Aste e mercato. David Hockney a Londra

La storia di “Henry Geldzahler and Christopher Scott”, il dipinto di David Hockney battuto all’asta da Christie’s, a Londra, lo scorso marzo.

David Hockney, Henry Geldzahler and Christopher Scott, 1969, acrilico su tela, 214 x 305 cm © Christie’s Images Limited 2019
David Hockney, Henry Geldzahler and Christopher Scott, 1969, acrilico su tela, 214 x 305 cm © Christie’s Images Limited 2019

Il 18 ottobre 1969 apre New York Sculpture & Painting: 1940-1970 al Metropolitan Museum of Art di New York. La mostra è colossale: 408 opere di 43 artisti da collezioni museali e private di tutto il mondo. Le 35 sale del Met che di solito ospitano i grandi maestri europei fanno ora posto a Gorky, Pollock, Stella, Johns, Rothko, Warhol, Rauschenberg. Sono i campioni della New York School, “deflettori” cruciali per i nuovi indirizzi dell’arte, secondo il curatore Henry Geldzahler. Mentre qualche newyorker storce il naso, la “mostra di Henry” – come sarà ricordato l’evento – segna uno spartiacque nella storia delle mostre e dell’arte americana.
Geldzahler, folgorato a quindici anni da una mostra di Arshile Gorky al Whitney, entra come curatore al Met nel 1960 e da lì colleziona ruoli di prestigio e potere, sempre in prima linea per sostenere l’arte contemporanea americana. Mentre la Pop Art sancisce lo spostamento oltreoceano del baricentro dell’arte mondiale, Geldzahler pranza regolarmente alla Factory, passa ore al telefono con Andy Warhol ed è sempre più vicino agli artisti che non ai patron corteggiati dai musei. Tanti gli artisti che, negli anni, ritraggono questo curatore-amico: da Frank Stella ad Alice Neel e George Segal, fino allo stesso Warhol, che lo riprende per 90 minuti mentre è intento a fumare uno dei suoi amatissimi sigari cubani.

L’ASTA LONDINESE DI CHRISTIE’S

A quasi cinquant’anni da New York Sculpture & Painting il suo nome si lega a uno degli eventi clou del 2019 per il mercato dell’arte. Alla Post-War and Contemporary Art Evening Auction del 6 marzo, a Londra Christie’s ha offerto in catalogo, infatti, Henry Geldzahler and Christopher Scott (1969) di David Hockney. Terzo della celebre serie dei Double Portraits, il dipinto ritrae Geldzahler, amico di Hockney dal 1963 e all’epoca del ritratto alle prese con la storica mostra al Met, insieme al compagno, il pittore Christopher Scott. Leggendaria sin dalla sua prima presentazione al pubblico all’André Emmerich Gallery di New York (Geldzahler l’aveva definita una pietra miliare con la quale Hockney “decideva di essere il migliore artista che poteva”), l’opera, aggiudicata per £ 37.661.250, è stata l’ultima offerta in asta dalla munifica collezione Ebsworth e ha seguito l’acquisizione di Portrait of an Artist (Pool with Two Figures) del 1972, che ha incoronato Hockney come il più costoso artista vivente ($ 90.3 milioni).
Aspettative da record e competizioni d’asta a parte, resta lampante il valore storico-artistico di quest’opera, ritratto di una storia d’amore e di un’amicizia, di sigari e viaggi condivisi da un artista e da un curatore, di una curva significativa dell’arte. E dell’immaginario.

Cristina Masturzo

Articolo pubblicato su Grandi Mostre #15

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AutoreDavid Hockney
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Cristina Masturzo
Cristina Masturzo è nata a Salerno e vive a Milano. Ha studiato Economia dei beni culturali all'Università di Napoli e Storia dell'arte e della critica d'arte all'Università di Salerno, trascorrendo un periodo di ricerca all'Archivio Luciano Caruso a Firenze. Dopo anni di esperienza professionale in una galleria d'arte contemporanea, ha conseguito il diploma di master in Contemporary Art Markets alla NABA di Milano e trascorso un periodo di internship in Sotheby's Italia. Attualmente collabora con il dipartimento di Arti Visive di NABA e con FM Centro per l’Arte Contemporanea. Particolarmente interessata alle dinamiche del mercato dell'arte contemporanea, segue come freelance progetti di ricerca sul sistema dell'arte e progetti editoriali indipendenti.