. Courtesy Sotheby’s
Property from the Brooklyn Museum, Sold to Support Museum Collections Francis Bacon, Pope (detail). Oil on canvas 77⅛ by 55⅞ in. 195.9 by 141.9 cm. Executed circa 1958. Estimate $6:8 million. Courtesy Sotheby’s

Sarà l’highlight della prossima Contemporary Art Evening Auction, in programma il 14 novembre da Sotheby’s a New York, Pope di Francis Bacon (Dublino, 1909 – Madrid, 1992), realizzato nel 1958 durante il soggiorno in Marocco dell’artista, e unico superstite della serie di dipinti che Bacon realizzò a Tangeri. L’opera, appartenente al Brooklyn Museum, viene messo in vendita dall’istituzione newyorchese con lo scopo di raccogliere fondi per sostenere e incrementare la propria collezione. Pope di Bacon è stato stimato per una cifra che si aggira tra i 6 e gli 8 milioni di dollari.

POPE DI FRANCIS BACON E IL SOGGIORNO IN MAROCCO

L’opera, oltre a rappresentare uno dei soggetti più noti e iconici della pittura di Bacon, racconta e testimonia inoltre una particolare fase della vita dell’artista, contraddistinta da tumultuose e dolorose vicende sentimentali, offrendo così anche una lente con la quale osservare l’emotività e la psicologia di Bacon nel periodo in cui ebbe una appassionata ma instabile relazione amorosa con Peter Lacy. Intorno alla metà degli anni Cinquanta, Lacy si trasferì a Tangeri, spingendo così Bacon a fare frequenti e prolungati viaggi in Marocco. Diversamente dall’Europa, Tangeri veniva percepita da Bacon e Lacy come un luogo esotico e più tollerante nei confronti dell’omosessualità; nonostante ciò però la loro storia d’amore ebbe esiti burrascosi e violenti, tanto da determinare un periodo di grande angoscia per l’artista. Gli anni marocchini furono per Bacon particolarmente prolifici, ma alla fine l’artista decise di distruggere le opere realizzate in quel periodo. Tutte tranne sei: cinque furono donate all’amico Nicolas Brusilowski nella speranza di poter riutilizzare le tele – ma per fortuna Brusilowski le conservò, e negli anni le opere entrarono a fare parte di importanti collezioni private in tutto il mondo –, l’altra invece è il Pope che verrà messo all’asta, giunto al Brooklyn Museum nel 1967 come donazione da parte della collezionista Olga H. Knoepke.

Property from the Brooklyn Museum, Sold to Support Museum Collections Francis Bacon Pope Oil on canvas 77⅛ by 55⅞ in. 195.9 by 141.9 cm. Executed circa 1958. Estimate $6:8 million. Courtesy Sotheby’s
Property from the Brooklyn Museum, Sold to Support Museum Collections Francis Bacon Pope Oil on canvas 77⅛ by 55⅞ in. 195.9 by 141.9 cm. Executed circa 1958. Estimate $6:8 million. Courtesy Sotheby’s

FRANCIS BACON ALL’ASTA DA SOTHEBY’S

L’intero gruppo dei Tangier Paintings è incluso nel catalogo ragionato dell’opera di Francis Bacon, a cura di Martin Harrison e pubblicato nel 2016. Pope arriva all’asta dopo la vendita da Sotheby’s di un altro esempio di Pope di Bacon, Study for a Head, aggiudicato a 50,4 milioni di dollari durante la Contemporary Art Evening Auction nel maggio 2019. “‘Pope’ offre uno sguardo davvero raro sullo stato psicologico di Francis Bacon durante un periodo prolifico ma alla fine tormentato della sua vita e della sua carriera”, spiega Grégoire Billault, capo del Dipartimento di arte contemporanea di Sotheby’s a New York ed ex ricercatore di The Estate of Francis Bacon. “Tangeri rappresentava i primi viaggi dell’artista fuori dall’Europa e la promessa di una vita aperta con Peter Lacy. Ma la loro relazione si rivelò instabile e violenta, trovando espressione nei ‘Popes’ angosciati di Bacon”.

– Desirée Maida 

www.sothebys.com

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AutoreFrancis Bacon
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.